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La libertà (secondo Gao Xingjian)

26/01/2018

La libertà è uno sguardo, un tono della voce, sguardo e tono sono cose fattibili, quindi tu hai già qualcosa. E questa libertà è un dato di fatto come l’esistenza della materia, di un albero, di un filo d’erba, di una goccia d’acqua, e la tua libertà di usare la tua vita è altrettanto inconfutabile e indubitabile.

Ma la libertà è anche facile da perdere, e il tuo sguardo, la tua intonazione non durano che un attimo, provengono da un tuo atteggiamento interiore: quel che tu vuoi afferrare è proprio questa libertà sfuggente, istantanea. Per questo fai ricorso al linguaggio, proprio per averne una conferma, anche se la tua scrittura non potrà durare in eterno. Ma quando tu scrivi questa libertà ti diventa visibile, e tu la senti mentre scrivi, leggi, ascolti, la libertà risiede nella tua stessa espressione, tu vuoi questo piccolo lusso, l’espressione della tua libertà, e la libertà di esprimerti, e solo quando l’hai ottenuto ti senti davvero libero.

Ma la libertà non si regala, né si compra, la libertà è piuttosto consapevolezza della tua propria vita, è questo il bello della vita, gusta questa libertà come la gioia che ti dà l’amore fisico con una bella donna. Non è la stessa cosa?

La santità o il despotismo, la libertà non li può sopportare e tu non vuoi né l’una né l’altro,  in ogni modo non potresti mai raggiungerli, piuttosto che fare tanti sforzi per arrivarci è meglio avere un po’ di libertà.

Gao Xingjian (Nobel per la letteratura anno 2000)

da “Il libro di un uomo solo”

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di Confucio, della politica e del corretto governare

17/10/2012

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Disse Confucio:

Uno che non sa governare sé stesso, come saprà governare gli altri?

ed ancora

Il saggio governante è liberale senza essere spendereccio, impiega il popolo senza che esso se ne rammarichi, vuole e non è avido, è grande senza essere superbo, è dignitoso senza essere arcigno.

Al riscontro con la nostra classe politica la differenza è siderale (o abissale se preferite guardare in basso).
Spontanea sorge un’idea. Perché non donare, a tutti i politici nostrani, in occasione del Natale o di fine anno per i non credenti, una scelta delle massime di Confucio?
Forse, presi come sono, non troveranno il tempo di leggerla. Ma se anche solo la sfogliassero, forse non sarebbe male.
Che Dio ci aiuti a salvare il nostro Paese.

banzai43