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della bandiera e dell’amor patrio

10/10/2016

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bandiera_italia

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Sono ormai ultrasettantenne, un’età veneranda secondo alcuni e, fatto salvo qualche piccolo acciacco, in buona salute.

Non così la Nazione, la nostra l’Italia, nonostante lo sforzo di alcuni e le critiche di molti. Per limitarci solo all’autostima accade che stranieri abbiano di noi   maggior stima di quanto gli italiani stimino sé stessi. Ancorché brutto da dire è che noi, parole a parte, non sembriamo essere pieni d’amor patrio. O quanto meno, questo appare se parliamo dei simboli nazionali, uno in particolare: la bandiera, il tricolore italiano.

Per lavoro e/o per diletto ho visitato numerosi Paesi, in Europa e non. E, come credo accada ad ogni viaggiatore, ho sempre fatto confronti  fra la mia patria e le altrui nazioni cercando di cogliere fra le persone che incontravo  anche il sentimento di appartenenza alla comunità, alla sua storia, alle sue aspirazioni verso il futuro.

La bandiera non sempre rappresenta lo Stato come avviene in Italia (negli USA, ad esempio non è così), ma ovunque che io ricordi, le città principali, ma anche piccoli centri, erano un tripudio di bandiere e non solo alzate su luoghi pubblici e sempre, dico sempre, pulite, integre, vivide nei colori. Un piacere guardarle.

In Italia, invece, pochi i tricolori. Sovente sporchi, stinti e presenti, quando ci sono, per ingentilire (si fa per dire) solo palazzi pubblici: caserme (non sempre), case comunali (con la bandiera regionale assai meglio tenuta), scuole, ogni tanto, ed in pochi altri luoghi.

Ma quello che m’addolora non è il fatto che vi siano poche bandiere, ma che siano trascurate così come una moglie disamorata non tiene più in ordine la casa, fatica a cucinare, non stira più con accuratezza le camice, o come quell’uomo che s’attarda in ufficio perché, da tempo, torna a casa con fastidio, non rispetta più la moglie, i figli sono divenuti un peso, un fastidio.

Ecco, bandiere malmesse sono per me indice d’un amor patrio che se ne va o, peggio, che non c’è mai stato.  Al momento ci salva il gran cuore del singolo italiano pronto a dare  che, fortunatamente,  ancora ci sorregge e si fa sentire nei momenti delle tragedie (terremoti ad  esempio). Meglio che niente, ma è poco.

Sogno un tempo a venire quando, anche in Italia, tanti tricolori (in compagnia della bandiera europea), sempre ben tenuti, indicheranno che l’Italia è, finalmente, piena di italiani che intendono dimostrare di essere tali.

W il tricolore, viva gli italiani, viva il bel Paese.

a_caneinviaggio

 

 

 

 

banzai43

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Così non sia

28/12/2014

Giorgio Caproni, poeta livornese nato nel 1912 e cresciuto a Genova. Poeta, a mio giudizio, di grande interesse.

Dalla sua ricca produzione ecco una poesia, piccina piccina. Adatta a ricordarci chi, anche in giornate di festa come queste, è solo, disperatamente solo. 

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Il bicchiere

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… l’uomo che nel buio è solo

a bere: che non ha 

nessuno, nell’oscurità,

cui accostare il bicchiere …

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Speriamo che per gran parte degli italiani così non sia.

Buona domenica.

a_caneinviaggio

banzai43

furto, furto legalizzato, politica, delirio di onnipotenza ed altro

29/09/2012

Amici miei,

essere italiano, oggi, non è facile. Vero è che anche in passato non sempre lo è  stato, ma di questi tempi …

Dello scandalo Lazio (e Regioni che seguiranno) ciò che m’ha stupito e, temo, continuerà a farlo, non è l’esistenza di politici-ladri o la loro compromissione con altri poteri (finanziari e mafiosi innanzi tutto) o il delirio di onnipotenza che li anima, ma la consapevolezza che in moltissimi casi il loro ladrocinio era legale, legittimo. In altre parole GIUSTO!

Mi spiego.

Se una Giunta regionale, o un ramo del Parlamento decidono di aumentare i loro emolumenti, i loro rimborsi, i loro gettoni di presenza, la necessità o meno di presentare “pezze giustificative alle spese”, ecc., lo possono fare prendendo una decisione e ponendola, poi, agli atti. Tutto legittimo, tutto legale, tutto corretto, tutto GIUSTO al di là dell’ammontare delle somme in discorso. Al di là della situazione economica della famiglia italiana di riferimento statistico, al di là della povertà in rapida ascesa. Al di là di ogni morale.

La situazione mi pare assurda. Aspre (o meno aspre) contrapposizioni politiche rendono avversari (quando non nemici) appartenenti a partiti diversi. Quando però si tratta di denaro, della possibilità di riempirsi le tasche, raramente qualcuno dice NO. Come in una associazione a delinquere, come in una commissione di disaffare son tutti d’accordo. Dell’ideale di partito, dell’etica della politica, dell’interesse del cittadino o del lavoratore o del pensionato, o dell’ammalato o del … del … del … nessuno è più interessato. VERGOGNA!

Ci sarebbe da stupirsi se un movimento di massa volesse fare “piazza pulita”, copiare da tristissimi avvenimenti per la democrazia e inaugurare una “primavera italiana?”.

Speriamo nel buon senso di tutti (fors’anche in qualche dimissione, per chi lo crede possibile).

Quanto alla convinta certezza di immunità di taluni (politici ai diversi livelli, rappresentanti popolari, di vertice e non, con responsabilità di rappresentanza: sindacale, associazionista, sanitaria …) forse ricordano la frase di F. Pananti, scritta in Avventure ed osservazioni“:

Sei accusato di aver rubato ventimila zecchini – scriveva un uomo di spirito a un amico – se sei innocente, sei perduto; ma se veramente hai rubato una sì grossa somma, non temere di niente.

Fortunatamente non sempre è così.

Che Dio ci aiuti a salvare l’Italia!

Buon fine settimana a tutti.

banzai43