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dal cuore antico della Grecia: Corinna

02/08/2015

Corinna

Di Corinna, detta Muya (Mosca), quarta delle nove “Muse terrestri”, si conosce proprio pochino.

Figlia di Archeloodoro e di Procrazia nacque a Tebe (o a Tanagra, Corinto, Tespie) e visse, forse, nel V-IV secolo a.C. Pare sia stata, così come Pindaro, allieva di Mirtide. A lei , come ad altre poetesse, accenna Antipatro di Tessalonica. Di lei fanno menzione anche Plutarco, Prisciano, Ateneo, Esichio e Frinico.

Bellissima di sembianze fu poetessa lirica, probabilmente in lingua eolica. Gareggiò contro Pindaro e, secondo la tradizione, lo vinse cinque volte. In Tanagra, nella parte più visibile della città, venne raffigurata (sembra da Silanione) in un monumento e, nel ginnasio della città, una pittura la raffigurava con una benda che le cingeva il capo a dimostrazione delle vittorie poetiche conseguite.

Secondo la tradizione scrisse cinque libri tra carmi, epigrammi e nomoi. I suoi versi cantavano saghe beotiche, miti (Edipo, I sette contro Tebe, Beoto, Iolao, Lo scudo di Atena … )

 

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Nel 1906, nell’antica città di Ermopoli (l’attuale Eschmunen), in quello che venne definito Papiro Berolinensis 284, vennero ritrovati, del lavoro di Corinna, due lunghi frammenti. Eccoli.

Frammento 1 – La gara poetica fra Citerone ed Elicone 

…di nascosto dell’astuto Crono, quando la beata Rea lo trafugò; e acquistò grande onore fra gli immortali. Queste cose cantò. E subito le muse ordinarono agli dei di portare nascostamente il voto nelle urne dorate:  ed essi tutti assieme sorsero. Più ne ebbe Citerone. Subito Ermes, alto gridando, proclamò che aveva acquistato vittoria amabile e gli dei lo adornavano a festa con corone; egli godeva nel cuore, ma Elicone, preso da gravi angosce, afferrò una nuda roccia: il lato della montagna cedette e gridando orrendamente lo precipitò tra la folla innumerevole …

Frammento 2 – Le nozze delle figlie di Asopo con divinità 

… Giacchè sarà d’ora innanzi al seguito di Giove e delle dee. Delle figlie poi, tre ne possiede il padre Giove, re di tutte le cose; tre sono spose a Poseidone, signore del mare; due di Febo possiede il letto, ed una è moglie di Ermes, il buon figlio di Maia:  giacchè così li persuasero Eros e Cipris, ad andare segretamente nelle tue case e rapir le nove fanciulle. Esse un giorno produrranno una schiatta di eroi semidei e saranno molto feconde e immuni da vecchiezza, come dal fatidico tripode io appresi. Questo onore io ricevetti di cinquanta forti fratelli, io, Acrefen, avendo ottenuto in sorte l’infallibilità come profeta partecipe dei sacri penetrali. Giacchè il figlio di Latona diede per primo ad Evonimo il diritto di pronunziare oracoli dai suoi tripodi. Secondo ebbe l’onore Irieo, figlio di Poseidone, dopo aver scacciato l’altro dalla terra, poscia Orione, mio padre, avendo riconquistato la sua terra. Egli ora abita il cielo e quest’onore ho io. Perciò, ispirato, preferisco la verità oracolare. Ora tu, amico, sottomettiti agli immortali e libera l’animo tuo dall’ira, essendo suocero di numi. Così parlò il sacro profeta. Ed Asopo, presolo affettuosamente per la mano, dopo aver versato pianto dagli occhi, in tal modo rispose …

A tutti gli amici, buon inizio di settimana.

banzai43