Posts Tagged ‘fumo’

dal Nicaragua: Gioconda Belli

10/08/2019

 

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Poetessa, scrittrice, politica, rivoluzionaria, donna.

Un consiglio. Leggetela. .Non ve ne pentirete.

 

Io sono la tua indomita gazzella

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Io sono la tua indomita gazzella,
il tuono che rompe la luce sul tuo petto
Io sono il vento sfrenato sulla montagna
e il fulgore intenso del fuoco dell’ocote.
Io scaldo le tue notti,
accendendo vulcani nelle mie mani,
bagnandoti gli occhi col fumo dei miei crateri.
Io sono arrivata fino a te
vestita di pioggia e di ricordi,
ridendo la risata immutabile degli anni.
Io sono l’inesplorata strada,
la chiarezza che rompe la tenebra.
Io metto stelle tra la tua pelle e la mia
e ti percorro completamente,
sentiero dopo sentiero,
scalzando il mio amore,
denudando la mia paura.
Io sono un nome che canta e si innamora
dall’altro lato della luna,
sono il prolungamento
del tuo sorriso e del tuo corpo.
Io sono qualcosa che cresce,
qualcosa che ride e piange.
Io,
quella che ti ama.

Gioconda Belli 

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della nostalgia da ricordi e dell’amor perduto

25/04/2018

“Talvolta veniva preso dalla nostalgia, ed era come una lingua di schiuma lanciata all’assalto dello scoglio della sua memoria. Si voltava verso il proprio passato e si ritrovava a pensare a Loan e alle sette notti  d’amore in sua compagnia. Vedeva solo una lunga strada verde e una scia di fragranze, di carezze, di fumo e di pioggia. Poi si ritrovava di colpo nel presente, e il contrasto fra ricordi e realtà lo straziava; ma piano piano le ferite smisero di tormentarlo, e infine si rimarginarono.

   Non odiava quella donna. Col tempo imparava ad amarla e a trovarla ancor più incantevole. In lui andava instaurandosi una sorta di certezza che lo rasserenava. Era persuaso che quell’amore si sarebbe sviluppato ogni giorno di più fino al momento della morte. Il loro amore era stato così breve che la sua fiamma non si era mai consumata. Loan gli aveva dato la cosa più bella: la magia dei primi istanti.”

Dal romanzo “Opium” di Maxence Fermine

dalla Francia: Jacques Prevert

12/04/2018

Prima colazione

(o della famiglia)

Lui ha messo
Il caffè nella tazza
Lui ha messo
Il latte nel caffè
Lui ha messo
Lo zucchero nel caffellatte
Ha girato
Il cucchiaino
Ha bevuto il caffellatte
Ha posato la tazza
Senza parlarmi
S’è acceso
Una sigaretta
Ha fatto
Dei cerchi di fumo
Ha messo la cenere
Nel portacenere
Senza parlarmi
Senza guardarmi
S’è alzato
S’è messo
Sulla testa il cappello
S’è messo
L’impermeabile
Perché pioveva
E se n’è andato
Sotto la pioggia
Senza parlare
Senza guardarmi,
E io mi son presa
La testa fra le mani
E ho pianto.