Posts Tagged ‘gioco’

dall’Italia: Giovanni Raboni

04/01/2019

…..S u p i n a

Se ti metti supina

diventa, calmandosi, solo dolcezza

il peso del tuo seno. Di colpo non c’è

bisogno di nasconderlo, non si può più giocare perché è

tenero e spento

e innocente e basta.

Giovanni Raboni

Anteprima (si apre in una nuova finestra)

 

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A te, cagnina mia dolcissima

10/07/2018

A Maya, cagnina amatissima

      (5.12.2005 – 6.6.2018)

 

Amica mia dolcissima.

Compagna silenziosa

attenta sempre,

di pronto scatto appena

mi muovevo,

ti volgevi a cercarmi

se tardavo.

 

Ora non più.

La vita t’ha lasciata

ed io rimpiango i tuoi

salti armoniosi,

il passo lesto e altero,

gli occhi tuoi dolcissimi,

l’attenzione al mio fischio,

la tua amicizia, persa.

 

(Milano, 9.7.2018)

 

 

 

 

del calcio: Il giocatore

05/07/2018

Il giocatore

…. Corre ansimando sulla fascia. Da un lato lo aspettano i cieli della gloria, dall’altro gli abissi della rovina. Il quartiere lo invidia: il giocatore professionista si è salvato dalla fabbrica o dall’ufficio, lo pagano per divertirsi, ha vinto la lotteria. E anche se deve sudare come una fontana, senza avere diritto a stancarsi né a sbagliare, lui è sui giornali e in televisione, le radio ripetono il suo nome, le donne sospirano per lui e i bambini vorrebbero imitarlo. Ma lui, che aveva iniziato a giocare per il piacere di giocare, nelle strade sterrate della periferia, ora gioca negli stadi per il dovere di lavorare ed è obbligato a vincere o … vincere. 

da “Splendori e miserie del gioco del calcio”    Eduardo Galeano

della vita e delle circostanze di vita

09/12/2014

Contemporaneo di Socrate, Antifone (il Sofista) si occupò di matematica, di filosofia e forse dell’interpretazione dei sogni. Fra i pochi frammenti rimasti delle sue opere maggiori (La verità Sulla concordia), con riferimenti alla vita, eccone un paio.

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rene-magritte-la-victoire-1938

.“Diversamente dalle pedine della dama, la vita, una volta giocata, non è possibile rimetterla giù per giocarla di nuovo, anche se ci si pente di come la si è giocata.”

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“Ci sono persone che non vivono la vita presente ma si preparano con grande zelo come se dovessero vivere una qualche altra vita e non quella che vivono: e intanto il tempo si consuma e fugge via.”

dell’ingiustizia e del caso

03/05/2010

Se il mondo fosse governato veramente dal caso, non ci sarebbero tante ingiustizie. Perché il caso è giusto. Anzi la sua natura è proprio questa: d’essere giusto per eccellenza. Esso cade a destra e a sinistra, sempre neutrale, sempre indifferente, sempre uguale, sempre equilibrato. Se il giuoco fosse senza malizia, non vi sarebbe l’ingiustizia. C’è ingiustizia, perché si giuoca con le carte preparate.

L’abate GALIANI, Lettere