Posts Tagged ‘malattia’

dalla Cina: Mo Yan (Nobel per la letteratura 2012)

12/04/2020

“Si sentiva stremata, l’appiglio sfuggente al presente, l’appiglio al mondo e alla vita, le sarebbe presto scivolato dalle mani. Era questa la morte? Stava forse per morire? Non avrebbe più rivisto il cielo, la terra, il sorgo, suo figlio, e il suo amante che combatteva alla testa dei soldati? Gli spari risuonavano in lontananza oltre la fitta cortina di nebbia. Douguan! Douguan! Figlio mio, aiutami, tienimi stretta, tua madre non vuole morire. Oh, cielo! Cielo… mi hai donato un amante, un figlio, la ricchezza, e questi trenta anni di vita densa come il sorgo rosso. Cielo, me le hai donate queste cose, non puoi riprendertele, perdonami, ma lasciami andare! Cielo, pensi che io sia in colpa? Credi che se avessi diviso il cuscino con un lebbroso, e generato un mostro rognoso e purulento insozzando questo bel mondo sarei stata nel giusto? Cielo, cos’è la castità? Cos’è la giusta via? Cos’è la bontà? Cos’è il male? Non me l’hai mai detto, ho sempre dovuto sbrigarmela da sola. Amo la felicità, amo la forza, amo la bellezza, il mio corpo mi appartiene, sono padrona di me stessa, non ho paura di sbagliare, non ho paura della punizione, non ho paura di entrare nei diciotto gironi del tuo inferno. Ho fatto tutto ciò che dovevo fare e ciò che andava fatto, e non temo nulla. Ma non voglio morire, voglio vivere, voglio vedere ancora un po’ di mondo. Cielo…“ 

da “Sorgo Rosso”, Romanzo

dei politicanti, e non solo

10/02/2011

A tutti gli amici propongo, questa sera, due massime di Aulo Flacco Persio discepolo, in Roma, dello stoico Anneo Cornuto e morto a soli 28 anni, nei pressi di Roma.

A molti piace essere mostrati a dito e sentire la gente dire: “E’ lui”.

Bisogna porre rimedio al male appena si manifesta.

USA, riforma sanitaria. Omaggio a Obama

23/03/2010

Eletto con una marea di voti atipici (molti che lo hanno votato, pur avendone diritto da anni, si sono recati alle urne per la prima volta) sembrava aver perso smalto e credibilità. Quotidiani USA, oltre che socialista (quale obbrobrio!) lo  definivano nocchiero senza più timone. Lo davano per intristito, con idee perse per strada e con lo slogan, già vincente, trasformato in “Yes, We can’t”, (non possiamo).

La riforma della sanità, vista da noi europei nulla di speciale, povera verrebbe da dire è, invece, per quest’uomo una grande, grandissima vittoria politica e, domani (quando se ne renderanno conto), una enorme accelerazione di progresso sociale per i cittadini statunitensi. Sembra impossibile che quella della sanità pubblica fosse una strada non percorsa da un grande Paese come gli USA.

E’ stata una grande sfida. Vinta. Vinta, certamente, con molti compromessi. Ma vinta.

Penso che, spesso, il Presidente Obama si sia sentito solo, deluso, amareggiato, arrabbiato. Ma non ha mollato.

Onore a Lui che potrà ancora gridare “Yes, We can”.

banzai43