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dall’Isola di Santa Lucia (Caraibi): Derek Walcott

27/03/2019

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Amore dopo amore

 

 

Tempo verrà
in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell’altro
e dirà: Siedi qui. Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato
per tutta la tua vita, che hai ignorato
per un altro e che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d’amore,
le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. È festa: la tua vita è in tavola.

Derek Walcott (Nobel per la Letteratura 1992)

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dal Nicaragua: Ruben Darìo (Metapa 18.1.1867 – Leon 6.2.1916)

21/01/2019

NOTTURNO

Silenzio della notte, doloroso

silenzio notturno …

Perché l’anima trema a questo modo?

Odo il rombo

del mio sangue:

dentro il mio cranio passa una tormenta

soave. L’insonnia!

E non si può dormire. E tuttavia

si sogna.

e sul banco anatomico se stesso

uno seziona, ed è il suo proprio Amleto.

Sciogliere la tristezza

entro un vino notturno,

nella coppa preziosa delle tenebre.

E mi domando: Quando verrà l’alba?

S’è richiusa una porta …

E’ passato un viandante …

Tre rintocchi alla torre … Oh, che sia Lei?

 

Omar Khayyam: 966 anni or sono

01/06/2014
Tomba di Omar KhayyamA Nishapur, città del Khorasan (Persia nord orientale), il 31 maggio 1048 nasceva Omar Khayyam (letteralmente “fabbricatore di tende”, probabile professione del padre). Fu, forse, condiscepolo di Hasan-e Sabbah, il capo dei famigerati “assassini”, il Vecchio della Montagna, noto in occidente perché citato nei racconti di Marco Polo.
Le più antiche biografie di Omar ne parlano come di uno scienziato, cultore di astronomia, matematica, filosofia e teologia. La sua maggior fama, anche nel suo Paese d’origine, è dovuta però alla sua vena di poeta, in particolare per le sue “quartine” (Roba’iyyat) già, a quel tempo genere letterario adatto ad esprimere, con immediatezza, l’espressione occasionale di un sentimento fugace, pronto a dissolversi come un sogno, con la stessa rapidità con la quale è giunto.
Certamente fu, già in vita, personaggio controverso: razionalista negatore di ogni dogma religioso, scettico, forse anche ateo per alcuni, un mistico per altri, solo uno studioso di grande sensibilità, per taluni, che nella forma sintetica delle quartine cercò di esprimere i risultati sconsolati della propria ricerca poiché  “le azioni sovrane di Dio sono incommensurabili alla saggezza dell’uomo”  (così Alessandro Bausani).
Morì a Nishapur, dove era nato, il 4 dicembre di un anno compreso fra il 1126 ed il 1131. Per ricordarlo nell’anniversario della nascita eccovi, allora, cari amici, quattro dei suoi pensieri.

(Nell’immagine la tomba di Omar Khayyam)

Il Creatore, allorquando plasmò adorne forme e nature,  

Per qual ragione mai le gettò sotto imperio di morte?

Se ben riuscita era l’Opera, perché mandarla in frantumi?

E se mal riuscita era, di chi, dunque la colpa?

…………….

Oltre il vel del Mistero a nessuno è dato passare,

E come agisce la Vita  nessuno conosce;

Nessuna mèta abbiamo eccetto che in seno alla terra.

Bevi vino, bevi, ché storia lunga è questa.

…………….

Ogni granello di terra nascosto in seno alla Terra

Prima di me, prima di te, fu forse Corona e Gioiello.

Da volto gentile dunque la polvere tergi più dolce,

Ché quella polvere, un tempo, fu forse volto gentile.

…………….

Puri venimmo dal Nulla, e ce ne andammo impuri.

Lieti entrammo nel Mondo, e ce ne partimmo tristi.

Ci accese un Fuoco nel cuore l’Acqua degli occhi:

La vita al vento gettammo, e poi ci accolse la Terra.

Khayyam

 

della tavola e …

22/02/2011

 

Nella ghiottoneria vi deve essere il mangiare, nell’ubriachezza il bere; ma non è né il mangiare né il bere che si devono biasimare, ma l’eccesso.

SELDEN, Table-Talk


Ti meravigli che le malattie sono troppe? conta quanti cuochi ci sono.

Seneca, Pensieri