Posts Tagged ‘euro’

Europa: teniamo su la baracca

25/05/2014

Oggi

teniamo su la baracca

.

teniamosulabaeacca

per l’Europa

tutti al voto.

.

Buona domenica.

a_caneinviaggio

banzai43

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Europa, problemi vecchi e nuovi

24/03/2010

La guerra dei club

Il 15 Marzo Gazeta Wyborcza, in base alle conclusioni

di un analista bulgaro (Ivan Krastev), faceva il punto sulla situazione

europea. Ne è uscito un articolo interessante. Ve ne

propongo qualche stralcio, a mio giudizio fra i più

significativi, per fare un poco di bla bla bla anche

sull’Europa della cui unificazione si evita, ormai, di parlare.

E, per come la penso io, è un errore.

Ma attenzione. Non è finita. Sta per aprirsi

il capitolo Portogallo. Cosa seguirà?

banzai43


Ingresso vietato a polacchi e bulgari. Angelo Cavalli,  Presseurop
I membri fondatori contro gli ultimi arrivati, gli stati insolventi contro quelli virtuosi, i governi che chiedono continuamente contro quelli che penano ad accettare le conseguenze dell’Unione. (Omissis) … una nuova faglia che divide l’Unione europea.
Diciamoci la verità: se la Grecia fosse un paese dell’Europa centrale la “crisi greca” non ci sarebbe mai stata. Primo, Germania e Francia non avrebbero mai ammesso nella moneta unica un paese specializzato in inefficienza economica, pessime abitudini politiche e con un gran talento per la contabilità “creativa”. Secondo, se anche la Grecia “centroeuropea” fosse finita in qualche modo nell’eurozona, c’è da scommettere che Bruxelles avrebbe tenuto sotto stretto controllo le finanze di Atene. Ma la Grecia non è in Europa centrale. Mentre la Commissione europea combatte a spada tratta la corruzione nei paesi del “club Yalta” gli altri, specialmente quelli del “club Med”, godono di un trattamento da europei virtuosi senza esserlo neanche lontanamente.
Immaginate un primo ministro bulgaro o romeno che controlla l’80 per cento dei media nazionali …  Immaginate il capo di governo della Romania che si rifiuta di congelare i salari nonostante la crisi e gli ammonimenti di Bruxelles.  L’Europa non è uguale per tutti: se succede a Sofia o Budapest è uno scandalo oltraggioso, se succede a Roma o Madrid è un piccolo fastidio.  … Altrettanto preoccupante è la politica economica dell’attuale governo spagnolo, ma nessuno si azzarda a sollevare una critica aperta.
Bruxelles è sicuramente responsabile per la tragedia economica della Grecia. Il ruolo del governo dell’Unione è comparabile a quello recitato dai revisori della Arthur Andersen nello scandalo Enron. La crisi greca ha svelato una realtà inquietante nascosta dietro alla retorica della solidarietà europea. L’Ue parla di solidarietà ma gli stati europei non ne vogliono sapere. Per rendersene conto è sufficiente pensare che il 70 per cento dei tedeschi vogliono la Grecia fuori dall’Euro. Recentemente un membro del parlamento tedesco ha consigliato ad Atene un brillante rimedio per i problemi del paese: vendere qualche isola. Nel frattempo i media greci tirano fuori una storia dietro l’altra  sull’occupazione nazista della Grecia …  Diversamente da quanto si aspettavano molti politici e analisti, la crisi economica non ha risvegliato in Europa nessuno spirito di solidarietà. Anzi, è successo l’esatto contrario: la paura e la rabbia scatenatesi nei cittadini europei hanno partorito un sentimento di “rinazionalizzazione”.
Ed è l’Europa del sud, non quella centrale, il punto debole dell’economia comunitaria. Un anno fa si temeva che l’Europa centrale non avrebbe saputo affrontare la crisi in arrivo perché troppo viziata, politicamente instabile e con un’economia eccessivamente liberale. Oggi è evidente che le cose stavano e stanno diversamente. È l’Europa del sud – inconsistente, arretrata e lasciata troppo libera da Bruxelles – che non è in grado di rispondere alle sfide dell’emergenza economica. La differenza tra Ungheria e Grecia non sta nelle dimensioni dei problemi da affrontare, ma nella volontà politica dei governi di pagare il prezzo per uscire dal pantano. Al momento gli stati europei fuori dall’eurozona rispettano i criteri di Maastricht molto più di quelli che ne fanno parte. La Polonia è l’unica economia della Ue che non è stata colpita dalla recessione. Per dirla con le parole del primo ministro lituano, “fino a quando un paese non è membro della moneta unica i criteri di Maastricht bisogna applicarli seriamente. Ma una volta che sei dentro puoi fare praticamente quello che ti pare”.
L’Europa centrale può vantarsi di aver superato il test della crisi (almeno finora) e di aver dimostrato di essere la zona europea più pronta ad affrontare i cambiamenti. Ciononostante ha molto da perdere se l’Ue fraintenderà le cause della crisi greca e si abbandonerà ai suoi peggiori istinti. Secondo la maggioranza degli economisti, essere fuori dall’eurozona è un problema quando l’euro è in salute, ma è ancora peggio quando la moneta unica è in crisi. Paesi come Bulgaria ed Estonia temono oggi che la “ricompensa” per aver rispettato i dettami di Maastricht sarà un altro lungo stallo nella sala d’attesa dell’Euro.
La loro preoccupazione è che Francia e Germania, spaventate dalla vulnerabilità dei “Piigs” (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna), concentrino le forze per consolidare l’eurozona prima di allargarla. La crisi economica ha avuto effetti collaterali: oggi l’Ue è più divisa di quanto lo sia mai stata dall’inizio della guerra in Iraq. Fortunatamente, non è più una questione di “vecchia Europa” contro “nuova Europa”, ma di stati dell’euro contro gli altri. Sfortunatamente, se date un’occhiata a una cartina geografica vedrete che l’eurozona coincide con la vecchia Europa e gli altri sono quasi tutti i paesi del club Yalta. (as)
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Escort a disposizione. Tante!

12/03/2010

La politica non esiste più. I politici … beh lasciamo perdere: Ora, se gli imprenditori sono questi …

Che dire? Che le Nazioni hanno i politici, ma anche gli imprenditori che si meritano?

Giuro. Non ne posso più. Lasciateci in pace

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da Libero-news.it

dell’11.3.2010

La “cricca” di Angelo Balducci, Mauro Della Giovampaola e Fabio De Santis avevano a disposizione 350 escort, che gli imprenditori “amici” offrivano loro come “compenso” per gli appalti ottenuti. Secondo quanto sta emergendo dall’inchiesta sugli appalti del G8 della Maddalena, la “cricca” aveva a disposizione queste centinaia di escort, sparse in ogni posto d’Italia.

Le escort venivano contattate via Internet, oppure reclutate negli ambienti della Roma bene, e poi offerte ai principali funzionari pubblici arrestati nell’ambito dell’inchiesta. Solo Balducci non usufruiva dei “favori” delle escort, ma di quelli degli uomini, soprattutto di colore, che gli erano offerti da un corista del Vaticano. Quando la storia venne allo scoperto, il corista fu allontanato.
Le escort erano soprattutto italiane, ma anche russe, centroamericane, cubane e brasiliane: il tariffario preciso oscillava tra i 500 ei 700 euro a incontro. Ma in alcuni casi si è arrivato anche a cifre superiori: l’ingaggio di due escort russe a Venezia costò a Diego Anemone 5 mila euro. Le due ragazze erano “destinate” a De Santis e Della Giovampaola, che erano arrivati a Venezia per il Festival del Cinema.

Gli incontri erano organizzati via sms (“Due zoccole per Venezia si rimediano”) e telefonicamente. Si discute sulla qualità delle lucciole – “Aho, quella è ‘na robetta da tangenziale”, ma anche: “Una è una topa da paura… C’avrà 22-23 anni… è una russa… occhi azzurri, capelli biondi. Una non è la Schiffer però è una che col cavolo… cioè hai capito… Poi parlano poco perché comunque son russe sono sono…. non sono tipe che sbroccano e fanno casino” – che soprattutto non devono dare nell’occhio: “Mi raccomando, vestite normali”. Rossetti chiede con precisione: “Ok, calcola che a me ne servono due… Io le faccio dormire al Gran Palace di Venezia, costa 1.500 euro al giorno solo la stanza poi in più si beccano 1.500 cadauno”.

A pagare le ragazze era soprattutto Diego Anemone, ma non solo. Le squillo, infatti, venivano infatti assoldate anche da altri imprenditori vicinissimi a Balducci. Al filone delle escort si è giunti attraversi De Santis: secondo le intercettazioni, il funzionario avrebbe avuto incontri con almeno 150 ragazze. Proprio De Santis è stato al centro di un incontro piccante, che viene ricostruito da una telefonata. L’imprenditore Guido Ballari gli aveva organizzato un incontro “a luci rosse” in un appartamento romano. L’indomani i due si sentirono telefonicamente e commentarono divertiti quanto successo. Ad un certo punto Ballari rivelò a De Santis che erano «statifortunati»: «Fabio, cinque minuti dopo che sei uscito da quella casa è rientrato il marito». La donna infatti si prostituiva all’insaputa del coniuge. Le squillo di lusso venivano portate ovunque: ai ricevimenti, alle serate ufficiali, alle inaugurazioni e ai sopralluoghi dei lavori del G8 tra Sardegna, Lazio e Toscana.

11/03/2010