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delle battaglie da combattere

12/07/2015

Amo la Grecia intensamente e non ho nulla contro il popolo tedesco.

Conosco, come ormai tutti, gli inganni dei passati governanti greci perpetrati a danno dei cittadini ellenici così come non disconosco il montante risentimento germanico nei confronti dell’Ellade, alimentato ad arte dal Governo presieduto da Angela Merkel, preoccupata di perdere consensi alla prossima tornata elettorale ed in particolare dal Ministro delle Finanze Wolfgang Schauble che, apparentemente pieno di livore verso la Grecia tutta, sembra essere in grado di imporre il proprio volere alla Merkel, Cancelliere del Suo stesso Governo.

partenonePerché non dare respiro ad una Grecia stremata?

Perché volerla ancor più in ginocchio a pietire, a soffrire?

Perché volerla ancor più umiliare di quanto Lei stessa si sia sentita e si senta umiliata?

Ho seguito la vicenda Greca sin dall’inizio, analizzato la caduta del precedente Governo dopo l’affermarsi di Syriza, la nascita del Governo di sinistra, la leadership di Tsipras, le provocazioni di Varufakis,  il piano Junker, il Referendum e la prevedibile vittoria del No, la successiva capriola di Tsipras col piano da presentare all’Europa, con tantissime ruvidezze verso il proprio popolo, approvato dal Parlamento non senza avergli fatto perdere per strada parte dei propri compagni di partito.

Cos’altro vogliono la Germania e quelli che appaiono, ormai, come suoi  stati-satelliti. Anche il sangue dopo le lacrime? Un volgersi ad est della Grecia che potrebbe lasciare la NATO proprio quando meno certa è l’alleanza sul fronte turco? Navi da guerra russe libere di percorrere l’Egeo e, quindi, l’intero Mediterraneo? La penetrazione economico-politica cinese ancor più massiccia di quella da tempo strisciante? 

Non mi considero certo un politico, ma queste sono considerazioni che chiunque legga un quotidiano, pur se modesto, può fare senza fatica.

Giorni or sono ho ascoltato l’intervento di Tsipras in Europa. In alcuni passi sopra le righe, con tratti di demagogia, maTsipras pure con palesi verità e l’evidente necessità di risvegliare l’orgoglio greco per tenerlo ancora una volta unito, nella speranza come nella sofferenza. Ha tratteggiato un’Europa di burocrati, asservita alla finanza anziché alla ricerca della fratellanza, della cooperazione, della felicità. Un’Europa senza cuore, senza ideali, dove la misura dei pomodori o la polvere del latte contano di più di un bimbo che piange, di un vecchio senza mezzi per tirare avanti, di un padre senza lavoro.

Forse sarà questa l’Europa dell’immediato, un’Europa senza sogni destinata a dissolversi ed a lasciare ferite e rancori. Un’Europa senz’ali, prossima a schiantarsi per egoismo, per stupidità, per avidità.

Tsipras in tal caso avrà perso ed il Suo destino sarà quel che sarà, ma avrà combattuto la Sua battaglia per il rispetto dovuto ad un popolo quale che esso  sia.

Jaques Jaujard, responsabile museale francese degli anni ’50 ed eroe della resistenza di quel Paese pare aver detto:

“Ci sono battaglie che non è un disonore perdere.

E’ un disonore non combatterle”

Tsipras ha combattuto la Sua.

Buona domenica a tutti.

banzai43

a_caneinviaggio

 

 

 

 

 

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La Grecia non è la Germania, ma ….

13/02/2012

La Grecia non è certamente la Germania.

Non lo è per la differente ricchezza, per il numero degli abitanti, per il diverso rapporto dei rispettivi popoli verso il mare, per il modo affatto diverso di gioire e di piangere e per mille e mille altre cose e situazioni.

Eppure nessuno più dei tedeschi dovrebbe poter capire i greci. E proprio in momenti come questi.

Alla fine della prima guerra mondiale le potenze vincitrici ridussero la Germania alla fame. Per certi aspetti ai tedeschi si chiese anche un’oncia della loro carne. La tragica conseguenza fu l’avvento del nazionalismo hitleriano e dei danni che ne derivarono. Un popolo al quale venne tolta la speranza si gettò nelle braccia di chi parve un salvatore, Hitler appunto, che poco faticò a trovare sodali più violenti e meno intelligenti di lui e la ricca borghesia imprenditizia che, appoggiandolo, venne ripagata con commesse rilevanti (cannoni, carri armati, aerei, sommergibili, navi, etc. etc.).

Ora è la Grecia ad essere stata portata alla fame dai proprie errori nonché dalle politiche di Germania e Francia e dalla speculazione finanziaria internazionale. In altri termini, la Grecia ha perso una guerra e le potenze vincitrici ne chiedono il sangue ed once ed once di carne, sofferenza e disperazione.

La Germania, potenza europea dominante, allo scoppiare della crisi greca poteva imporre una soluzione rapida  chiedendo ai propri partner un piccolo sforzo economico concordando, con la Grecia, un non drammatico piano di salvataggio. Non lo fece perché da lì a pochi giorni vi sarebbe stata una consultazione non particolarmente rilevante in un Land. Il programma elettorale del partito della Merkel negava aiuti alla Grecia. Frau Merkel non corresse una virgola e la situazione di Atene iniziò a diventare una slavina sempre più pericolosa. La Francia non fu da meno. Succube della Germania ne seguì l’esempio aggravando a sua volta la situazione ellenica. I pochi (relativamente pochi) spiccioli che servivano a riallineare i conti della Grecia sono diventati ora una montagna. Viva l’alleanza franco-tedesca.

Di questi giorni, poi, è la scoperta che il governo precedente a quello di Papandreu, fece gli interessi Franco-Tedeschi assai più di quelli del proprio Paese. Firmò commesse su commesse per armi ed attrezzature militari. E quel che fa sorridere non è tanto il fatto che la Grecia non ne avesse bisogno o che i sottomarini in acquisto, a detta di esperti, non saprebbero “tenere il mare”. Quel che colpisce, aldilà della ragionevole presenza di “bustarelle” è che quando Papandreu fece presente a tedeschi e francesi che la Grecia non necessitava di quel po’ po’ di armamentario, si sentì rispondere che i finanziamenti richiesti per sanare l’economia del suo Paese sarebbero stati erogati solo se l’acquisto di materiale bellico fosse stato perfezionato. Insomma la Grecia era al guinzaglio, ottenne solo un piccolo sconto e dovette confermare gli ordini d’acquisto.

Non voglio dire altro. La finanza internazionale dalla crisi greca ha straguadagnato ed ancora lo sta facendo. Aziende Francesi e Tedesche hanno concretizzato profitti stratosferici, la Germania realizza il sogno di dominio su un Paese ove la cultura occidentale ha avuto la propria culla e che, da domani, considererà propria colonia o, quanto meno, proprio protettorato.

Che faranno i greci. Cercheranno il loro Hitler?, infiammeranno la regione? Si tornerà al tempo dei colonnelli richiamati dal film “Z Orgia del potere”?

Spero di no. Spero che l’orgoglio greco, che la Grecia, la mia amata Grecia risorga.

Da parte mia, che odio la stupidità, ricordo che chi sbaglia deve pagare, anche duramente, ma chi esige il sangue del debitore, la fame per lui ed i suoi figli non fa che seminare odio. E chi semina odio …

Ora, solo con la mia tristezza ascolterò Teodorakis, aprirò a caso una pagine dell’Odissea e mi ripenserò sul Partenone.

Buona notte a Voi tutti. 

     banzai43