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Al voto con onesta consapevolezza

25/02/2018

Il peggio assoluto non esiste, così come il meglio assoluto.

Se è vero che la politica è l’arte del possibile, dobbiamo evitare di premiare col voto coloro che attorno a sé non vedono che nemici e non , come dovrebbe essere, degli avversari. In una situazione di tal fatta, come poter fare accordi col nemico? Solo per dissimulare le proprie intenzioni e sbranarsi, poi, alla prima occasione?

L’ingiuriarsi ora rende difficile, poi, ricercare accordi che, ancorché trovati nonostante tutto, risulterebbero incomprensibili a chi ha espresso, andando a votare, un voto consapevole e, a suo giudizio, equilibrato.

Ergo, andiamo tutti a votare, ma non a favore di chi predica anche se in forma edulcorata, la violenza e la sopraffazione come “metodo” per riportare l’ordine o, come talvolta vien detto e scritto, portare ad un “nuovo” ordine.

Dare un voto a qualcuno significa dare un mandato di rappresentanza a chi crediamo possa governare il Paese con serietà, onestà e lungimiranza, in modo da accrescere la nostra credibilità nel mondo; significa dare una delega a chi possa, crediamo ovunque, rappresentare l’Italia come una nazione seria, civile, inclusiva, moderna, laboriosa, in cammino verso una maggiore equità sociale, capace di pensare e realizzare, politiche di sviluppo scolastico e tecnologie che aprano, ai giovani, nuovi orizzonti, nuove prospettive, nuove opportunità.

Questa l’Italia che vorrei e per la quale, il 4 marzo 2018, andrò a votare con timore, ma con tanta speranza.

Buon voto a tutti.

Vita l’Italia: Repubblicana, Libera, Onesta, Democratica.

 

banzai43

 

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4 marzo 2018: ci siamo quasi

19/02/2018

Fra pochi giorni saremo nuovamente chiamati alle urne per una o più scelte e, dal mio punto di vista, mai mi son trovato di fronte a tante difficoltà. 

Evaporati i Partiti ideologici o pseudo tali, sono scomparse anche le “scuole di partito” le quali, certamente con molti difetti, tentavano (e spesso riuscivano) di formare quadri politico-amministrativi, con conoscenze di base da affinare, attraverso esperienze locali, per proiettarli poi, se ne avevano il merito, sulla scena nazionale. E spesso non erano laureati o plurilaureati (il che certamente non guastava), ma in genere parlavano un italiano decente, non sgrammaticato, nel rispetto del congiuntivi o dei condizionali. Ogni tempo verbale al suo posto.

A chi non mi crede consiglio la lettura degli Atti parlamentari degli anni ’50, ’60 ed anche ’70.

Ora vi sono assai più problemi che in passato e non per le abbaglianti o rutilanti promesse che arrivano da ogni dove (chi mai è così “sonello” da crederci?), ma per i timori della tenuta democratica del Paese davanti a un risultato che, così sembra, non potrà dare alcuna maggioranza. Quanto è forte la nostra Democrazia? Quanto buon senso hanno i moderni demagoghi? quanto pazienti saranno i mercati? quanti imprenditori non saranno ancor più tentati di delocalizzare? quanti più giovani, esasperati dalla mancanza di lavoro, aumenteranno la fila dei cervelli già espatriati? quanti …?  Cosa … ? etc. etc. 

Tante domande alle quali, credo come gran parte di voi che leggete (a proposito, grazie di leggermi), non sono in grado di rispondere. Nuvole di tempesta sopra il mio ed i vostri capi. Nubi oscure. Ma tant’è. 

La mia unica certezza è che andrò a votare per poter, domani, avere il “diritto di reclamo”, diritto che certamente non avrei qualora me ne fossi stato in casa, al caldo, in pantofole, davanti alla tv.

Vi esorto tutti a fare come me e, come me, cercate di non farvi, una volta ancora, mettere in pentola. Votate per chi volete. Votate con consapevolezza, ma votate.

Viva l’Italia repubblicana: libera, tollerante ma giusta. democratica.

 

 

delle battaglie da combattere

12/07/2015

Amo la Grecia intensamente e non ho nulla contro il popolo tedesco.

Conosco, come ormai tutti, gli inganni dei passati governanti greci perpetrati a danno dei cittadini ellenici così come non disconosco il montante risentimento germanico nei confronti dell’Ellade, alimentato ad arte dal Governo presieduto da Angela Merkel, preoccupata di perdere consensi alla prossima tornata elettorale ed in particolare dal Ministro delle Finanze Wolfgang Schauble che, apparentemente pieno di livore verso la Grecia tutta, sembra essere in grado di imporre il proprio volere alla Merkel, Cancelliere del Suo stesso Governo.

partenonePerché non dare respiro ad una Grecia stremata?

Perché volerla ancor più in ginocchio a pietire, a soffrire?

Perché volerla ancor più umiliare di quanto Lei stessa si sia sentita e si senta umiliata?

Ho seguito la vicenda Greca sin dall’inizio, analizzato la caduta del precedente Governo dopo l’affermarsi di Syriza, la nascita del Governo di sinistra, la leadership di Tsipras, le provocazioni di Varufakis,  il piano Junker, il Referendum e la prevedibile vittoria del No, la successiva capriola di Tsipras col piano da presentare all’Europa, con tantissime ruvidezze verso il proprio popolo, approvato dal Parlamento non senza avergli fatto perdere per strada parte dei propri compagni di partito.

Cos’altro vogliono la Germania e quelli che appaiono, ormai, come suoi  stati-satelliti. Anche il sangue dopo le lacrime? Un volgersi ad est della Grecia che potrebbe lasciare la NATO proprio quando meno certa è l’alleanza sul fronte turco? Navi da guerra russe libere di percorrere l’Egeo e, quindi, l’intero Mediterraneo? La penetrazione economico-politica cinese ancor più massiccia di quella da tempo strisciante? 

Non mi considero certo un politico, ma queste sono considerazioni che chiunque legga un quotidiano, pur se modesto, può fare senza fatica.

Giorni or sono ho ascoltato l’intervento di Tsipras in Europa. In alcuni passi sopra le righe, con tratti di demagogia, maTsipras pure con palesi verità e l’evidente necessità di risvegliare l’orgoglio greco per tenerlo ancora una volta unito, nella speranza come nella sofferenza. Ha tratteggiato un’Europa di burocrati, asservita alla finanza anziché alla ricerca della fratellanza, della cooperazione, della felicità. Un’Europa senza cuore, senza ideali, dove la misura dei pomodori o la polvere del latte contano di più di un bimbo che piange, di un vecchio senza mezzi per tirare avanti, di un padre senza lavoro.

Forse sarà questa l’Europa dell’immediato, un’Europa senza sogni destinata a dissolversi ed a lasciare ferite e rancori. Un’Europa senz’ali, prossima a schiantarsi per egoismo, per stupidità, per avidità.

Tsipras in tal caso avrà perso ed il Suo destino sarà quel che sarà, ma avrà combattuto la Sua battaglia per il rispetto dovuto ad un popolo quale che esso  sia.

Jaques Jaujard, responsabile museale francese degli anni ’50 ed eroe della resistenza di quel Paese pare aver detto:

“Ci sono battaglie che non è un disonore perdere.

E’ un disonore non combatterle”

Tsipras ha combattuto la Sua.

Buona domenica a tutti.

banzai43

a_caneinviaggio

 

 

 

 

 

dei politici e delle coalizioni

08/01/2014

“Nessuno lavora più ore dei buoni medici e dei buoni politici, nessuno possiede quanto loro le doti e l’allenamento necessari a Pescatore, 100x140 cmfar fronte a giornate interminabili in uno stato di massima attenzione. Non sanno mai da dove e come arriverà il prossimo malato, la prossima crisi, il prossimo incidente, il prossimo tranello, il prossimo morto, l’ insuccesso seguente.”

“In politica non c’è niente di più arduo, laborioso e complicato del costituire, mantenere e dirigere una coalizione.”

.Jesùs Manuel Martìnez

Che dire della coalizione italiana? 

furto, furto legalizzato, politica, delirio di onnipotenza ed altro

29/09/2012

Amici miei,

essere italiano, oggi, non è facile. Vero è che anche in passato non sempre lo è  stato, ma di questi tempi …

Dello scandalo Lazio (e Regioni che seguiranno) ciò che m’ha stupito e, temo, continuerà a farlo, non è l’esistenza di politici-ladri o la loro compromissione con altri poteri (finanziari e mafiosi innanzi tutto) o il delirio di onnipotenza che li anima, ma la consapevolezza che in moltissimi casi il loro ladrocinio era legale, legittimo. In altre parole GIUSTO!

Mi spiego.

Se una Giunta regionale, o un ramo del Parlamento decidono di aumentare i loro emolumenti, i loro rimborsi, i loro gettoni di presenza, la necessità o meno di presentare “pezze giustificative alle spese”, ecc., lo possono fare prendendo una decisione e ponendola, poi, agli atti. Tutto legittimo, tutto legale, tutto corretto, tutto GIUSTO al di là dell’ammontare delle somme in discorso. Al di là della situazione economica della famiglia italiana di riferimento statistico, al di là della povertà in rapida ascesa. Al di là di ogni morale.

La situazione mi pare assurda. Aspre (o meno aspre) contrapposizioni politiche rendono avversari (quando non nemici) appartenenti a partiti diversi. Quando però si tratta di denaro, della possibilità di riempirsi le tasche, raramente qualcuno dice NO. Come in una associazione a delinquere, come in una commissione di disaffare son tutti d’accordo. Dell’ideale di partito, dell’etica della politica, dell’interesse del cittadino o del lavoratore o del pensionato, o dell’ammalato o del … del … del … nessuno è più interessato. VERGOGNA!

Ci sarebbe da stupirsi se un movimento di massa volesse fare “piazza pulita”, copiare da tristissimi avvenimenti per la democrazia e inaugurare una “primavera italiana?”.

Speriamo nel buon senso di tutti (fors’anche in qualche dimissione, per chi lo crede possibile).

Quanto alla convinta certezza di immunità di taluni (politici ai diversi livelli, rappresentanti popolari, di vertice e non, con responsabilità di rappresentanza: sindacale, associazionista, sanitaria …) forse ricordano la frase di F. Pananti, scritta in Avventure ed osservazioni“:

Sei accusato di aver rubato ventimila zecchini – scriveva un uomo di spirito a un amico – se sei innocente, sei perduto; ma se veramente hai rubato una sì grossa somma, non temere di niente.

Fortunatamente non sempre è così.

Che Dio ci aiuti a salvare l’Italia!

Buon fine settimana a tutti.

banzai43

della necessità di combattere

17/03/2010

A breve potremo votare. Lungi da me l’idea di dare indicazioni di voto.

Chiedo, invece, a tutti di recarsi a votare ed  attraverso quest’atto informare la politica a noi geograficamente più prossima (quella della Regione, ad esempio), del nostro giudizio sul modo come siamo stati governati. Premiamola se ne siamo sufficientemente soddisfatti, bocciamola se non ne abbiamo condiviso le scelte o le modalità di realizzazione o di non attuazione dei programmi.

Ciò che è importante è NON ASTENERSI e ricordarsi che, altrove, pur di poter votar talune popolazioni rischiano la vita.

Al riguardo, come Pensiero del giorno, vi faccio dono d’una riflessione di Bertold Brecht che mi sembra molto pertinente.


“Chi resta a casa quando la battaglia comincia e lascia che gli altri combattano per la sua causa deve stare attento: perché chi non partecipa alla battaglia perteciperà alla disfatta.”

“Neppure evita la battaglia chi la battaglia vuole evitare: perché combatterà per la causa del nemico chi per la propria causa non ha combattuto.”

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Buona serata

banzai43