Posts Tagged ‘letteratura’

dei Libri: a favore e contro

06/03/2019

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“Che sono i miei libri? Sono gli amici miei, gli amori miei, la chiesa mia, la mia osteria, e la mia unica ricchezza.”

R . LE GALLIENNE, My books

“E’ stata una brutta pensata! La natura aveva saggiamente disposto che le sciocchezze degli uomini fossero passeggere, ed ecco che i libri le fanno immortali”

MONTESQUIEU, lettres Persanes

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dal Cile: Gabriela Mistral

26/02/2019

.Dammi la mano

Dammi la mano e danzeremo
dammi la mano e mi amerai
come un solo fior saremo
come un solo fiore e niente più.
 
Lo stesso verso canteremo
con lo stesso passo ballerai.
Come una spiga onduleremo
come una spiga e niente più.
 
Ti chiami Rosa ed io Speranza
però il tuo nome dimenticherai
perché saremo una danza
sulla collina e niente più.

 

 

 

(Cile: Vicuna 7.4.1889 – USA: Hempstead10.1.1957)

…....Nobel per la Letteratura 1945

 

d’un qualche aforisma

25/03/2018

“Cosa distingue l’aforisma dall’epigramma o dalla massima? L’epigramma ha un bersaglio localizzato nello spazio e nel tempo; l’aforisma tende all’universalità; la massima intende essere l’espressione di una saggezza conformista, mentre l’aforisma vorrebbe essere trasgressivo.”

da "Il filosofo portatile" di GUIDO ALMANSI 

Eccovi, allora, alcuni aforismi.

“Ci sono delle cose graziose, eleganti, sontuose, avvenenti, ma finché non parlano all’immaginazione non sono ancora belle.”

R. W. Emerson

“L’uomo grande è colui che non perde il suo cuore di fanciullo”

Mancio

“Quando i ricchi dichiarano la guerra, sono i poveri che muoiono”

J. P. Sartre
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dell’amicizia

28/01/2013

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… perché era suo amico e gli amici si danno man forte, si insegnano tante cose, condividono i successi e gli errori.

amicizia… perché sapeva … che era suo amico e un amico si prende cura di ciò che piace all’altro.

… Un amico capisce i limiti dell’altro e lo aiuta.

… I veri amici si prendono sempre cura uno dell’altro.

… gli amici non s’ingannano mai e poi mai.

… Quando gli amici sono uniti non possono essere sconfitti.

… I veri amici si aiutano a superare qualsiasi difficoltà …

… i veri amici condividono il meglio che hanno.

… I veri amici condividono i sogni e le speranze

… fra amici bisogna dire sempre la verità

… I veri amici condividono anche le piccole cose che allietano la vita.

Frasi tratte da

Luis Sepulveda,”Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico”

della politica e della letteratura

29/04/2010


La mia amica “sale”, della quale già  in passato evidenziai i modi cortesi e l’intelligenza, ha allietato la mia sete di  conoscenza-informata con uno scritto che, da qualche tempo, gira nella “rete”.
Trattasi della felice riscoperta d’un cammeo letterario interessante e, perché no, anche di una certa attualità. Ne faccio dono a chi, ancora, non lo conosce.   Eccolo

banzai43


“Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto.
Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt’al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po’ ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano.
Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare.”


Il testo, di Elsa Morante, allora trentatreenne,  è datato 1945 ed è riferito a  Benito Mussolini.

Potrebbe sembrare riferito o adatto ad altri.

No, diavolo! A chi state pensando … ?