Posts Tagged ‘speranza’

del futuro e delle nostre angustie

10/01/2019

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Scrisse Cicerone: 

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Non si guadagna niente a conoscere il futuro perché è una grande miseria angustiarsi senza poter far nulla per evitare ciò che deve succedere.

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dall’Uruguay: Idea Vilariño

29/12/2018

…..Ti sto chiamando

Amore

dall’ombra

dal dolore

amore

ti sto chiamando

dal pozzo asfissiante del ricordo

senza che nulla giovi

né ti attenda.

Ti sto chiamando

amore

come il destino

come il sonno

come la pace

ti sto chiamando

con la voce

con il corpo

con la vita 

con tutto ciò che ho

e che non ho

con disperazione

con sete

con pianto

come se tu fossi aria

e io affogassi

come se tu fossi luce

e io morissi.

da una cieca notte

da oblio

da ore chiuse

in solitudine

senza lacrime né amore

ti sto chiamando

come la morte

amore

come la morte.

 

……….Idea Vilariño

(Montevideo 18.8.1920 – 29.4.2009)

A te, cagnina mia dolcissima

10/07/2018

A Maya, cagnina amatissima

      (5.12.2005 – 6.6.2018)

 

Amica mia dolcissima.

Compagna silenziosa

attenta sempre,

di pronto scatto appena

mi muovevo,

ti volgevi a cercarmi

se tardavo.

 

Ora non più.

La vita t’ha lasciata

ed io rimpiango i tuoi

salti armoniosi,

il passo lesto e altero,

gli occhi tuoi dolcissimi,

l’attenzione al mio fischio,

la tua amicizia, persa.

 

(Milano, 9.7.2018)

 

 

 

 

dalla Francia: Jacques Prevert

12/04/2018

Prima colazione

(o della famiglia)

Lui ha messo
Il caffè nella tazza
Lui ha messo
Il latte nel caffè
Lui ha messo
Lo zucchero nel caffellatte
Ha girato
Il cucchiaino
Ha bevuto il caffellatte
Ha posato la tazza
Senza parlarmi
S’è acceso
Una sigaretta
Ha fatto
Dei cerchi di fumo
Ha messo la cenere
Nel portacenere
Senza parlarmi
Senza guardarmi
S’è alzato
S’è messo
Sulla testa il cappello
S’è messo
L’impermeabile
Perché pioveva
E se n’è andato
Sotto la pioggia
Senza parlare
Senza guardarmi,
E io mi son presa
La testa fra le mani
E ho pianto.

Sarà amore?

26/02/2018

Discutevano su ogni dettaglio, ma stavano bene insieme; gli piaceva quel misto di bruschezza e affetto, il modo in cui si buttava nella vita senza paura, la sua espressione tra il divertito e il sardonico, il suo sorriso di traverso. In confronto, lui era uno zombie che già inciampava nella terza età, ma con lei riviveva. Sarebbe stato bello diventare vecchi insieme, per mano, si disse. Provava delle martellate al cuore immaginando l’effetto dei capelli colorati di Lucia sul suo cuscino e dei suoi stivali di fianco al letto e del suo viso talmente vicino da farlo perdere nei suoi occhi da principessa turca.

……

Era rimasto solo per molto tempo, aveva dimenticato quella tenerezza ruvida, quel vuoto nella bocca dello stomaco, quella fretta del sangue, quelle raffiche di desiderio. “Sarà amore quel che sto provando? Se lo fosse non saprei cosa fare. Sono disorientato”.

Da “Oltre l’inverno”, romanzo, di Isabel Allende

cuor di pecora

12/02/2018

Anche coperta con pelle di lupo la pecora sempre pecora rimane.

banzai43

Mondo nuovo

05/01/2017

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Serrate le finestre

scese le tapparelle

chiuso il gas, le luci spente.

Quattro mandate

all’uscio blindato.

                E’ silenzio.

Uno ad uno i gradini

varco il portone.

               E’ primo mattino.

Ho chiuso un Mondo.

Mi apro al Mondo nuovo.

 

(Milano 31.12.2016)

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viaggiando-2

Pasqua 2016

25/03/2016

Anche quest’anno ci risiamo. E’ quasi Pasqua. Una Pasqua problematica, una Pasqua di sangue, di dolore, di timore. Una Pasqua che sembra aver cestinato la speranza, la fratellanza, la concordia. Insomma una Pasqua triste.

uova pasquali

In casi come questi cosa fare se non fermarsi un attimo a riflettere vicino, ancor più di sempre, alle persone che amiamo e dalle quali siamo riamati, agli amici sinceri ai bimbi che alleviamo con gioia.

Quanto a me, oltre al resto, ho anche Voi. I miei amici di “rete”. Tutti ugualmente nel mio cuore, ancorché così diversi gli uni dagli altri.

A Voi tutti i miei migliori auguri di Buona Pasqua e, mi raccomando, non dimenticatemi. Come forse avrete capito ci sono momenti nei quali i miei impegni sono fiammeggianti e (quasi) scompaio. Questo è uno di quei momenti. Il lavoro chiama ed io rispondo. Spero, una volta ancora, di essere come la Fenice e tornare nuovamente fra non molto. Nel frattempo farò sporadiche apparizioni. Sul mio e sui Vostri blog.

A Voi tutti l’augurio di ogni bene. “Ad majora”.

 

a_caneinviaggio

banzai43

della Natura e dell’umana condizione

12/03/2016

… molti sono i pericoli nella vita dell’uomo. Per terra e per mare, dentro e fuori di sé.

A tal proposito, fra i ricordi delle mie passate letture …

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naufragio

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… Un uomo, quando comincia a capire che per la natura egli non è altro che una creatura insignificante e che, sottraendogli la vita, non si mutila l’universo, vorrebbe inizialmente scagliare pietre contro i templi; e il fatto che non ci siano né pietre né templi lo esaspera nel profondo. Colpirebbe con la sua ira qualunque simulacro della natura.

Poi, non trovando nulla di tangibile contro cui scagliarsi, proverebbe a mettersi dinnanzi a una personificazione e a pregarla in ginocchio, con le mani giunte, dicendo: “Si, ma io amo me stesso!”

Una stella lontana nel freddo cielo invernale è l’unica risposta che egli trova alle sue suppliche; è così che egli raggiunge la piena consapevolezza della drammaticità della propria condizione.  …

Tratto da “La scialuppa” racconto di Stephen Crane

Buona domenica a tutti

banzai43

2016 – Cosa bolle in pentola?

02/01/2016

Amici miei carissimi, a Voi tutti buon giorno e con vivo spirito d’amicizia 

……………….   BUON 2016, buon anno

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Il 2015 è passato (finalmente!) col suo carico di paure che mano a mano che i giorni passavano, ha preso il posto della speranza. Un anno durante il quale molto sangue è stato versato, molti morti hanno punteggiato i mari come piccole isole alla deriva, isole disperate,  fuggenti, affannatamente alla ricerca di una nuova “normalità” che consentisse loro una ricostruzione di sé, degli affetti più cari, il ricongiungimento delle famiglie disperse e talvolta vilipese. Una “normalità” molto agognata, ma dai contorni sempre più vaghi come miraggio nel deserto, a portata di sguardo, ma sempre “oltre”, impossibile da raggiungere.

Scarpe consumate, pensieri offuscati, fame, sete, lacrime, pianti di bimbi, desideri di morte che sopravanzano  i desideri di vita … e fatica, la fatica di vivere in un mondo dove gli uomini sono lupi e la speranza lutto e sopraffazione.

Non m’illudo che il 2016 sia molto diverso, ma lo spero. Spero in un piccolo rinsavimento collettivo, anche molto piccolo. Un’attenzione maggiore per il prossimo anche se poco più ampio.

Quanto all’Italia: l’augurio di progressi contro il ladrocinio, in particolare dei politici disonesti da non coprire, anzi, esporre al pubblico ludibrio, da colpire nella borsa condannandoli alla restituzione del maltolto, alla confisca dei beni; lavoro per i giovani, rispetto per i vecchi, eccetera. Le solite cose, insomma. Niente di nuovo. Probabilmente le medesime speranze degli “onesti” già ai tempi di Cesare e d’Augusto. Niente di nuovo sotto il sole, verrebbe da dire. Chissà.

Penso al primo gennaio come ad un cuoco e mi chiedo cosa stia preparando, con quali ingredienti stia cucinandoci il 2016

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cosa bolle in pentola

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e non ho risposte. Nessuna risposta, solo qualche timida, molto timida, speranza. 

Un amico, per farmi gli auguri d’inizio anno m’ha indirizzato una vignetta con la quale intendo augurare a Voi tutti, una volta ancora, i miei auguri. Una vignetta che, per quanto mi riguarda, sembra fatta apposta per riassumere il mio pensiero circa la speranza per il futuro prossimo che ci aspetta. Eccovela.

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Linus new year

Un abbraccio,

banzai43