Posts Tagged ‘Grecia’

dalla Grecia: Saffo

21/03/2019

A f r o d i t e

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Afrodite, trono adorno, immortale,
figlia di Zeus, che le reti intessi, ti prego:
l’animo non piegarmi, o signora,
con tormenti e affanni.
Vieni qui: come altre volte,
udendo la mia voce di lontano,
mi esaudisti; e lasciata la casa d’oro
del padre venisti,
aggiogato il carro. Belli e veloci
passeri ti conducevano, intorno alla terra nera,
con battito fitto di ali, dal cielo
attraverso l’aere.
E presto giunsero. Tu, beata,
sorridevi nel tuo volto immortale
e mi chiedevi del mio nuovo soffrire: perché
di nuovo ti invocavo:
cosa mai desideravo che avvenisse
al mio animo folle. “Chi di nuovo devo persuadere
a rispondere al tuo amore? Chi è ingiusto
verso te, Saffo?
Se ora fugge, presto ti inseguirà:
se non accetta doni, te ne offrirà:
se non ti ama, subito ti amerà
pur se non vuole.”
Vieni da me anche ora: liberami dagli affanni
angosciosi: colma tutti i desideri dell’animo mio;
e proprio tu sii la mia alleata.
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… … … … … … … … …
… … …

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dell’utilità della ricchezza

22/02/2019

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Pare Platone dicesse …

“Le ricchezze sono di un grande aiuto nella vita e sotto questo aspetto per me sono preziose: esse fanno sì che una gran parte di coloro che le possiedono non siano esposti a ingannare i loro simili e a mentire.”

degli studiosi e degli intellettuali

14/07/2018

da “L’università del crimine”

di Petros Markaris

……….

“Ai nostri giorni non esistono più gli studiosi. Ci sono rimasti gli intellettuali”

“E che differenza c’è ?” gli chiedo ……….

” Gli studiosi sono uomini e donne che vivono nelle biblioteche, studiano e producono lavoro scientifico: Gli intellettuali sono specialisti in generalizzazioni e, soprattutto, sono convinti di possedere un sapere esteso a tutto lo scibile umano. Gli studiosi hanno conoscenze; gli intellettuali hanno opinioni che amano esprimere in ogni occasione. L’espressione della propria opinione è intrecciata con due caratteristiche, ognuna delle quali ha una ricaduta sessuale”

“Sessuale ?” ripeto come se non credessi alle mie orecchie ………. 

“Esatto: sessuale,” ripete. La prima è la lussuria dell’analisi. Devono analizzare tutto. Soffrono di una malattia per cui non è ancora stata trovata una cura: l’analisite. L’altra caratteristica è il piacere di ascoltarsi. Si ascoltano mentre parlano e si eccitano sessualmente.

………. “Non ci sono più studiosi, così come non ci sono più professori d’università, signor commissario” ……………….

dalla Grecia: Ghiannis Ritsos

19/11/2016

Teatro antico

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teatro-1

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Quando verso mezzogiorno, si trovò al centro del teatro

antico,

lui, giovane greco, privo di sospetto, ma bello quanto

quelli,

lanciò un grido (non d’ammirazione, l’ammirazione 

non la provava affatto, e se anche l’avesse provata

non l’avrebbe certo manifestata), un grido semplice

forse per la gioia incontenibile della sua giovinezza

o per saggiare la sonorità del luogo. Di fronte,

al di sopra dei monti verticali, l’eco rispose –

quest’eco greca che non imita né ripete

ma semplicemente continua a un’altezza smisurata

l’eterno grido di evviva del ditirambo.

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teatro-2

dalla Grecia: Ghiannis Ritsos

17/04/2016

L a   r a g a z z a

Non aveva nient’altro per resistere – ragazza di diciott’anni –

solo due mani magre, un vestito nero,

il ricordo di un pane diviso con scrupolo

e quel che chiamavamo “patria” pronunciato di nascosto

….. le notti.

Quando la gettarono nell’oscurità, non aveva più voce per

….. parlare.

Non udirono le altre celle. Solo l’uccello di Persèfone

le portò in un fazzoletto qualche chicco di melagrana: e i

….. bambini

la disegnarono sui loro quaderni di scuola, sotto la

….. lampada

una piccola Madonna su una sedia di caffè popolare

con molti pesci e uccelli sulle spalle e sui ginocchi.

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RITSOS GHIANNIS

dal cuore antico della Grecia: Telesilla

29/07/2015

Telesilla

Citata da Antipatro di Tessalonica e da Plutarco, Pausania, Polieno, Telesilla fu poetessa di Argo, di nobile famiglia, vissuta nella prima metà del V° secolo a.C.
Fu, la sua, una vita ricca di avvenimenti ove la poesia che Le diede fama perenne, si intrecciò indissolubilmente al ricordo del suo coraggio ed all’amore per la Patria che, armi alla mano, difese Argo2eroicamente, guidando le donne argive (con fanciulli e vecchi), dalle pretese spartane del re Cleomene.
Della sua opera quasi nulla ci è giunto e quel poco d’interesse esclusivo degli studiosi e dei ricercatori. A solo titolo informativo menziono un inno che narrava il mito di Artemide che sfugge ad Alfeo e quello sulle Nozze di Zeus ed Era.
Certo è che venne ammirata da tutti per le sue liriche anche belliche, volte ad esortare i concittadini al valore militare e per il suo valore.
A perenne memoria, elmo in mano e liriche ai suoi piedi, venne raffigurata su una stele in rilievo, posta di fronte alla statua di Afrodite nell’omonimo santuario al di là del Teatro di Argo.
Inoltre, a ricordo delle sue gesta e del coraggio mostrato in battaglia le donne argive al novilunio del mese Ermeo, vestivano chitoni e clamidi maschili e gli uomini pepli femminili.

A tutti gli amici, ovunque essi siano, buone vacanze o buon lavoro.

a_caneinviaggio

banzai43 

dal cuore antico della Grecia: Mirtide

14/07/2015

Mirtide visse ad Antedone, in Beozia, fra il IV ed il V secolo a.C.sogni

Della sua vita e delle sue opere nulla ci è giunto. Di Lei v’è traccia nelle opere di Corinna (poetessa  di Tanagra), in Plutarco (scrittore di Cheronea), in Tiziano (filosofo di lingua greca e religione cristiana).

Anch’essa, come Prassilla, è ricordata come una delle “nove muse terrestri”.

In vita, grazie ai suoi versi rinomati e molto apprezzati, ebbe indubbi onori, fra essi una statua bronzea eretta dallo scultore beotico Boisco.  La si ricorda magistra di una scuola poetica che ebbe quali allievi Pindaro e la già richiamata Corinna anch’essa, successivamente, poetessa di chiara fama.

Fra le sue opere risulta la composizione di un poema sull’infelice amore di Ochne per Eunosto, eroe beotico.

Bye, bye

banzai43

del tangentismo, del corretto giudizio (… e dei veti politici, spesso incrociati)

13/09/2014

DemosteneIl corretto giudizio è possibile (solo) quando si giudichi senza riguardo agli interessi personali, senza alcun guadagno in relazione alla funzione, in quel momento, di giudice.

A tal proposito, nel 346 a.C., Demostene, celebre oratore, parlando agli ateniesi, disse:

“… Quando invece su uno dei due piatti di una bilancia, si ponga del denaro, questo fa inclinare la bilancia dalla sua parte e trascina con sé il giudizio, e chi ha ricevuto del denaro non può più ragionare rettamente e sanamente su alcuna cosa.”

Son passati 2.360 anni e l’uomo-politico pare immutato; le decisioni “a favore del popolo” continuano a difettare; non così quelle a favore proprio e del proprio “entourage” o del “cerchio magico” di riferimento. Forse è giunto, veramente, il momento di pregare prima che anche le formiche s’incazzino!

Buona domenica.

banzai43

Pericle. A tutti …

20/02/2012

I potenti della terra decideranno l’avvenire della Grecia. Possono aiutarla a risorgere o condannarla ad un lungo e nuovo periodo oscurantista carico di pericoli per la cultura dell’Occidente e per l’ordinato sviluppo, futuro, dell’Europa e dell’idea che di essa s’è fatta gran parte della popolazione europea. Un più ampio incancrenirsi della situazione potrebbe favorire una nuova dittatura militare, nuovi dolori, nuove sofferenze, nuove privazioni della libertà. Qualcuno ha dimenticato Panagulis?

E quindi bene che, a cominciare dai greci, NESSUNO dimentichi la lezione che venne nel remoto passato dalla stessa Grecia. La ripropongo, con speranza, in duplice forma (la seconda con la leggerezza di un uomo di spettacolo) ai nostri politici ed all’uomo comune (esiste, peraltro, l’uomo comune?).

Con timidezza,

banzai43

Pericle – Discorso agli Ateniesi, 461 a.C.

 

Qui ad Atene noi facciamo così. Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia. Qui ad Atene noi facciamo così. Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza. Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento. Qui ad Atene noi facciamo così. La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo. Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo. Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private. Qui ad Atene noi facciamo così. Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa. E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso. Qui ad Atene noi facciamo così. Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benché in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia. Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore. Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versalità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero. Qui ad Atene noi facciamo così.

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La Grecia non è la Germania, ma ….

13/02/2012

La Grecia non è certamente la Germania.

Non lo è per la differente ricchezza, per il numero degli abitanti, per il diverso rapporto dei rispettivi popoli verso il mare, per il modo affatto diverso di gioire e di piangere e per mille e mille altre cose e situazioni.

Eppure nessuno più dei tedeschi dovrebbe poter capire i greci. E proprio in momenti come questi.

Alla fine della prima guerra mondiale le potenze vincitrici ridussero la Germania alla fame. Per certi aspetti ai tedeschi si chiese anche un’oncia della loro carne. La tragica conseguenza fu l’avvento del nazionalismo hitleriano e dei danni che ne derivarono. Un popolo al quale venne tolta la speranza si gettò nelle braccia di chi parve un salvatore, Hitler appunto, che poco faticò a trovare sodali più violenti e meno intelligenti di lui e la ricca borghesia imprenditizia che, appoggiandolo, venne ripagata con commesse rilevanti (cannoni, carri armati, aerei, sommergibili, navi, etc. etc.).

Ora è la Grecia ad essere stata portata alla fame dai proprie errori nonché dalle politiche di Germania e Francia e dalla speculazione finanziaria internazionale. In altri termini, la Grecia ha perso una guerra e le potenze vincitrici ne chiedono il sangue ed once ed once di carne, sofferenza e disperazione.

La Germania, potenza europea dominante, allo scoppiare della crisi greca poteva imporre una soluzione rapida  chiedendo ai propri partner un piccolo sforzo economico concordando, con la Grecia, un non drammatico piano di salvataggio. Non lo fece perché da lì a pochi giorni vi sarebbe stata una consultazione non particolarmente rilevante in un Land. Il programma elettorale del partito della Merkel negava aiuti alla Grecia. Frau Merkel non corresse una virgola e la situazione di Atene iniziò a diventare una slavina sempre più pericolosa. La Francia non fu da meno. Succube della Germania ne seguì l’esempio aggravando a sua volta la situazione ellenica. I pochi (relativamente pochi) spiccioli che servivano a riallineare i conti della Grecia sono diventati ora una montagna. Viva l’alleanza franco-tedesca.

Di questi giorni, poi, è la scoperta che il governo precedente a quello di Papandreu, fece gli interessi Franco-Tedeschi assai più di quelli del proprio Paese. Firmò commesse su commesse per armi ed attrezzature militari. E quel che fa sorridere non è tanto il fatto che la Grecia non ne avesse bisogno o che i sottomarini in acquisto, a detta di esperti, non saprebbero “tenere il mare”. Quel che colpisce, aldilà della ragionevole presenza di “bustarelle” è che quando Papandreu fece presente a tedeschi e francesi che la Grecia non necessitava di quel po’ po’ di armamentario, si sentì rispondere che i finanziamenti richiesti per sanare l’economia del suo Paese sarebbero stati erogati solo se l’acquisto di materiale bellico fosse stato perfezionato. Insomma la Grecia era al guinzaglio, ottenne solo un piccolo sconto e dovette confermare gli ordini d’acquisto.

Non voglio dire altro. La finanza internazionale dalla crisi greca ha straguadagnato ed ancora lo sta facendo. Aziende Francesi e Tedesche hanno concretizzato profitti stratosferici, la Germania realizza il sogno di dominio su un Paese ove la cultura occidentale ha avuto la propria culla e che, da domani, considererà propria colonia o, quanto meno, proprio protettorato.

Che faranno i greci. Cercheranno il loro Hitler?, infiammeranno la regione? Si tornerà al tempo dei colonnelli richiamati dal film “Z Orgia del potere”?

Spero di no. Spero che l’orgoglio greco, che la Grecia, la mia amata Grecia risorga.

Da parte mia, che odio la stupidità, ricordo che chi sbaglia deve pagare, anche duramente, ma chi esige il sangue del debitore, la fame per lui ed i suoi figli non fa che seminare odio. E chi semina odio …

Ora, solo con la mia tristezza ascolterò Teodorakis, aprirò a caso una pagine dell’Odissea e mi ripenserò sul Partenone.

Buona notte a Voi tutti. 

     banzai43