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La libertà (secondo Gao Xingjian)

26/01/2018

La libertà è uno sguardo, un tono della voce, sguardo e tono sono cose fattibili, quindi tu hai già qualcosa. E questa libertà è un dato di fatto come l’esistenza della materia, di un albero, di un filo d’erba, di una goccia d’acqua, e la tua libertà di usare la tua vita è altrettanto inconfutabile e indubitabile.

Ma la libertà è anche facile da perdere, e il tuo sguardo, la tua intonazione non durano che un attimo, provengono da un tuo atteggiamento interiore: quel che tu vuoi afferrare è proprio questa libertà sfuggente, istantanea. Per questo fai ricorso al linguaggio, proprio per averne una conferma, anche se la tua scrittura non potrà durare in eterno. Ma quando tu scrivi questa libertà ti diventa visibile, e tu la senti mentre scrivi, leggi, ascolti, la libertà risiede nella tua stessa espressione, tu vuoi questo piccolo lusso, l’espressione della tua libertà, e la libertà di esprimerti, e solo quando l’hai ottenuto ti senti davvero libero.

Ma la libertà non si regala, né si compra, la libertà è piuttosto consapevolezza della tua propria vita, è questo il bello della vita, gusta questa libertà come la gioia che ti dà l’amore fisico con una bella donna. Non è la stessa cosa?

La santità o il despotismo, la libertà non li può sopportare e tu non vuoi né l’una né l’altro,  in ogni modo non potresti mai raggiungerli, piuttosto che fare tanti sforzi per arrivarci è meglio avere un po’ di libertà.

Gao Xingjian (Nobel per la letteratura anno 2000)

da “Il libro di un uomo solo”

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dello scrivere e del parlare

21/10/2015

La lingua che amo è una lingua semplice e ingenua, uguale sulla carta come sulla bocca, una lingua succulenta e nervosa, breve e serrata, non tanto delicata e ben rifinita quanto veemente e brusca.

Montaigne

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della principale preoccupazione

24/08/2015

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Perdere il passaporto era l’ultima delle mie preoccupazioni, perdere un taccuino era una catastrofe.

Bruce Chatwin