Posts Tagged ‘vergogna’

della vecchiaia

20/01/2017

Ama l’anziano

(Leonilda Riboni)

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vecchiaiaLascialo parlare perché nel  suo passato ci sono tante cose vere.

Lascialo vincere nelle discussioni perché ha bisogno di sentirsi sicuro di sé.

Lascialo andare tra i vecchi amici perché è lì che si sente rivivere.

Lascialo raccontare storie già ripetute perché lui vuole vedere se stai alla sua compagnia.

Lascialo vivere tra le cose che ha amato perché soffre di sentirsi spiantato dalla propria vita.

Lascialo gridare quando ha torto perché lui e i bambini hanno diritto alla comprensione.

Lascialo salire nell’auto di famiglia quando vai in vacanza, perché l’anno prossimo avrai rimorso se lui non ci sarà più.

Lascialo invecchiare con lo stesso paziente amore con cui lasci crescere i tuoi bambini, perché tutto fa parte della natura.

Lascialo pregare come vuole, perché l’anziano è uno che avverte l’ombra di Dio sulla strada che gli resta a compiere.

Lascialo morire tra le braccia pietose, perché l’amore dei fratelli sulla terra fa meglio presentire quello del Padre nel cielo.

Fa questo o proverai vergogna d’essere uomo.

(Composizione trovata in rete / foto banzai43)

 

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della bellezza e della propria continuità

10/02/2012

William SHAKESPEARE

Sonetto 2

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(FOTO banzai43).

Quando quaranta inverni assedieranno la tua fronte

e profonde trincee solcheranno il campo della tua bellezza,

l’orgoglioso manto della gioventu’, ora ammirato,

sara’ a brandelli, tenuto in nessun conto.

Allora, se richiesto dove la tua bellezza giace,

dove il tesoro dei tuoi gagliardi giorni,

rispondere ch’essi s’adagiano infossati nei tuoi occhi

per te vergogna bruciante sarebbe e ridicolo vanto.

Quanta piu’ lode meriterebbe la tua bellezza,

se tu potessi replicare: “Questo mio bel bambino

pareggia il conto e fa perdonare il passare degli anni”,

dando prova che la sua bellezza da te fu data.

Sarebbe questo un sentirsi giovane quando sei vecchio,

mirare il tuo sangue caldo quand’esso nelle tue vene e’ freddo.

della politica e della letteratura

29/04/2010


La mia amica “sale”, della quale già  in passato evidenziai i modi cortesi e l’intelligenza, ha allietato la mia sete di  conoscenza-informata con uno scritto che, da qualche tempo, gira nella “rete”.
Trattasi della felice riscoperta d’un cammeo letterario interessante e, perché no, anche di una certa attualità. Ne faccio dono a chi, ancora, non lo conosce.   Eccolo

banzai43


“Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto.
Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt’al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po’ ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano.
Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare.”


Il testo, di Elsa Morante, allora trentatreenne,  è datato 1945 ed è riferito a  Benito Mussolini.

Potrebbe sembrare riferito o adatto ad altri.

No, diavolo! A chi state pensando … ?