Posts Tagged ‘solitudine’

dall’Uruguay: Mario Benedetti

02/01/2019

E P I L O G O 

Prima della sua immeritata fine

Luz aprì gli occhi per l’ultima volta

e il suo sguardo diventò un addio

non potrò mai dimenticare

quegli occhi così miei

riassumendo una vita

dando un amore ultimo

più o meno consapevole

del tremore delle mie mani

d’ora in poi 

nel condividere il tempo con gli amici

quelli miei di sempre

anche se domando o rispondo o perfino rido

la mia anima sarà sola nel suo covo

con una rassegnazione involontaria

circondata da incancellabili ricordi

e dell’insonnia pervasa da tristezza

così una notte arriverò in silenzio

sulla sponda del mio ultimo destino.

.

Mario Benedetti (da “Canzoni di chi non canta”)

PS – La Luz della poesia era Luz Lòpez, moglie del poeta.

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dall’Uruguay: Idea Vilariño

29/12/2018

…..Ti sto chiamando

Amore

dall’ombra

dal dolore

amore

ti sto chiamando

dal pozzo asfissiante del ricordo

senza che nulla giovi

né ti attenda.

Ti sto chiamando

amore

come il destino

come il sonno

come la pace

ti sto chiamando

con la voce

con il corpo

con la vita 

con tutto ciò che ho

e che non ho

con disperazione

con sete

con pianto

come se tu fossi aria

e io affogassi

come se tu fossi luce

e io morissi.

da una cieca notte

da oblio

da ore chiuse

in solitudine

senza lacrime né amore

ti sto chiamando

come la morte

amore

come la morte.

 

……….Idea Vilariño

(Montevideo 18.8.1920 – 29.4.2009)

dall’Argentina: Mempo Giardinelli

03/07/2018

Cos’è una poesia se non paura,
strombazzata, petalo,
incorporea genealogia?
Cos’è la poesia
se non l’emozione violenta
che produce il punto di partenza
verso il mai visto, l’improbabile
o il tramonto?
Qual è il verso finale,
l’imprecisabile verso finale
che sintetizza l’ansia del ritorno?
Cosa resta della poesia, alla fine,
quando si è pensato tutto,
non si è deciso niente
e solo sopravvivono
domande insicurezze solitudine fallimento dubbi
ossia parole, sogni, niente?

Poesie senza patria (Guanda, 2003)

della splendida solitudine

13/03/2018

“La solitudine non dipende dalla presenza o assenza di persone; al contrario, io odio chi ruba la mia solitudine senza, in cambio, offrirmi una vera compagnia.”

F. Nietzsche

dall’Iran: Abbad Kiarostami

02/02/2016


La poetica di Kiarostami è stata definita, talvolta, “delle piccole cose”. Piccole perle orientali che sposano appieno il mio intendere la poesia, tutta la poesia, da me definita più volte “racconti in pillole”.

Kiarostami, regista, fotografo, poeta, vincitore della Palma d’oro a Cannes, del Gran premio della giuria alla Mostra d’Arte di Venezia, etc., mostra uno straordinario talento nel creare istanti di grande suggestione.

Porto all’attenzione di tutti gli amici lettori quelli che definisco tre piccoli gioielli, tratti dalla raccolta “Un lupo in agguato”.

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Kiarostami

Nel deserto della mia solitudine

sono cresciuti

migliaia di alberi solitari.

———–

Dalla mia lingua è uscito

ciò che non bisognava dire,

i miei piedi si sono spinti

dove non bisognava andare.

———–

Mi appare in sogno 

un amico come fosse un nemico

e la mia giornata

si fa nera.

———–

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alberi

dall’Argentina: Mempo Giardinelli

04/01/2016

spiaggiabiancaQuando non trovo l’amore,

quando lo cerco e mi sfugge,

quando lo prendo e lo lascio andare,

il mio cuore è un paese vuoto, terra rasa.

E’ una pagina bianca, zero assoluto,

irrefutabile nulla.

dalla Francia: Charles Baudelaire

17/01/2015

da “I fiori del male”

dittamo2IL RITRATTO

La Malattia e la Morte fanno cenere

di tutto il fuoco che per noi fiammeggiò.

Di quei grandi occhi così fervidi e teneri,

di quella bocca dove il mio cuore annegò

di quei baci possenti come un dìttamo,

di quei trasporti più vivi di raggi di sole,

che rimane? Anima mia, è terribile!

Null’altro che un pastello pallido, a tre colori,

che come me, se ne muore in solitudine

e che il tempo continua, ingiurioso vegliardo,

a sfiorare ogni giorno con la sua ala rude …

Nero assassino della Vita e dell’Arte,

non riuscirai ad uccidere dentro la mia memoria

colei che fu il mio piacere e la mia gloria!

Così non sia

28/12/2014

Giorgio Caproni, poeta livornese nato nel 1912 e cresciuto a Genova. Poeta, a mio giudizio, di grande interesse.

Dalla sua ricca produzione ecco una poesia, piccina piccina. Adatta a ricordarci chi, anche in giornate di festa come queste, è solo, disperatamente solo. 

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Il bicchiere

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… l’uomo che nel buio è solo

a bere: che non ha 

nessuno, nell’oscurità,

cui accostare il bicchiere …

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Speriamo che per gran parte degli italiani così non sia.

Buona domenica.

a_caneinviaggio

banzai43