Posts Tagged ‘sofferenza’

Donne, compagne di vita e …

08/03/2017

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A Voi tutte,

donne,

splendide e comprensive

compagne di vita,

buon 8 Marzo 2017

e

grazie per tutto ciò che fate per noi.

Un uomo come tanti.

banzai43

8 Marzo: W la donna

08/03/2017

UOMINI

come già scrissi esattamente lo scorso anno, le donne dovrebbero essere festeggiate ogni giorno. Invece, purtroppo, non passa giorno che non siano sfruttate, maltrattate, angariate, stuprate, uccise.

Instilliamo nei nostri bimbi il rispetto, la tolleranza, la comprensione … e tutto ciò che di buono possiamo insegnare.

Mentre scrivo la mezzanotte è giunta. E’ il nuovo giorno. E’ l’8 Marzo, la “Festa della Donna” Una festa inutile se domani sarà tutto come prima. 

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.Comunque sia oggi si festeggia la Donna e noi che la donna la rispettiamo ogni giorno, oggi facciamolo un poco di più, magari solo con una carezza.

 

 

 

 

banzai43

(Immagine acquisita in rete)

 

Giorno della memoria: “Binario 21” – il Memoriale della Shoah di Milano

26/01/2017

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Sotto la stazione Centrale a Milano si nasconde un luogo che fa tristemente parte del nostro passato, ma che in pochi conoscono: il Binario 21.

Non è  una replica dell’attuale  binario 21 in servizio e non é un binario “qualsiasi”. E’ uno dei luoghi “dell’anima”, il luogo da cui, a Milano,  ebbe inizio l’orrore della Shoah. Da qui, tra il 1943 e il 1945,  partirono treni pieni di deportati ebrei (e “resistenti” e oppositori politici) diretti ai campi di sterminio nazisti. In tanti partirono (di 774 si conoscono i nomi), in pochissimi tornarono (solo 22).

Il Binario 21 vuole essere il luogo della “memoria collettiva milanese” diventato, nel tempo,  Memoriale della Shoah di Milano.  Collegato ad esso c’è un progetto con lo scopo di rendere omaggio alle vittime dello sterminio e di far nascere un contesto vivo e dialettico in cui rielaborare attivamente la tragedia della Shoah per non dimenticarla. MAI!

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memoriale-shoah-milano.

Ad accogliere i visitatori una grande scritta: INDIFFERENZA. Questa parola, scelta con cura, rappresenta il sentimento che,  più di ogni altro, ha fatto patire gli ebrei: l’indifferenza della gente nei confronti di ciò che stava accadendo.

Nel “cuore” del memoriale si trovano quattro carri merci dell’epoca, uguali a quelli che partirono alla volta dell’inferno.  In ogni vagone stavano dalle 50 alle 80 persone, quando chiaramente non c’era spazio per tutti. Non c’erano finestre, se non qualche fessura. Non veniva dato da mangiare né da bere ed i bisogni fisiologici si facevano in un secchio. Il viaggio durava 7 giorni e non tutti arrivavano a destinazione.

All’interno del memoriale c’è anche un luogo di riflessione, ricavato in una fossa di traslazione della stazione. Il suo interno è volutamente opprimente e buio (l’unico spiraglio di luce è una striscia che indica l’est) ed ha lo scopo di stimolare la riflessione ed il raccoglimento. Perché il memoriale non vuole essere soltanto un monumento alla memoria di chi non c’è più, ma anche un luogo per riflettere.

                                                                                                                                                                                        ———————

« Il ricordo è protezione dalle suggestioni ideologiche, dalle ondate di odio e sospetti. La memoria è il vaccino culturale che ci rende immuni dai batteri dell’antisemitismo e del razzismo.»

(F. De Bortoli, Presidente Fondazione Memoriale della Shoah)

Le informazioni ed i testi, sostanzialmente immodificati, sono stati reperiti in "rete".

									

dalla Grecia: Ghiannis Ritsos

17/04/2016

L a   r a g a z z a

Non aveva nient’altro per resistere – ragazza di diciott’anni –

solo due mani magre, un vestito nero,

il ricordo di un pane diviso con scrupolo

e quel che chiamavamo “patria” pronunciato di nascosto

….. le notti.

Quando la gettarono nell’oscurità, non aveva più voce per

….. parlare.

Non udirono le altre celle. Solo l’uccello di Persèfone

le portò in un fazzoletto qualche chicco di melagrana: e i

….. bambini

la disegnarono sui loro quaderni di scuola, sotto la

….. lampada

una piccola Madonna su una sedia di caffè popolare

con molti pesci e uccelli sulle spalle e sui ginocchi.

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RITSOS GHIANNIS

quando finiranno … ?

08/12/2015

Quando finiranno questi tempi così difficili, così tristi, così pericolosi?

Quando, con Voltaire (“Candido o L’ottimismo), saremo in grado di dire …Candido

“Tout est bien, tout va bien, tout va le mieux qu’il soit possible”

“Tutto è bene, tutto va bene, tutto va il meglio possibile”

Buon inizio settimana a tutti.
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banzai43

a chi per sfuggir la morte, in mare la morte trova navigando

09/05/2015

Molti, in mare, i fuggitivi d’una sorte avversa. Scappar per fame, paura, vessazioni, odio, barbarie, persecuzioni. E morire d’un tratto tra i marosi, con la salvezza a tiro, col sapore del sale che s’avventa, in gola, a soffocare la speranza. Morire così, solo fra tanti “ultimi come Te”,  pensando alla casa lontana, alla famiglia lasciata, alla tua vita che va …

D’un tratto ho ricordato d’aver letto, molti anni or sono, una poesia. L’ho ricercata. L’ho trovata. La propongo alla lettura degli amici e di tutti i lettori consueti ed occasionali, con il mio augurio di Buona Domenica e di buon inizio di settimana.

banzai43

Quasimodo

AI  DIOSCURI

Lasciate l’olimpo,

audaci figli di Zeus e di Leda,

e con animo a noi propizio apparite,

o Castore e Polluce,

che la terra e i mari

correte su rapidi cavalli.

A voi è facile salvare i naviganti

da pietosa morte, saltando da lontano

sull’alto delle navi folte di rematori:

girando luminosi nell’avversa

notte intorno alle gomene, portate

luce alla nave nera.

(Salvatore Quasimodo)

dalla Bulgaria: Blaga Dimitrova

02/01/2014

………...SENZA AMORE

Da questo momento vivrò senza amore.
Libera dal telefono e dal caso.
Blaga DimitrovaNon soffrirò. Non avrò dolore né desiderio.
Sarò vento imbrigliato, ruscello di ghiaccio.

Non pallida per la notte insonne –
ma non più ardente il mio volto.
Non immersa in abissi di dolore –
ma non più verso il cielo in volo.
Non più cattiverie – ma nemmeno
gesti di apertura infinita.
Non più tenebre negli occhi, ma lontano
per me non s’aprirà l’ orizzonte intero.

Non aspetterò più, sfinita, la sera –
ma l’alba non sorgerà per me.
Non mi inchioderà, gelida, una parola –
ma il fuoco lento non mi arderà.
Non piangerò sulla crudele spalla –
ma non riderò più a cuore aperto.
Non morrò solo per uno sguardo –
ma non vivrò realmente mai più.

Blaga Dimitrova

 

della verità, della sofferenza, della religione

24/02/2012

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La maggior parte delle persone non cerca verità che si possono dimostrare. La verità, in molti casi comporta sofferenza. E quasi nessuno vuole soffrire.

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Quello di cui le persone hanno bisogno è una storia bella e piacevole, che renda la loro esistenza almeno un po’ più significativa. E’ proprio per questo che nascono le religioni.

MURAKAMI ARUKI, 1Q84