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Non solo Boschi. Governo Renzi: Marianna Madia e la Riforma della PA

06/08/2015

L’altro ieri, 4 Agosto, con l’approvazione da parte dell’Aula del Senato del decreto di delega al Governo, l’Italia si è data la Legge di Riforma della Pubblica Amministrazione. Mancano ora i Regolamenti attuativi (una quindicina) che madia7dovrebbero completarsi entro 18 mesi, mesi che potrebbero, forse, ridursi a 12. Ma non vorrei essere troppo ottimista.

Riforma frutto del grande lavoro di Marianna Madia (35 anni, 2 figli),  Ministro per la semplificazione e la P.A. dal 22 febbraio 2014 che ha operato, silenziosamente, con intelligenza, capacità di guida ed esperienza organizzativa sino a conseguire un risultato che, più volte sbandierato in passato, non aveva partorito neppure il classico topolino.

Quali i punti salienti della nuova Legge? Quali, per intenderci, quelli che daranno una qualche soddisfazione anche, morale, ma non solo, a non pochi cittadini? ecco a mio giudizio i principali

. TRASPARENZA: documenti e dati della Pubblica Amministrazione saranno accessibili al pubblico

. PAGAMENTI CON SMS: saranno possibili, anche sfruttando crediti verso le compagnie telefoniche a fronte di bollette di piccolo importo emesse dall’Amministrazione Pubblica

. LICENZIAMENTI: possibili per dipendenti pubblici e per vertici di Aziende Pubbliche se con valutazione negativa

. NUOVA LOTTA a corruzione e condotte dolose.

In un momento come questo, con un Governo che deve stare costantemente attento amadia4 come muoversi con il pericolo di “andare sotto”, m’è parso giusto rendere onore a Marianna Madia, donna capace e determinata che, come Maria Elena Boschi (Ministro per le riforme costituzionali e per i rapporti col Parlamento) lavora con passione, ma con meno presenze su riviste e in trasmissioni televisive.

Onore a Lei quindi.

Buona serata a tutti gli amici.

alpc

 

 

 

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……….banzai43

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Buon lavoro Presidente

01/02/2015

 

Mattarella1Così è fatta!

Bravo Renzi, ma soprattutto gran vittoria di Bersani che del neo-Presidente Sergio Mattarella è stato, certamente, primo sponsor e grande estimatore.

Bersani, uomo a mio avviso di grande correttezza, ha gestito ed ammansito con intelligenza politica e grande personalità, le litigiose e bersani1riottose frange del partito aiutando Renzi (ma soprattutto il PD) senza cercare alcuna rivincita personale, a cercare e trovare l’unione del gruppo dirigente, che mi
auguro abbastanza durevole nel tempo.

Renzi1.

A Sergio Mattarella, nuovo Presidente della Repubblica Italiana l’augurio di buona salute e di buon lavoro.

 

 

a_caneinviaggio

banzai43

Riconoscere i meriti

26/05/2014

Le analisi del voto le faremo con calma in seguito.

Al momento riconosciamogli il merito.

. matteo-renzi1

.Bravo Matteo!

Certo che ne hai date molte

un poco a tutti.

. CIMG1358

Ora, vedi di mantenete le Tue

PROMESSE.

 

di una rinnovata curiosità

16/03/2014

Mai ho giudicato le persone in base all’età.

Nel corso della mia vita ormai lunga, dopo insegnanti naturalmente più anziani di me, ho avuto colleghi di lavoro ed anche amici di ogni età e da tutti, maggiori o minori di me, qualche cosa ho appreso: dai loro insegnamenti o dalle loro esperienze.

Ne consegue che non sono né sorpreso né angustiato se Matteo Renzi, attuale Segretario del PD, abbia “solo” 39 anni e presieda un Governo. In altri termini non crea in me alcun timore così come non m’impensierisce, la sua presunta inesperienza. Posto che chi ha governato, in passato, una Provincia non facile o una città, certamente complessa  come Firenze, possa definirsi “senza esperienza”.matteo-renzi1

Sono, invece, un poco infastidito da alcuni suoi atteggiamenti guasconi, ma non posso pretendere di aver il Presidente del Consiglio dei Ministri “su misura”. Quel che m’importa, invece, è che lui abbia idee vincenti, ne sappia imporre l’accettazione al Paese salvaguardando le minoranze più deboli, abbia la capacità di gestire con mano sicura e convincente, l’intera compagine di Governo. Il “Suo” Governo. Quello da Lui fortemente voluto “non per cambiare il Governo”, come ha detto, ma “per cambiare l’Italia”.

Certo di “movimento” ne ha già fatto molto pur se, al momento, i risultati appaiano modesti e poco visibili al di là delle tante parole. E’ però altrettanto vero che “ha appena cominciato” e l’apparato della burocrazia statale, attraverso i suoi vertici apicali, non concede sconti ad alcuno, men che meno a lui, temuto dai burocrati, che lo percepiscono (così io credo) come un “tornado”, forse in grado di far cadere parte dei loro privilegi (non tutti, suvvia, ci mancherebbe!) semplificando numerose procedure, riducendo assai l’impianto burocratico esistente e, conseguentemente, comprimendo il loro, attuale, immenso potere capace di condizionare/bloccare le reali novità, quando a loro sgradite, presentate dagli Esecutivi italiani tutti, quello di Renzi incluso così come sempre è avvenuto in passato. E come, certamente, sperimenterà anche Matteo Renzi se già non lo ha verificato sulla propria pelle.

Di Renzi mi piace l’italianità ovvero quel parlare al mondo (all’Europa in particolare) riconoscendo il dovere dell’Italia di mantenere gli impegni presi senza, per questo, sentirsi lo studente che, con fastidio malcelato, fa i compiti e si reca poi, timidamente, cappello in mano, dai professori nella speranza di un buon voto. In Renzi c’è un orgoglio italiano che forse il Paese (per i trascorsi e le magagne che mostra giornalmente) non dovrebbe provare, ma che consente, almeno a me, di sentirmi moralmente più attivo e meglio rappresentato nei confronti dei Paesi terzi.

Per chiudere. Lasciamo che Renzi lavori con tutto l’impegno di cui è capace e facciamo tutti il tifo per lui. Non dobbiamo pensare alla nostra appartenenza (destra, centro o sinistra che sia) come abbiamo fatto in altri momenti.

Si tratta invece dell’Italia, un Paese da rilanciare economicamente aprendo agli investimenti stranieri (eliminando, contemporaneamente ed il più possibile, il puzzo del marciume esistente), rilanciando i consumi e creando le condizioni per nuovi posti di lavoro e nuovi investimenti. Un compito da far tremare i polsi con rischi politici che Renzi ha accettato di correre.

Come dicevo lasciamo, ora, che Renzi, lavori. Tornerò in argomento, diciamo fra 6 mesi, per fare il punto della situazione. Allora, forse, potremo stabilire se il fiorentino Matteo è uno statista, un buffone o un parolaio senza costrutto.

Dovessi trovarlo molto simile a Berlusconi mi infastidirebbe non poco.

Buona domenica e buon futuro a tutti (con tanta speranza).

a_caneinviaggio

banzai43