Posts Tagged ‘occhi’

dal Nicaragua: Gioconda Belli

10/08/2019

 

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Poetessa, scrittrice, politica, rivoluzionaria, donna.

Un consiglio. Leggetela. .Non ve ne pentirete.

 

Io sono la tua indomita gazzella

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Io sono la tua indomita gazzella,
il tuono che rompe la luce sul tuo petto
Io sono il vento sfrenato sulla montagna
e il fulgore intenso del fuoco dell’ocote.
Io scaldo le tue notti,
accendendo vulcani nelle mie mani,
bagnandoti gli occhi col fumo dei miei crateri.
Io sono arrivata fino a te
vestita di pioggia e di ricordi,
ridendo la risata immutabile degli anni.
Io sono l’inesplorata strada,
la chiarezza che rompe la tenebra.
Io metto stelle tra la tua pelle e la mia
e ti percorro completamente,
sentiero dopo sentiero,
scalzando il mio amore,
denudando la mia paura.
Io sono un nome che canta e si innamora
dall’altro lato della luna,
sono il prolungamento
del tuo sorriso e del tuo corpo.
Io sono qualcosa che cresce,
qualcosa che ride e piange.
Io,
quella che ti ama.

Gioconda Belli 

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dalla Russia: Vladimir Majakovskij

18/05/2019

Ascolta

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Gettami in viso la parola terribile.
Perché non vuoi udire?
Non senti che ogni tuo nervo contorto
urla come una tromba di vetro
l’amore è morto…
l’amore è morto…
ascolta
rispondimi senza mentire…
come due fosse
in viso ti si scavano gli occhi…
lo so che già consumato è l’amore.
Ormai
a più d’un segno vi riconosco la noia

dall’Argentina: Horacio Salas

22/02/2019

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F i g l i

Si sono appropriati di ogni nostro gesto
hanno gli stessi occhi, la stessa
inclinazione a contar storie
magari un viso somigliante
soffrono come noi dell’ingiustizia.
Vivono in un mondo di case rimpicciolite
castelli spaziosi ed alte torri
circondati da fantasmi con nomi misteriosi.
Parlano una segreta lingua
di uccelli e di burattini.
in genere ci ignorano.
La nostra vendetta consiste
nel guidar le loro vite
e obbligarli a copiare segrete frustrazioni,
ma ogni notte, liberi, ci uccidono nei sogni.
Inoltre si ammalano, pure, e
hanno ancora bisogno di noi.
Ci conquistano con piccole parole
e praticano la magia tenacemente.
Eppure niente potrà impedire
che sui loro corpi il dolore si accanisca,
che commettano errori
e che crescano.

dalla Russia: Boris Pasternàk

14/02/2019

Primavera

Primavera, io vengo dalla via, dove il pioppo è stupito,

dove la lontananza sbigottisce, dove la casa teme di crollare,

dove l’aria è azzurra come il fagottino della biancheria

di colui che è dimesso dall’ospedale!

Dove la sera è vuota come un racconto interrotto,

lasciato da una stella senza continuazione

per rendere perplessi mille occhi tumultuosi,

insondabili e privi di espressione.

Un altro 8 Marzo …

07/03/2015

mimosinbocca

giallomimosa

dell’uomo

22/10/2012

Pensiero del giorno dedicato alla Politica Italiana

Ti avvedrai facilmente che gli uomini sono essi stessi gli artefici delle loro disgrazie: essi, sventurati, non sanno vedere i beni che sono sotto i loro occhi; le loro orecchie si chiudono alle verità che parlano. Quanti pochi conoscono i veri rimedi ai loro mali.

PITAGORA, I versi d'oro

dell’amore e degli addii

18/01/2011

 

Addio, amore, dissi e chiusi la porta con dolcezza,   …..

Non avevo mai visto una donna così bella. Nello splendore dei quarant’anni il suo corpo aveva la perfezione di una continua sorpresa, i lunghi capelli biondi erano della stessa sfumatura del miele nel favo, e l’azzurro intenso dei suoi occhi parlava di navigazioni in tutti i mari, in tutte le bonacce e in tutte le tempeste. Il suo splendore sfuggiva allo stereotipo, peraltro veritiero, della bellezza delle tedesche del Nord. Era molto di più: quella donna era un classico.   …..

Parlava con le labbra, enfatizzava con gli occhi, ornava gli aggettivi portandosi una mano ai capelli biondi, e neppure le parole più belle avevano il fresco candore dei suoi denti.


Da L’isola”

racconto di Luis Sepulveda



Sonetto23

31/03/2010

Sonetto 23

WILLIAM SHAKESPEARE 

Come un pessimo attore in scena
colto da paura dimentica il suo ruolo,
oppur come una furia stracarica di rabbia
strema il proprio cuore per impeto eccessivo,
anch’io, sentendomi insicuro, non trovo le parole
per la giusta apoteosi del ritual d’amore,
e nel colmo del mio amor mi par mancare
schiacciato sotto il peso della sua potenza.
Sian dunque i versi miei, unica eloquenza
e muti messaggeri della voce del mio cuore,
a supplicare amore e attender ricompensa
ben più di quella lingua che più e piu’ parlò.
Ti prego, impara a leggere il silenzio del mio cuore
è intelletto sottil d’amore intendere con gli occhi.