Posts Tagged ‘famiglia’

della guerra (e guerriglia), del dolore e della pace

20/02/2015

VincenzoMonti… O bella pace,

o dei mortali universal sospiro!

Se l’uom ti conoscesse, e più geloso

fosse di te, riprenderìa suoi dritti

allor natura: vi sarìa nel mondo

una sola famiglia, arbitro amore

reggerebbe le cose, né coperta

più di delitti si vedrìa la terra.

V. Monti, Manfredi
.
guerriglia

Annunci

della famiglia

09/02/2015

Cristo

.

.

Figlio, soccorri tuo padre nella vecchiaia e non contrastarlo durante la sua vita; ancorché egli perda la lucidità della mente, sii indulgente con lui. La misericordia verso il padre non sarà dimenticata; nel giorno della tua tribolazione Dio si ricorderà.

BIBBIA

delle ristrettezze economiche (… o della povertà)

17/09/2014

L’alito velenoso della miseria distrugge molta felicità, specialmente quella della vita familiare.

ANONIMO

monchio7

Festa della mamma

11/05/2014
A TUTTE LE MAMME, OGGI, QUALCHE PENSIERO IN PIU’

gruppodamici

Tra tutte le donne, non c’è di vero che nostra madre

M. BARRES

La maternità è la ragion d’essere della donna, la sua funzione, la sua gioia, la sua salvaguardia

A. DAUDAT

Madri, siete voi che avete in mano la salvezza del mondo.

L. TOLSTOI

. biciclette

IMMAGINE COPIATA DA GOOGLE

dell’assoluta ignoranza

28/04/2014

Poche parole. E non vorrei fossero percepite come una critica.

Fossero di critica non saprei chi o cosa criticare: la famiglia?, la Scuola, la carta stampata/patinata? il Governo?, le Associazioni partigiane?, le strutture confessionali?, le applicazioni per Smart Phone?, Berlusconi?, Grillo?, Google? …

Ma di cosa stai parlando ? mi si potrebbe chiedere.


ItalialegoPochi giorni addietro era il 25 Aprile, festa della Liberazione (per me e molti altri, in un’accezione forse più ampia, anche festa della Libertà).

Festa della Liberazione, dicevo. Ma Liberazione da che?, da chi?

Una rete televisiva la sera del 25 Aprile (o forse il mattino dopo) mostrava giovani ai quali era stata posta una delle seguenti domande:

“Che festa è oggi?”

“Oggi è la Festa della Liberazione. Mi sai dire da che cosa siamo stati liberati?”

Poche le risposte coerenti. Alla prima domanda numerosi i “Non so” o, con alcune variazioni “No, non può farmi una domanda così”.

Le risposte al quesito secondo sono state desolanti. Fra esse a mia scelta due perle che ritengo massimamente offensive e capaci di mostrare l’assoluta ignoranza di parte di quei nostri giovani. 

Alla domanda “Liberazione da chi / da cosa”, ecco il fior di fiore:

“da Garibaldi”

“dagli ebrei”.

Di Garibaldi, certamente uno dei Padri della Patria, mi risulta che sia stata parte dell’Italia ad essere liberata.

Degli ebrei, vessati dalle tristezze fasciste, non sento certamente la necessità di essere liberato e non lo sarei stato neppure durante il “regime in camicia nera”. E non sono ebreo.

Che dire. Se la giovinezza è il nostro futuro mi auguro che quella intervistata costituisca una frangia sparuta in un oceano di gioventù colta e responsabile. Poveri noi, altrimenti. Povera Italia.

Viva l’Italia, viva la Resistenza, viva i martiri e gli eroi: cattolici, ebrei, comunisti, atei, anarchici e di qualsiasi altra tendenza purché combattivi, onesti e laboriosi.

Buona serata a tutti.

a_caneinviaggio

 banzai43

 

Dagli USA: C. H. Bukowski

02/01/2014

 

Ogni uomo deve capire
che tutto può sparire molto
in fretta:C. H. Bukowski
il gatto, la donna, il lavoro,
la ruota davanti,
il letto, le pareti, la
stanza; tutte le nostre necessità
amore compreso,
poggiano su fondamenta di sabbia,
e ogni causa determinata,
per sconnessa che sia:
la morte di un ragazzo a Hong Kong
o una tormenta a Omaha…
può essere la tua rovina tutte le tue stoviglie che si spaccano

sul pavimento della cucina, la tua ragazza entra
e tu sei là, ubriaco,
in mezzo alla stanza e lei domanda:
“Mio dio, cosa succede?”,
e tu rispondi: “Non so,
non so”…

C. H. Bukowski

Ieri: 8 marzo 2013

09/03/2013

Non amo le celebrazioni.

Così come non le ama la nostra amica Laurin che, con molta poesia,  lo ha scritto commentando il mio post precedente.

Ho quindi fastidio per la festa del papà, della mamma, dei nonni, della segretaria, del piccione alla finestra, del gatto in gattaia, del cane in cuccia …

mimosaMa la festa della donna è un’altra cosa. E’ il ricordo di un tragico evento, sia umanamente che sindacalmente parlando. Un evento dirompente, un indice femminile puntato contro il sopruso, contro la stupidità, contro la disuguaglianza. Può chiamarsi Festa una cosa del genere?

La festa della donna: madre, compagna, sorella, figlia, amica, non merita di essere confinata ad un solo giorno all’anno. Festa dovrebbe esserlo ogni giorno dell’anno, ogni momento. Non da festeggiare, ma da vivere nella “normalità”.

E festa sarebbe, sempre, se la “normalità” fosse rispetto, non violenza. 

La tragedia degli atti, ormai così frequentemente e tragicamente ricorrenti, 2013-02-24 09.04.31chiamati “femminicidio” non sono che la parte alta di un iceberg. Quante volte la stessa donna durante la propria vita, muore prima di essere uccisa dall’uomo al quale ha affidato la propria integrità, a cui ha risposto con amore alle attenzioni, ha regalato la propria passione, lo ha fatto padre, lo ha definitivamente completato e consacrato come padre?

Ecco perché amo la donna e non la Sua festa. La Sua festa è sempre! E gli uomini tutti dovrebbero ricordarlo.

A tutte le donne, oggi 9 marzo 2013, la mia tenera carezza.

banzai43

a_caneinviaggio

furto, furto legalizzato, politica, delirio di onnipotenza ed altro

29/09/2012

Amici miei,

essere italiano, oggi, non è facile. Vero è che anche in passato non sempre lo è  stato, ma di questi tempi …

Dello scandalo Lazio (e Regioni che seguiranno) ciò che m’ha stupito e, temo, continuerà a farlo, non è l’esistenza di politici-ladri o la loro compromissione con altri poteri (finanziari e mafiosi innanzi tutto) o il delirio di onnipotenza che li anima, ma la consapevolezza che in moltissimi casi il loro ladrocinio era legale, legittimo. In altre parole GIUSTO!

Mi spiego.

Se una Giunta regionale, o un ramo del Parlamento decidono di aumentare i loro emolumenti, i loro rimborsi, i loro gettoni di presenza, la necessità o meno di presentare “pezze giustificative alle spese”, ecc., lo possono fare prendendo una decisione e ponendola, poi, agli atti. Tutto legittimo, tutto legale, tutto corretto, tutto GIUSTO al di là dell’ammontare delle somme in discorso. Al di là della situazione economica della famiglia italiana di riferimento statistico, al di là della povertà in rapida ascesa. Al di là di ogni morale.

La situazione mi pare assurda. Aspre (o meno aspre) contrapposizioni politiche rendono avversari (quando non nemici) appartenenti a partiti diversi. Quando però si tratta di denaro, della possibilità di riempirsi le tasche, raramente qualcuno dice NO. Come in una associazione a delinquere, come in una commissione di disaffare son tutti d’accordo. Dell’ideale di partito, dell’etica della politica, dell’interesse del cittadino o del lavoratore o del pensionato, o dell’ammalato o del … del … del … nessuno è più interessato. VERGOGNA!

Ci sarebbe da stupirsi se un movimento di massa volesse fare “piazza pulita”, copiare da tristissimi avvenimenti per la democrazia e inaugurare una “primavera italiana?”.

Speriamo nel buon senso di tutti (fors’anche in qualche dimissione, per chi lo crede possibile).

Quanto alla convinta certezza di immunità di taluni (politici ai diversi livelli, rappresentanti popolari, di vertice e non, con responsabilità di rappresentanza: sindacale, associazionista, sanitaria …) forse ricordano la frase di F. Pananti, scritta in Avventure ed osservazioni“:

Sei accusato di aver rubato ventimila zecchini – scriveva un uomo di spirito a un amico – se sei innocente, sei perduto; ma se veramente hai rubato una sì grossa somma, non temere di niente.

Fortunatamente non sempre è così.

Che Dio ci aiuti a salvare l’Italia!

Buon fine settimana a tutti.

banzai43

Un partigiano chiamato Balilla

17/05/2010
Un amico mio, poeta pluripremiato, ex compagno di lavoro e d’una qualche avventura anche politica, da qualche tempo è anche scrittore.
Di Lui, recentemente, ho letto e recensito per conto di una rivista l’ultimo suo lavoro edito non da Mondadori o Rizzoli o Feltrinelli o … , ma da un piccolo editore, sconosciuto ai più.
E’ un bel libro, di grande, grandissima qualità. Questo è il motivo, unico e solo, che mi induce a fornirVi le informazioni perché possiate procurarvelo, leggerlo e farlo leggere. Non sarà tempo perso.

Un partigiano chiamato Balilla

di Adriano Molteni

Ed. Giancarlo Zedde – Torino
http://www.zedde.com/

Eccovi un assaggio:

“Vedi figliolo … non è un miracolo, ma qualcosa di strano si. L’acqua sparisce e poi ricompare e non c’è mezzo di fermarla. Non è come il fuoco che prima o poi si spegne. L’acqua no, non si può fermare. L’acqua fa ciò che vuole.” …

La mamma era tirata e stanca. … Non aveva ancora ventisei anni ed era incinta per la quarta volta: Era una bella donna, pur sfiorita precocemente per le preoccupazioni e le sopportazioni fisiche e morali. …

Gino e Gianni erano ancora bambini ed erano amici. Davano retta alle loro fantasie e assieme, spesso, inseguivano i loro sogni. …

Gino spiegava a Marianna che non era assolutamente vero che la cicogna portava i bambini e sosteneva la sua tesi affermando di non averne mai viste da quelle parti. C’erano invece gli aironi. Quelli si e anche di varie specie. …

I suoi pensieri erano semplici, dettati da ciò che gli era capitato direttamente ed ebbe attimi di sconforto. Così si rifugiò su quel pendio a vedere l’acqua del Soligo scorrere tra i sassi nel largo greto, le piante del granoturco, che si stavano aprendo la via verso il cielo, …

Era adorabile quella creatura. Era semplice e pulita. Era proprio un fiore che abbelliva ogni ambiente. Era la sua Livia: la donna della sua vita. …

… era certo che sarebbe uscita una nuova Italia, diversa, con idee più giuste e maggior giustizia sociale. … Persone che avrebbero fatto leggi giuste, in grado di dare non solo speranze, ma un vero benessere futuro.

“Fai ciò che vuoi, amore. Fai ciò che ti detta il cuore. Chi sono io per spegnere i tuoi sogni? E’ sufficiente essere una moglie per legare un uomo a una vita non voluta e che lo tormenterebbe per sempre?” …

La morte stava altrove e sicuramente dove non esisteva la libertà. …

In Italia i governi si susseguirono promettendo tanto e mantenendo poco.

Tante speranze e tanti sogni rimasero sulle montagne, sepolti assieme a migliaia di giovani.

E’ la storia di un italiano, dall’infanzia all’età della ragione. Un viaggio compiuto in tempi difficili, sempre. Un romanzo breve, di facile lettura. Una piccola perla che non sfigurerebbe fra le letture scolastiche molto consigliate.

Il racconto miscela, con dolcezza e malinconia, uno scampolo di vita-patria d’una Italia che non è più, ma che non deve essere scordata. Un’Italia che nella povertà e nel dolore, ha saputo, con enormi sacrifici ed un grave tributo di sangue, riscattarsi dalle barbarie,  conquistare una nuova libertà, dare maggior valore alla famiglia, alla religione, all’amicizia, all’amore.

Un breve romanzo, dicevo, pensieroso e amabilissimo, dove il desiderio e la necessità di giustizia e di equità sociale traboccano.

Un volumetto da acquistare e leggere per regalarlo poi, magari, ai nostri nipoti perché sappiano anch’essi o semplicemente non dimentichino, che ogni cosa importante ha un suo prezzo, talvolta elevatissimo come la vita.

A tutti gli amici l’augurio di

buona lettura e di

Buon Futuro



banzai43