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USA, riforma sanitaria. Omaggio a Obama

23/03/2010

Eletto con una marea di voti atipici (molti che lo hanno votato, pur avendone diritto da anni, si sono recati alle urne per la prima volta) sembrava aver perso smalto e credibilità. Quotidiani USA, oltre che socialista (quale obbrobrio!) lo  definivano nocchiero senza più timone. Lo davano per intristito, con idee perse per strada e con lo slogan, già vincente, trasformato in “Yes, We can’t”, (non possiamo).

La riforma della sanità, vista da noi europei nulla di speciale, povera verrebbe da dire è, invece, per quest’uomo una grande, grandissima vittoria politica e, domani (quando se ne renderanno conto), una enorme accelerazione di progresso sociale per i cittadini statunitensi. Sembra impossibile che quella della sanità pubblica fosse una strada non percorsa da un grande Paese come gli USA.

E’ stata una grande sfida. Vinta. Vinta, certamente, con molti compromessi. Ma vinta.

Penso che, spesso, il Presidente Obama si sia sentito solo, deluso, amareggiato, arrabbiato. Ma non ha mollato.

Onore a Lui che potrà ancora gridare “Yes, We can”.

banzai43

della necessità di combattere

17/03/2010

A breve potremo votare. Lungi da me l’idea di dare indicazioni di voto.

Chiedo, invece, a tutti di recarsi a votare ed  attraverso quest’atto informare la politica a noi geograficamente più prossima (quella della Regione, ad esempio), del nostro giudizio sul modo come siamo stati governati. Premiamola se ne siamo sufficientemente soddisfatti, bocciamola se non ne abbiamo condiviso le scelte o le modalità di realizzazione o di non attuazione dei programmi.

Ciò che è importante è NON ASTENERSI e ricordarsi che, altrove, pur di poter votar talune popolazioni rischiano la vita.

Al riguardo, come Pensiero del giorno, vi faccio dono d’una riflessione di Bertold Brecht che mi sembra molto pertinente.


“Chi resta a casa quando la battaglia comincia e lascia che gli altri combattano per la sua causa deve stare attento: perché chi non partecipa alla battaglia perteciperà alla disfatta.”

“Neppure evita la battaglia chi la battaglia vuole evitare: perché combatterà per la causa del nemico chi per la propria causa non ha combattuto.”

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Buona serata

banzai43


Decreto riammetti liste: ancora disputando

08/03/2010

da La Repubblica on line

odierna

come d’uso, in questi casi, senza commento alcuno

banzai43

Cresce la mobilitazione contro il dl salvaliste. Il 20 marzo mazzi di crisantemi saranno portati all’Altare della patria e alle prefetture della varie città.

Nasce sul web la Rivoluzione dei fiori e spuntano gli elettori Pdl delusi

Su ForzaSilvio.it: “Presidente abbiamo fatto la figura degli inetti

di CARMINE SAVIANO

Nasce sul web la Rivoluzione dei fiori e spuntano gli elettori Pdl delusi

CRESCE di ora in ora la protesta on line sul decreto salva-liste. Il versante virtuale della mobilitazione diventa sempre più consistente. Dai gruppi Facebook che raccolgono decine di migliaia di adesioni ciascuno, fino al caotico miscuglio di proposte e iniziative del Popolo Viola. Passando per la Rivoluzione dei fiori prevista il 20 marzo e il proselitismo digitale dei partiti che invitano militanti e sostenitori a usare internet per raccogliere adesioni alla manifestazione di sabato 13 marzo. E sui social network del Popolo della Libertà affiorano malumori nei confronti di Berlusconi: “Presidente, l’immagine che abbiamo fornito è discordante con il partito del fare che vogliamo costruire”.

30 mila adesioni in 48 ore. E’ il gruppo Facebook “5 marzo 2010. Oggi c’è stato un golpe”. Un avatar listato a lutto per la democrazia che sta facendo il giro del web. E la canzone “Povera Patria” di Battiato citata spesso e volentieri dagli utenti. Un gruppo dove si propongono boicottaggi economici nei confronti del premier e dove spunta anche chi si professa elettore del Pdl: “Siamo delusi e arrabbiati: con questo decreto non si è voluto garantire il diritto di voto, ma il posto in lista ai soliti raccomandati”. Altra pagina, stessi contenuti. Sono 13mila gli iscritti a “No al decreto Salva Polverini e Formigoni”. E in molti commentano positivamente la decisione della giunta della Regione Lazio che ha impugnato il salva-liste di fronte alla Corte Costituzionale.

Caos e proposte a valanga sul profilo del Popolo Viola. Aggiornamenti continui, decine di inviti a sostenere picchetti e sit-in, mobilitazioni e piccole e medie manifestazioni. Con obiettivi più o meno realizzabili. C’è chi vuole portare 100mila persone ai cancelli della villa di Arcore e chi propone di abbandonare in massa il Paese per lasciare da solo Berlusconi. E poi foto e video a non finire per documentare le attività dei giorni scorsi. Non mancano i delusi di turno che invitano tutti a “staccarsi dai computer e a scendere in strada per partecipare fisicamente alle manifestazioni”.

E per il 20 marzo è indetta la Rivoluzione dei Fiori. Mazzetti di crisantemi saranno portati “all’Altare della Patria a Roma e alle sedi delle prefetture nelle altre città”. Su Facebook già mille adesioni. Per gli organizzatori si tratterà di “una rivoluzione gentile, un modo per dire che è morto il rispetto per le regole e, insieme, per comunicare che ci sono persone che non sono mosse dall’odio, ma dal suo esatto contrario: l’amore per questo Paese, per la legalità, per la democrazia”.

“Si alle regole e no ai trucchi” è lo slogan principale della manifestazione organizzata per sabato 13 marzo a Roma. Un lavoro collettivo dei partiti di centrosinistra per denunciare “il trucco vergognoso del decreto salva-liste” e “l’arroganza del governo”. E alle adesioni prese porta a porta o nelle sezioni, si aggiungono quelle richieste via web. C’è Bersani che su Facebook invita a condividere il link della pagina ufficiale della manifestazione. E in una nota del Pd si detta la linea da seguire. Insieme ai classici della propaganda di partito – “Compila il modulo per diventare volontario”, e “diffondi la nostra posizione e spiega le ragioni della protesta anche agli elettori del Pdl o della Lega” – appaiono anche le coordinate del proselitismo 2.0: “Fai girare su internet gli articoli e i video che stiamo preparando” e “utilizza Facebook per restare aggiornato e per promuovere l’evento tra i tuoi amici”.

Nelle ultime ore sono molte le critiche che sui social network del Pdl vengono postate nei confronti di Berlusconi. Su ForzaSilvio. it, insieme alle immancabili ovazioni per il premier, compaiono anche molti messaggi di militanti delusi: “Presidente, lei ha tutta la mia stima. Ma il partito con più consensi d’Italia è sembrato un insieme di inetti, offuscando il buon lavoro fatto fino ad adesso”. E poi: “Caro Silvio, queste figure devono assolutamente essere evitate in quanto discordanti con il Partito del fare!”. Un elettore lombardo scrive: “Sono molto dispiaciuto della piega presa dalle cose. Ora chi ha sempre sostenuto (a torto) che Berlusconi si faceva le leggi ad hoc ha una prova evidente che, invece, è vero! Ma sarebbe stato davvero tragico che chi aveva combinato il pasticcio se ne stesse a casa? Io non so cosa farò. Ma ho fortissimi dubbi sul dare il mio voto alla lista Formigoni”.