Posts Tagged ‘tenerezza’

dall’Italia: Giovanni Raboni

04/01/2019

…..S u p i n a

Se ti metti supina

diventa, calmandosi, solo dolcezza

il peso del tuo seno. Di colpo non c’è

bisogno di nasconderlo, non si può più giocare perché è

tenero e spento

e innocente e basta.

Giovanni Raboni

Anteprima (si apre in una nuova finestra)

 

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Sarà amore?

26/02/2018

Discutevano su ogni dettaglio, ma stavano bene insieme; gli piaceva quel misto di bruschezza e affetto, il modo in cui si buttava nella vita senza paura, la sua espressione tra il divertito e il sardonico, il suo sorriso di traverso. In confronto, lui era uno zombie che già inciampava nella terza età, ma con lei riviveva. Sarebbe stato bello diventare vecchi insieme, per mano, si disse. Provava delle martellate al cuore immaginando l’effetto dei capelli colorati di Lucia sul suo cuscino e dei suoi stivali di fianco al letto e del suo viso talmente vicino da farlo perdere nei suoi occhi da principessa turca.

……

Era rimasto solo per molto tempo, aveva dimenticato quella tenerezza ruvida, quel vuoto nella bocca dello stomaco, quella fretta del sangue, quelle raffiche di desiderio. “Sarà amore quel che sto provando? Se lo fosse non saprei cosa fare. Sono disorientato”.

Da “Oltre l’inverno”, romanzo, di Isabel Allende

dall’Argentina: Juan Gelman

01/04/2013

SORRIDE

E qualche volta ho sorriso così?

Sono stato come te di luce, candore trepidante?

Ho saputo far nascere il mattino, confonderlo?

trarre in inganno il mondo?Juan_Gelman

Ho come te destato

la quieta tenerezza? Acqua capace?

Ho trattenuto l’aria, la gran maestra?

La più spoglia purezza sta sulla tua bocca

e dà vergogna.

           Angeli, angeli

…………Chi dice che li ha visti, non li ha visti mai.

E chi li vede, ha dentro un canto.

………………..Juan Gelman

Ieri: 8 marzo 2013

09/03/2013

Non amo le celebrazioni.

Così come non le ama la nostra amica Laurin che, con molta poesia,  lo ha scritto commentando il mio post precedente.

Ho quindi fastidio per la festa del papà, della mamma, dei nonni, della segretaria, del piccione alla finestra, del gatto in gattaia, del cane in cuccia …

mimosaMa la festa della donna è un’altra cosa. E’ il ricordo di un tragico evento, sia umanamente che sindacalmente parlando. Un evento dirompente, un indice femminile puntato contro il sopruso, contro la stupidità, contro la disuguaglianza. Può chiamarsi Festa una cosa del genere?

La festa della donna: madre, compagna, sorella, figlia, amica, non merita di essere confinata ad un solo giorno all’anno. Festa dovrebbe esserlo ogni giorno dell’anno, ogni momento. Non da festeggiare, ma da vivere nella “normalità”.

E festa sarebbe, sempre, se la “normalità” fosse rispetto, non violenza. 

La tragedia degli atti, ormai così frequentemente e tragicamente ricorrenti, 2013-02-24 09.04.31chiamati “femminicidio” non sono che la parte alta di un iceberg. Quante volte la stessa donna durante la propria vita, muore prima di essere uccisa dall’uomo al quale ha affidato la propria integrità, a cui ha risposto con amore alle attenzioni, ha regalato la propria passione, lo ha fatto padre, lo ha definitivamente completato e consacrato come padre?

Ecco perché amo la donna e non la Sua festa. La Sua festa è sempre! E gli uomini tutti dovrebbero ricordarlo.

A tutte le donne, oggi 9 marzo 2013, la mia tenera carezza.

banzai43

a_caneinviaggio