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Mancare di poesia

28/07/2018

LA BANALITA’

Le vite banali producono solo azioni banali

e la frivolezza è il destino sicuro

di quanti non meditano, riflettono o pensano

e sanno solo agitare la coda.

Le vite banali fanno a pugni con la poesia

quell’allegria piena di universo

– che ci ha insegnato Ungaretti –

ossia vivere il linguaggio come una festa

mero pentimento del silenzio

coltello nel testo e respiro

nella voce e in latenza.

La banalità è mancare di poesia

ed essere feriti dalla vita

irrimediabilmente.

Mempo Giardinelli

Scrittore e giornalista argentino

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dall’Argentina: Mempo Giardinelli

03/07/2018

Cos’è una poesia se non paura,
strombazzata, petalo,
incorporea genealogia?
Cos’è la poesia
se non l’emozione violenta
che produce il punto di partenza
verso il mai visto, l’improbabile
o il tramonto?
Qual è il verso finale,
l’imprecisabile verso finale
che sintetizza l’ansia del ritorno?
Cosa resta della poesia, alla fine,
quando si è pensato tutto,
non si è deciso niente
e solo sopravvivono
domande insicurezze solitudine fallimento dubbi
ossia parole, sogni, niente?

Poesie senza patria (Guanda, 2003)

dall’Austria/Cekia: Rainer Maria Rilke

08/04/2018

Era quasi una fanciulla e da questo

unisono felice di canto e lira emerse

e tra i suoi veli primaverili brillò chiara

 e nel mio orecchio si preparò un giaciglio.

E in me dormì. E tutto era il suo sonno.

Gli alberi che sempre ammirai, queste

sensibili distese, la presenza dei prati

e tutto lo stupore che mi colse.

Lei dormiva il mondo. Quale perfetto compimento

le hai donato, dio del canto, che non desiderò

prima destarsi? Vedi, lei nacque e dormì

E la morte dov’è? Ne inventerai la melodia

prima che il canto si consumi? In quali profondità

da me si perde ? … Una fanciulla quasi ,,,

 

dell’Albania: Anilda Ibrahimi

24/03/2018

dell’esilio e della poesia

… Non porto la poesia con me da sempre, ma mi capita di incontrarla così per caso, qualche volta.
Dicono che scrivo poesia “dell’esilio”, ma ciò che mi preoccupa è proprio la temporalità di questo esilio.
Ho sempre pensato che tutti siamo in esilio; mi sono sentita in esilio con gli altri, tra gli altri.
Si può fuggire il tempo, fuggire verso la temporalità senza tempo, dove il passato, il presente, il futuro possono coesistere … in esilio.
Sono costretta a creare una soggettività attraverso la quale cerco di raggiungere i miei sogni.
Il ripensamento del passato mi costringe in un non luogo senza suoni, colori, giorni.
E’ necessario raggiungere i luoghi del passato dentro se stessi.
Crearli forse, in un movimento continuo fuori dal tempo, come la poesia.

Anilda Ibrahimi

Scrittrice albanese. Vive in Italia.
Ha pubblicato per i tipi di Einaudi

 

dal Brasile: Murilo Mendes

17/01/2018
da  I QUATTRO ELEMENTI

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AD UN GABBIANO

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Gabbiano aviatore da quale mondo vieni

verso quale mondo vai?

I demoni a qualunque ora ti prendono

dimmi se hai visto la mia amata nell’eternità

dimmi se la Vergine Maria ti ha accolto

o se la mia amata ha scritto il mio nome

sulla sabbia dell’eternità.

MURILO MENDES
Juiz de Fora (Brasile 1901 - Lisbona (Portogallo) 1975
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dall’Uruguay: Idea Vilariño

15/02/2017

Non più

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idea-vilarino

 

 

 

 

 

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Non sarà più

non più

non vivremo insieme

non crescerò Tuo figlio

non cucirò i tuoi panni

non ti avrò la notte

non ti saluterò col bacio.

Mai saprai chi sono stata

perché altri mi amarono.

Non riuscirò a sapere

perché né come mai

né se era vero

quel che hai detto che era (more…)

della fede degli amanti

13/11/2016

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E’ la fede degli amanti

come l’araba fenice:

che vi sia ciascun lo dice;

dove sia nessun lo sa.

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Se tu sai dov’ha ricetto,

dove muore e torna in vita,

me l’addita, e ti prometto

di serbar la fedeltà.

PIETRO METASTASIO
(Roma 1698 - Vienna 1782)
dal "Demetrio"
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.metastasio2

dall’Iran: Abbad Kiarostami

02/02/2016


La poetica di Kiarostami è stata definita, talvolta, “delle piccole cose”. Piccole perle orientali che sposano appieno il mio intendere la poesia, tutta la poesia, da me definita più volte “racconti in pillole”.

Kiarostami, regista, fotografo, poeta, vincitore della Palma d’oro a Cannes, del Gran premio della giuria alla Mostra d’Arte di Venezia, etc., mostra uno straordinario talento nel creare istanti di grande suggestione.

Porto all’attenzione di tutti gli amici lettori quelli che definisco tre piccoli gioielli, tratti dalla raccolta “Un lupo in agguato”.

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Kiarostami

Nel deserto della mia solitudine

sono cresciuti

migliaia di alberi solitari.

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Dalla mia lingua è uscito

ciò che non bisognava dire,

i miei piedi si sono spinti

dove non bisognava andare.

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Mi appare in sogno 

un amico come fosse un nemico

e la mia giornata

si fa nera.

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alberi

Ovidio: del giusto operare e della donna

14/01/2016

Amiche mie carissime, forse Ovidio (Publio Ovidio Nasone: Sulmona 43 a.C. – Tomi 18 d.C.) non vi amava così come spesso vien detto. Di lui si ricorda che disse:

Publio_Ovidio_NasoneRestituisci sempre ciò che ti è stato dato in pegno, rispetta sempre religiosamente i patti, astieniti dal commettere frodi e conserva le mani pure dai delitti: solo le donne, se hai senno, ingannale pure impunemente. Nei loro confronti infatti la lealtà è una colpa più vergognosa di qualsiasi inganno. Inganna queste ingannatrici: razza in gran parte scellerata, cadano nei lacci che esse stesse hanno teso.

dall’Italia: Dacia Maraini

01/12/2015

……se non vieni stasera

 

Dacia

 

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se non vieni stasera

so che è per vendetta

hai la memoria lunga

come un serpente

e la lingua dolce

come un sorbetto

da "Viaggiando con passo di volpe, 
Poesie 1983-1991