Posts Tagged ‘religione’

della Religione

25/02/2019

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Il nostro sogno si scontra contro il grande mistero come una vespa contro il vetro di una finestra. Meno generoso dell’uomo, Dio non apre mai la finestra.

Jules Renard

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Tango

23/02/2019

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Il tango è un pensiero triste che si balla.
(Enrique Santos Discépolo)

La mia musica è triste perché il tango è triste. Il tango ha radici tristi e drammatiche, a volte sensuali, conserva un po’ tutto… anche radici religiose. Il tango è triste e drammatico ma mai pessimista.
(Astor Piazzolla)

Il tango dà un passato a chi non ce l’ha e un futuro a chi non lo spera.
(Arturo Pérez-Reverte)

Il segreto del tango sta in quell’istante di improvvisazione che si crea tra passo e passo. Rendere l’impossibile una cosa possibile: ballare il silenzio.
(Carlos Gavito)

della preghiera

11/02/2019

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“Pretendere che le leggi dell’universo vengano annullate a favore di un singolo postulante, il quale se ne confessa del tutto indegno.”

Ambrose Bierce

Shoah: Giornata della memoria

27/01/2019

Se nonostante tutte le nostre sofferenze, restano ancora degli ebrei, vuol dire che un giorno gli ebrei, invece di essere proscritti, saranno presi a esempio.

ANNA FRANK, Diario

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del disegno di Dio

15/01/2018

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Non bisogna giudicare il buon Dio da questo mondo perché è uno schizzo che gli è venuto male.

Vincent Van Gogh 

Giorno della memoria: “Binario 21” – il Memoriale della Shoah di Milano

26/01/2017

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Sotto la stazione Centrale a Milano si nasconde un luogo che fa tristemente parte del nostro passato, ma che in pochi conoscono: il Binario 21.

Non è  una replica dell’attuale  binario 21 in servizio e non é un binario “qualsiasi”. E’ uno dei luoghi “dell’anima”, il luogo da cui, a Milano,  ebbe inizio l’orrore della Shoah. Da qui, tra il 1943 e il 1945,  partirono treni pieni di deportati ebrei (e “resistenti” e oppositori politici) diretti ai campi di sterminio nazisti. In tanti partirono (di 774 si conoscono i nomi), in pochissimi tornarono (solo 22).

Il Binario 21 vuole essere il luogo della “memoria collettiva milanese” diventato, nel tempo,  Memoriale della Shoah di Milano.  Collegato ad esso c’è un progetto con lo scopo di rendere omaggio alle vittime dello sterminio e di far nascere un contesto vivo e dialettico in cui rielaborare attivamente la tragedia della Shoah per non dimenticarla. MAI!

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memoriale-shoah-milano.

Ad accogliere i visitatori una grande scritta: INDIFFERENZA. Questa parola, scelta con cura, rappresenta il sentimento che,  più di ogni altro, ha fatto patire gli ebrei: l’indifferenza della gente nei confronti di ciò che stava accadendo.

Nel “cuore” del memoriale si trovano quattro carri merci dell’epoca, uguali a quelli che partirono alla volta dell’inferno.  In ogni vagone stavano dalle 50 alle 80 persone, quando chiaramente non c’era spazio per tutti. Non c’erano finestre, se non qualche fessura. Non veniva dato da mangiare né da bere ed i bisogni fisiologici si facevano in un secchio. Il viaggio durava 7 giorni e non tutti arrivavano a destinazione.

All’interno del memoriale c’è anche un luogo di riflessione, ricavato in una fossa di traslazione della stazione. Il suo interno è volutamente opprimente e buio (l’unico spiraglio di luce è una striscia che indica l’est) ed ha lo scopo di stimolare la riflessione ed il raccoglimento. Perché il memoriale non vuole essere soltanto un monumento alla memoria di chi non c’è più, ma anche un luogo per riflettere.

                                                                                                                                                                                        ———————

« Il ricordo è protezione dalle suggestioni ideologiche, dalle ondate di odio e sospetti. La memoria è il vaccino culturale che ci rende immuni dai batteri dell’antisemitismo e del razzismo.»

(F. De Bortoli, Presidente Fondazione Memoriale della Shoah)

Le informazioni ed i testi, sostanzialmente immodificati, sono stati reperiti in "rete".

									

e nel buio … vagare

12/01/2015

candela.

Vagando in una vasta foresta di notte, ho soltanto una fievole luce per trovare la strada. Un viandante appare davanti a me e mi dice: “Amico mio, dovresti spegnere la Tua candela per trovare il cammino più facilmente”.

Questo viandante è un teologo.

Denis Diderot

Parigi o del nuovo inferno

08/01/2015

Jean_Paul_Satre_by_RussCook.

I tragici avvenimenti parigini e le attuali tensioni nell’intera Francia e non solo, hanno riportato alla mia memoria una frase di Jean-Paul Sartre che, a suo tempo, m’aveva colpito. Questa:

Ecco che cos’è l’inferno. Non l’avrei mai creduto. Ti ricordi, il fuoco eterno, la graticola. Che scherzo! Non c’è bisogno di una graticola. L’inferno sono gli altri.

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inferno

7.1.2015 Parigi sanguina

07/01/2015

Terribile! Una violenza infinita di credenti ha assassinato giornalisti satirici a Parigi. Che religione è mai questa?

Un Dio, se esiste, è padre di tutti gli uomini. Come può, allora,  un Padre spingere parte dei Suoi figli ad ucciderne altri? Quale disumanità alberga nel Suo pensiero, quale sconforto nel Suo cuore?

iPhone Monchio 2012 103Forse è il momento di trovare modalità reattive diverse dal passato, forme di dissuasione nuove tenendo per ultima, ma senza escluderla una pari violenza difensiva, ma non in nome di un Dio, di un Supremo essere in concorrenza con altre “Uniche” divinità, in nome, piuttosto, di una Civiltà capace di ritrovare il vigore ed il coraggio di difendere il proprio pensiero, la propria cultura, le proprie libertà.

Non credo che sangue chiami sangue, ma se sangue deve essere, allora sia. Ma non di innocenti agnelli spinti ad accettare il proprio massacro. Se la Politica esiste si mostri, batta un colpo.

E Parigi, intanto, rabbrividisce e piange i propri morti.

Chi altri, prossimamente, s’aggiungerà a quel pianto?

Vengo dal Cile …

11/01/2014

Il sabato, per chi non lavora è, con la domenica, un lasso di tempo dedicato al riposo e, qualche volta alla riflessione. Così, oggi, giornata da me dedicata al “nullafare”, ho ritrovato in un libro l’intervento di Salvador Allende Gossen, Predidente del Cile, all’Assemblea dell’ONU del 1972. Un intervento importante e molto politico che Vi propongo solo nella parte iniziale, a mio giudizio di grande impatto perché vibrante di orgoglio nazionale.

“Vengo dal Cile, un Paese piccolo ma nel quale oggi ogni cittadino è libero di esprimersi come preferisce, di illimitata tolleranza culturale, religiosa e Salvador_Allende_2ideologica, in cui non c’è posto per la discriminazione razziale. Un Paese con una classe operaia unita e una sola organizzazione sindacale, in cui il suffragio universale e segreto è il veicolo che definisce un sistema multipartitico, con un parlamento la cui attività non si è mai interrotta dal giorno della sua istituzione centosessantanni  fa, dove la Magistratura è indipendente dall’Esecutivo, che dal 1833 ha modificato una sola volta la sua Carta costituzionale, senza che questa abbia mai cessato, praticamente, di essere applicata.  ……. Un Paese di dieci milioni di abitanti che in una generazione ha prodotto due premi Nobel per la letteratura ……”

... E per chi è interessato anche ad ascoltarne la voce, ecco a Voi 
un breve filmato, stralcio di quel discorso.

Dopo aver riletto il brano mi chiedo e Vi chiedo: “Quale politico e con quali accenti saprebbe (non potrebbe) presentare l’Italia attuale al mondo?”

Buon sabato e buona domenica a tutti i visitatori.

a_caneinviaggio

 

banzai43