Posts Tagged ‘morire’

dall’Argentina: Jorge Luis Borges

12/03/2019

………..Scacchi

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I

In un recinto arcano i giocatori
muovono i lenti pezzi, la scacchiera
li avvince fino all’alba ed assevera
l’odio mortal che colma i due colori

Sprigionano un magico alone
l’eburnea torre, il cavallo prono
la donna catafratta, re in trono
l’obliquo alfier e l’aggressor pedone

Anche quando da tempo avran finito
e scomparsi saranno i giocatori
continuerà perenne questo rito

Fu in oriente che s’appiccò il fuoco
ed ora avvampa sulla terra tutta
come l’altro, è infinito questo gioco.

II

L’esile Re , il diagonale Alfiere
lo scaltro Pedòn, la Dama spietata
la salda Torre, alla lotta armata
corrono sulle case bianche e nere

Non sanno che la man del giocatore
che li guida, governa anche il destino
non sanno che un rigore adamantino
del tempo e libertà è reggitore

Perfino il giocatore è prigioniero
l’afferma Omàr, di una scacchiera altra
di giorni e notti privi di nocchiero

Dio muove il giocatore e questi il pezzo.
ma dietro Dio qual altro dio la trama
di vita e morte ad ordire è avvezzo?

(traduzione in versi di Nazario Menato)

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dagli USA: Emily Dickinson

03/03/2019

Una parola muore quando è detta

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Una parola muore
quando è detta
Dice qualcuno −
Io dico che proprio
Quel giorno
Comincia a vivere.

 

 

dal Peru: César Vallejo

24/02/2019

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E se dopo tante parole …

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E se dopo tante parole,
non sopravvive la parola!
E se dopo le ali degli uccelli,
l’uccello fermo non sopravvive!
Sarebbe meglio, in verità,
che si mangino tutto e si finisca!

Esser nati per vivere della nostra morte!
Alzarsi dal cielo verso terra
sui propri disastri
e spiare il momento di spegnere la tenebra con l’ombra!
Sarebbe meglio, francamente,
che si mangino tutto e… cosa importa!

E se dopo tanta storia soccombiamo
non già d’eternità,
ma di cose così semplici come stare
in casa o mettersi a pensare!
E se scopriamo poi,
tutt’a un tratto, di vivere,
a giudicare dall’altezza degli astri,
dal pettine e dalle macchie sul fazzoletto!
Sarebbe meglio, in verità,
che si mangino tutto, non c’è dubbio!

Si dirà che abbiamo
in uno dei nostri occhi molta pena
come anche nell’altro, molta pena,
e in tutt’e due, nello sguardo, molta pena…
Allora… Certo!… Allora… tutti zitti!

dal Messico: Octavio Paz

20/02/2019

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L’altro

S’inventò un volto.
Dietro di esso,
molte volte
visse, morì e risuscitò.
Oggi
il suo volto ha le rughe di quel volto.
Le sue rughe non hanno volto.

Octavio Paz

dalla Bulgaria: Blaga Dimitrova

02/01/2014

………...SENZA AMORE

Da questo momento vivrò senza amore.
Libera dal telefono e dal caso.
Blaga DimitrovaNon soffrirò. Non avrò dolore né desiderio.
Sarò vento imbrigliato, ruscello di ghiaccio.

Non pallida per la notte insonne –
ma non più ardente il mio volto.
Non immersa in abissi di dolore –
ma non più verso il cielo in volo.
Non più cattiverie – ma nemmeno
gesti di apertura infinita.
Non più tenebre negli occhi, ma lontano
per me non s’aprirà l’ orizzonte intero.

Non aspetterò più, sfinita, la sera –
ma l’alba non sorgerà per me.
Non mi inchioderà, gelida, una parola –
ma il fuoco lento non mi arderà.
Non piangerò sulla crudele spalla –
ma non riderò più a cuore aperto.
Non morrò solo per uno sguardo –
ma non vivrò realmente mai più.

Blaga Dimitrova