Posts Tagged ‘saggezza’

dagli USA : Louise Glück

13/03/2019

Legge non scritta

 

 

.

Interessante come ci innamoriamo:
nel mio caso, in modo assoluto.
In modo assoluto e, ahimè, spesso –
così era nella mia gioventù.
E sempre con uomini piuttosto giovanili –
immaturi, imbronciati, o che prendono timidamente a calci foglie morte:
alla maniera di Balanchine.
Né li vedevo come ripetizioni della stessa cosa.
Io, con il mio inflessibile platonismo,
il mio fiero vedere solo una cosa alla volta:
ho decretato contro l’articolo indefinito.
Eppure, gli errori della mia gioventù
mi rendevano senza speranza, perché si ripetevano
come è di solito vero.
Ma in te sentii qualcosa oltre l’archetipo –
una vera espansività, un’esuberanza e amore della terra
profondamente estranei alla mia natura. A mio merito,
benedissi la mia buona fortuna per te.
La benedissi in modo assoluto, alla maniera di quegli anni.
E tu nella tua saggezza e crudeltà
mi hai gradualmente insegnato l’assenza di senso di quel termine.

 

Annunci

d’un qualche aforisma

25/03/2018

“Cosa distingue l’aforisma dall’epigramma o dalla massima? L’epigramma ha un bersaglio localizzato nello spazio e nel tempo; l’aforisma tende all’universalità; la massima intende essere l’espressione di una saggezza conformista, mentre l’aforisma vorrebbe essere trasgressivo.”

da "Il filosofo portatile" di GUIDO ALMANSI 

Eccovi, allora, alcuni aforismi.

“Ci sono delle cose graziose, eleganti, sontuose, avvenenti, ma finché non parlano all’immaginazione non sono ancora belle.”

R. W. Emerson

“L’uomo grande è colui che non perde il suo cuore di fanciullo”

Mancio

“Quando i ricchi dichiarano la guerra, sono i poveri che muoiono”

J. P. Sartre
..




 

dell’errore

07/02/2015

Pindaro.

Infiniti errori assediano da vicino le menti degli uomini, e nessuno è in grado di capire se ciò che sceglie oggi gli andrà bene per sempre.

Pindaro

del sapere

06/02/2015

Se sapessimo manco, godremmo di più, e saremmo anco migliori; perché io non veggo che questo sapere all’ultimo ci serva ad altro che acubo di sapienza sopraffare quelli che sanno meno e a lambiccarci tutto giorno il cervello dietro delle dottrine, della maggior parte delle quali non si dà certezza che acquieti l’animo, e non si cava altro frutto che la chiacchiera e la meraviglia degli ignoranti.

A. CARO, Lettere

dei viaggi e della saggezza

29/01/2015

Se fosse vero che i viaggi educano la mente i controllori dei treni sarebbero  gli uomini più saggi del mondo.

Santiago Rusinol
.
Trenorizzo

Uno, due, tre: incarichi plurimi

02/02/2014

Cari amici buongiorno,

mai come in questi tempi è facile criticare la politica italiana. Sia quella della maggioranza delle intese (ampie, strette, minuscole, possibili, impossibili ma presenti etc.) sia quella delle opposizioni (distruttive, offensive, verbose, schiamazzanti, aggressive, maleducate, grillanti, incattivite, aculturate, faziose etc.).

Antique pen and inkwellPassa quasi la voglia di parlarne, data la semplicità con la quale possono trovarsi le argomentazioni da utilizzare per un discorso di critica negativa, sempre possibile.

Questo il motivo della rarefazione dei miei post aventi per oggetto la politica. Comunque sia, oggi ho deciso di fare un’eccezione. Una breve e sintetica eccezione. Intendo trattare dei cosiddetti “incarichi multipli” più volte, in passato, richiamati da quotidiani e settimanali.

Tratteggerò il può recente dei fatti. Il personaggio è Antonio Mastrapasqua, presidente dell’INPS (da ieri dimissionario) e, contemporaneamente, con molti altri incarichi, pare addirittura oltre 25. Insomma un uomo eccezionale, con il dono dell’ubiquità, attributo, un tempo, esclusivo del Padreterno.

Solo per curiosità vediamone alcuni di questi incarichi (ovviamente tutti retribuiti, forse con piccole eccezioni): “Presidente dell’INPS”, “Vice Presidente esecutivo di Equitalia spa”, “Procuratore generale dell’Ospedale Israelitico di Roma”, “Commissario Unico della Super-Inps”, “Presidente dell’immobiliare Idea-Fimit” la più grande società immobiliare italiana, “Consulente di una struttura bancaria”, “Sindaco del Consiglio d’Amministrazione di Autostrade”, “Amministratore Delegato di Italia Previdenza” nonché di “Sispi spa” e di “Litorale spa” e titolare dello studio Mastropasqua di Roma. Ho escluso, volutamente, le Sue molte altre presenze in collegi sindacali (quale Presidente o Sindaco effettivo) di Società sia a capitale pubblico che a capitale privato.

Di questi giorni, per quanto , lo riguarda,  è l’emergere di uno dei molti casi di possibile “conflitto d’interessi”. A solo titolo d’esempio quello di rimborsi non dovuti , da parte dell’INPS , all’Ospedale Israelitico, ospedale che a quanto si dice dovesse all’INPS ingenti somme  per contributi pregressi, dall’Inps non sollecitati. In ambedue le strutture il “dominus” era il Mastrapasqua!

Sta di fatto che dopo anni di “politica del salame sugli occhi” il nostro Esecutivo (Governo Enrico Letta per intendersi) ha approvato un disegno di legge “per disciplinare l’incompatibilità per tutte le posizioni di vertice degli enti pubblici nazionali, prevedendo per quelli di particolare rilevanza, un regime di esclusività volta a prevenire  situazioni di conflitto di interesse.”

Vivaddio, la politica s’è accorta che qualche cosa non andava: Ma non è detto che tale situazione vergognosa venga sanata rapidamente. A ben vedere si tratta di un disegno di legge, non ancora legge la quale, peraltro, se già esistesse avrebbe bisogno di Regolamento o Regolamenti attuativi. Quindi chi vuole sperare, speri e chi vuol dubitare dubiti.

Tralascerò altresì di approfondire le molte altre questioni che il Mastrapasqua riguardano o hanno riguardato; un solo accenno:

   – segnalato alla Corte dei Conti per rischio crediti inesigibili, rimborsi gonfiati e fatture false con possibile danno erariale ai danni dello Stato;

   – indagato dalla Procura della Repubblica di  Roma per presunte cartelle cliniche truccate;

   – oggetto di due esposti alla procura di Roma da parte di Adusbef (associazione dei consumatori): la prima ancora legata alla vicenda dei rimborsi all’Ospedale Israelitico, la seconda per la vendita dell’appartamento a Roma sede di Intesa San Paolo da parte di Idea-Fimit, già accusata di essere stata al centro di molteplici scandali immobiliari.

E potrei andare avanti almeno per un altro poco per concludere poi con parole al vetriolo, ovvero nell’unico modo apparentemente possibile.

Preferisco, invece fare due conti.

Il Dr. Mastrapasqua, come anzidetto, ha non meno di 25 attività retribuite. Quanto al Suo reddito annuo, pare essere di circa € 1.200.000 (unmilioneduecentomila euro). Così le notizia attingibili da stampa e “rete”, ovvero le mie uniche fonti a tutti disponibili.

Ora qualche considerazione: i giorni lavorativi di un anno (tenendo conto anche delle ferie) sono, generalmente, considerati pari a 220.= Il che significa che il Mastrapasqua:

     . dedica a ciascuno dei propri impieghi una media di giorni 8,8 all’anno!

     . ha una giornata lavorativa retribuita mediamente con € 5.454,5 (cinquemilaquattrocentocinquantaquattro euro e 50 centesimi) !!

     . ha un reddito annuo equivalente a quello di non meno di 153 pensionati (e ve ne sono molti) la cui pensione mensile è di circa € 600,00.= !!!

     . ha un reddito annuo equivalente a quello ben 115 fortunatissimi giovani che, contro-tendenza, hanno trovato un lavoro ad 800,00 euro al mese !!!!

Potrei andare avanti, ma mi fermo qua. Direi che le premesse per essere infastiditi, disamorati, incazzati, ci sono tutte.

Una rivoluzione (morale innanzi tutto), ovviamente senza sangue e violenze, e nel rispetto della democrazia e dell’ovvio ordine, senza degenerazioni, è più che necessaria, più che urgente, serve subito. ADESSO! Ma come frenare il popolo se dovesse, realmente, scatenare la propria comprensibile ira ?

Confesso che ero ed ancora sono innamorato dell’Italia, della sua storia, della sua ricchezza culturale, delle sue eccellenze. Poi leggo della rete idrica chebandiera perde quasi il 50% dell’acqua che vi scorre, delle mazzette che anziché sparire continuano con ritmi incrementali, dei politici di malaffare che si riempiono le tasche, dei vigili del fuoco e dei poliziotti con autopompe ed auto ferme perché mancano i soldi per il carburante, dei tribunali dove manca la carta su cui scrivere, dei richiami dell’Europa per l’esiguità delle pensioni minime, eccetera, eccetera, eccetera.

Allora, in quel momento, vorrei poter fare come davanti alla disperazione, allo sfacelo, facevano gli antichi. Mettermi in un angolo, coprirmi il capo col mantello e piangere.

Buona domenica a tutti.

a_caneinviaggio

banzai43

Lui non è Socrate

24/11/2013

atene-acropoli

Lui non è Socrate!

Non esiste anno senza che uno o più avvenimenti meritino di essere tramandati. Fu così, io credo, anche per il 399 avanti Cristo. Ma di quell’anno un unico avvenimento lasciò traccia. Traccia così profonda da relegare ogni altro evento negli oscuri meandri della storia: il processo e la condanna a morte di Socrate.

Ce ne parla Platone in vari scritti (Apologia di Socrate,  Critone, Fedone, Il convito). Ci racconta, con vari dettagli, il processo al quale venne sottoposto il Maestro, le false accuse che gli vennero rivolte, la propria difesa logicamente razionale (in scherno ai socrate2giudici), la condanna a morte che gli venne comminata, il rifiuto di fuggire, la ragione del rifiuto, la rinuncia ad prolungare la propria vita sino al tramonto (come avrebbe potuto chiedere), l’avanzamento della morte, la sua ultima raccomandazione, variamente interpretata a posteriori, fatta all’amico Critone.

Perché parlare di Socrate? mi si chiederà. In realtà a Socrate mi ci ha ricondotto una riflessione su Berlusconi, la cui vita, per taluni aspetti, può considerarsi parallela a quella del filosofo ateniese. Ambedue, infatti:

.operarono nel campo della comunicazione

.lungamente si dedicarono ad importanti ricerche

.furono attorniati da moltitudini

.mostrarono grande interesse verso i giovani

.operarono a livello politico

.furono accusati di corruzione dei giovani

.vennero processati e subirono condanne definitive.

Importanti, peraltro, sono anche le differenze dei loro percorsi all’interno delle loro similitudini.

Socrate comunicava la scoperta dell’anima umana finalizzata a rendere migliori i cittadini, e renderli osservanti della legge, quale che fosse, anteponendo il bene dello Stato alle proprie convenienze ed ai propri egoismi. Berlusconi ha comunicato, in varie circostanze, il diritto all’evasione fiscale sfregiando così la legge e, di conseguenza, lo Stato.

Socrate non mentiva ed era, costantemente, alla ricerca della Verità mettendo in discussione tutto quello che si voleva far credere verità certa. Berlusconi, affermano vari giudici, ha mentito ripetutamente tentando, quindi, di occultare o falsare la  Verità.

Berlusconi, così come Socrate ha avuto ed ha molti discepoli. Il cavaliere, per sua stessa ammissione, ha trasformato molti rospi in principi; Socrate ha tentato di farne uomini onesti.

I giovani che attorniavano Socrate lo rispettavano per la sua sapienza, per la sua capacità -facendoli riflettere ed invitandoli ad argomentare le proprie idee- ad elevarli intellettualmente. I giovani attorno a Berlusconi sono affascinati dalla sua capacità finanziaria e dalla sua oratoria, ma non dialogano. Ascoltano e basta, poiché Lui pensa per tutti e, forse, anche per tutti paga.

Sia Socrate che Berlusconi hanno fatto attività politica. L’ateniese senza aver mai accettato un incarico, ma inducendo alla riflessione, con le sue critiche acute e fastidiose, i tanti politici del tempo. Berlusconi, che di politica ne avrebbe potuta fare moltissima, considerate le maggioranze che ha guidato, poca politica ha portato avanti e piuttosto disastrosa, direi. Ciò che in realtà,Berlusconi1 politicamente, ha fatto assomiglia molto alla prevalente difesa di sé e dei suoi interessi personali giungendo sin anche al condizionamento del Governo ed alla spaccatura delle due Camere componenti il Parlamento.

Quanto alla corruzione della gioventù, Socrate venne accusato di tendere al “rovesciamento delle istituzioni democratiche ed al disgregamento dei valori dell’educazione antica, frequentando soprattutto giovani  e riscuotendo il loro avventato entusiasmo”. Berlusconi, quanto ai giovani, è stato accusato di prostituzione minorile.  

Sia l’uno che l’altro sono stati processati e condannati in via definitiva. Socrate si difese da sé (rifiutando l’aiuto d’un principe del foro), accetta la sentenza ed a chi la definisce ingiusta fa notare che sono gli uomini ad essere ingiusti, non la sentenza. Rifiuta poi la fuga (i carcerieri erano già stati corrotti) perché, disse, ” … è meglio subire un’ingiustizia piuttosto che farla”. Berlusconi s’è avvalso d’una agguerrita squadra d’avvocati. Viene condannato a 7 anni, per prostituzione minorile e concussione per costrizione, ed all’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Non accetta la sentenza e dichiara che, se potesse, se ne andrebbe ad Antigua.

Socrate, circa a 70 anni, è morto bevendo il veleno imposto dai Suoi giudici. Berlusconi, buon per lui è vivo e la pena di morte, che sarebbe comunque eccessiva, in Italia non c’è. Tenuto conto dell’età non rischia neppure la prigione.

Quali saranno le ultime parole del Cavaliere quando sarà il suo momento nessuno le può immaginare. Quanto a Socrate, invece, chiuse la propria vita dicendo ad un caro amico: “O Critone, noi siamo debitori di un gallo ad Asclepio: dateglielo e non  domenticatevene”.

Parole che paiono oscure. Perché mai il sacrificio di un gallo ad Asclepio, dio della salute ritrovata?

Forse ha ragione F. Nietzsche che, nella “La gaia scienza”, suppone che Socrate voglia ringraziare il dio che, con la medicina della morte, gli consente di guarire da quella grave malattia che è la vita.

Dubito che il Cavaliere consideri la vita come una malattia o possa prendere in considerazione il sacrificio d’un gallo.

Gli è che Lui non è Socrate!

a_caneinviaggio

 

 

 

banzai43

del vivere

22/03/2010

Tutti viviamo non come vogliamo,

ma come possiamo.

MENANDRO

(Atene, 342 a.C. circa – 291 a.C.)

Preferisco avere una goccia di fortuna che una botte di saggezza.

DIOGENE il cinico

(Sinope 400 a.C – 323 a.C.)