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Alla Grecia, con amore

26/04/2015
bandiera grecaE’ di un paio di giorni la notizia (riportata dall’Agenzia Bloomberg) che, a Riga, Jeroen Dijsselbloem, oscuro politico olandese succeduto a Jean-Claud Junker quale presidente dell’Eurogruppo, ha definito Yanis Varoufakis, docente universitario di economia e Ministro dell’economia greco “un perditempo, un giocatore d’azzardo, un dilettante”.
Non voglio entrare più di tanto nel merito. Segnalo, comunque, che il tempo dato alla Grecia per presentare un proprio piano che possa essere accettato, anche se non totalmente gradito, dal resto d’Europa, scade alla fine del prossimo Maggio. Inoltre,  cosa che era facile prevedere, l’atteggiamento più punitivo che comprensivo dell’Europa nei confronti del popolo greco spinge il primo ministro Tsipras a chiedere aiuto anche a Putin aprendo così, forse,  alla flotta Russa un facile accesso al mare Egeo ed alla sicurezza dei suoi porti. Tralascio, comunque, considerazioni di “realpolitik” e della questione  intendo parlare con il cuore.

Acropoli

 

Da circa cinquant’anni mi interesso anche di economia. Varoufakis, a mio avviso, ancorché talvolta con atteggiamenti che si potrebbe risparmiare, ha ragione. La Grecia ha bisogno di più tempo. Soccorriamola temporalmente, concediamole il tempo necessario a compiere un’impresa titanica.
Darà da mangiare al proprio popolo, colpirà con le imposte chi le imposte non le ha mai pagate, continua a non pagarle ed ha già portato gran parte della propria liquidità altrove.
Salviamo la Grecia. L’Europa tutta, anche quella nordica, deve qualche cosa al suo passato, ma anche al suo presente se consideriamo le riflessioni che ci sta inducendo a fare circa le distorsioni di un sistema che sprofonda nella completa indigenza gli ex poveri, porta alla povertà la borghesia, apre la strada al fascismo di Alba dorata ed a chissà cos’altro, moltiplica le ricchezze di chi ricco è già.
Salviamo i greci anche con una colletta spontanea di singole persona, foss’anche un regalo. Un prestito popolare fatto col cuore più che con la testa. Un prestito che nasca dall’anima, dall’amore per la cultura, dalle pulsioni generate dall’intelletto quando si pensi a tanti Grandi del passato greco: Socrate, Aristotele, Fidia, Pindaro, Saffo, Mitride, Prassilla, Telesilla …. e così via all’infinito, Consegniamo, idealmente, al popolo greco, novello Ulisse che ha ben poche colpe, tradito dai suoi governanti, una nuova zattera con la quale battersi contro i marosi e vincere un’Europa senza più anima (le morti dei migranti nel Mediterraneo ne sono un’altra prova), ormai raffigurabile come un novello ed irato Poseidone alla ricerca della vendetta, non della pace.

Buon inizio settimana a tutti.

a_caneinviaggio

banzai43

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Rivivere il futuro

29/12/2012

RIVIVERE IL FUTURO

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a_caneinviaggioRivivere il futuro! E’ un’affermazione che appare assurda ed è effettivamente tale se considerata in relazione alla grammatica, alla logica ed al fluire del tempo.

Ma il titolo di questo post non è un errore, non è casuale.

Ciò che voglio significare è che dobbiamo fare come altri italiani, uomini “degni”, hanno fatto in passato. Diventare come loro e sforzarci ad immaginare il nostro futuro (prossimo o lontano che sia), programmarlo e realizzarlo con caparbietà, fatica, immaginazione, spirito di fraterna solidarietà, moralità, tolleranza sociale, etica.

Rivivere il futuro prendendo nuovo esempio da ciò che seppero fare i nostri nonni, i nostri padri, capaci di immaginare la possibilità di un futuro migliore e concretizzarlo.

Per rialzarsi occorre prima cadere”. E la caduta, per noi italiani, come per altri popoli, è già avvenuta, è in corso. E’ giunta l’ora, quindi, di rialzarci, di “rivivere il futuro già sognato”, riscrivere e rivivere “il nostro futuro”.

Le future elezioni, la prossima possibilità di voto, sarà temporalmente la prima delle leve in mano a chi, come noi, vuole scrivere pagine nuove per poterle vivere in pace, con dignità, con un lavoro, con la famiglia vicino, con la saggezza dei nonni e lo stupito sorriso dei bimbi.

Rimaniamo uniti, manteniamoci vicini, siamo sereni. Imperativo è non perdere la fiducia in noi stessi.

Al momento del voto scegliamo con discernimento, diamo agli eletti la forza per operare senza perdere la possibilità ed il diritto di controllarli. Rifuggiamo dall’illusionismo, dalla false promesse, dalla demagogia.

Diamoci tutti, idealmente, una mano e salviamo. insiemel’Italia, il nostro Bel Paese, dal malaffare, dalla disgregazione fisica e morale, dall’affanno.

A tutti gli amici ed a tutti i lettori occasionali,

BUON 2013,

buon futuro.

     Affettuosamente Vostro,

banzai43

Referendum2bandiera

 

La Grecia non è la Germania, ma ….

13/02/2012

La Grecia non è certamente la Germania.

Non lo è per la differente ricchezza, per il numero degli abitanti, per il diverso rapporto dei rispettivi popoli verso il mare, per il modo affatto diverso di gioire e di piangere e per mille e mille altre cose e situazioni.

Eppure nessuno più dei tedeschi dovrebbe poter capire i greci. E proprio in momenti come questi.

Alla fine della prima guerra mondiale le potenze vincitrici ridussero la Germania alla fame. Per certi aspetti ai tedeschi si chiese anche un’oncia della loro carne. La tragica conseguenza fu l’avvento del nazionalismo hitleriano e dei danni che ne derivarono. Un popolo al quale venne tolta la speranza si gettò nelle braccia di chi parve un salvatore, Hitler appunto, che poco faticò a trovare sodali più violenti e meno intelligenti di lui e la ricca borghesia imprenditizia che, appoggiandolo, venne ripagata con commesse rilevanti (cannoni, carri armati, aerei, sommergibili, navi, etc. etc.).

Ora è la Grecia ad essere stata portata alla fame dai proprie errori nonché dalle politiche di Germania e Francia e dalla speculazione finanziaria internazionale. In altri termini, la Grecia ha perso una guerra e le potenze vincitrici ne chiedono il sangue ed once ed once di carne, sofferenza e disperazione.

La Germania, potenza europea dominante, allo scoppiare della crisi greca poteva imporre una soluzione rapida  chiedendo ai propri partner un piccolo sforzo economico concordando, con la Grecia, un non drammatico piano di salvataggio. Non lo fece perché da lì a pochi giorni vi sarebbe stata una consultazione non particolarmente rilevante in un Land. Il programma elettorale del partito della Merkel negava aiuti alla Grecia. Frau Merkel non corresse una virgola e la situazione di Atene iniziò a diventare una slavina sempre più pericolosa. La Francia non fu da meno. Succube della Germania ne seguì l’esempio aggravando a sua volta la situazione ellenica. I pochi (relativamente pochi) spiccioli che servivano a riallineare i conti della Grecia sono diventati ora una montagna. Viva l’alleanza franco-tedesca.

Di questi giorni, poi, è la scoperta che il governo precedente a quello di Papandreu, fece gli interessi Franco-Tedeschi assai più di quelli del proprio Paese. Firmò commesse su commesse per armi ed attrezzature militari. E quel che fa sorridere non è tanto il fatto che la Grecia non ne avesse bisogno o che i sottomarini in acquisto, a detta di esperti, non saprebbero “tenere il mare”. Quel che colpisce, aldilà della ragionevole presenza di “bustarelle” è che quando Papandreu fece presente a tedeschi e francesi che la Grecia non necessitava di quel po’ po’ di armamentario, si sentì rispondere che i finanziamenti richiesti per sanare l’economia del suo Paese sarebbero stati erogati solo se l’acquisto di materiale bellico fosse stato perfezionato. Insomma la Grecia era al guinzaglio, ottenne solo un piccolo sconto e dovette confermare gli ordini d’acquisto.

Non voglio dire altro. La finanza internazionale dalla crisi greca ha straguadagnato ed ancora lo sta facendo. Aziende Francesi e Tedesche hanno concretizzato profitti stratosferici, la Germania realizza il sogno di dominio su un Paese ove la cultura occidentale ha avuto la propria culla e che, da domani, considererà propria colonia o, quanto meno, proprio protettorato.

Che faranno i greci. Cercheranno il loro Hitler?, infiammeranno la regione? Si tornerà al tempo dei colonnelli richiamati dal film “Z Orgia del potere”?

Spero di no. Spero che l’orgoglio greco, che la Grecia, la mia amata Grecia risorga.

Da parte mia, che odio la stupidità, ricordo che chi sbaglia deve pagare, anche duramente, ma chi esige il sangue del debitore, la fame per lui ed i suoi figli non fa che seminare odio. E chi semina odio …

Ora, solo con la mia tristezza ascolterò Teodorakis, aprirò a caso una pagine dell’Odissea e mi ripenserò sul Partenone.

Buona notte a Voi tutti. 

     banzai43


Escort a disposizione. Tante!

12/03/2010

La politica non esiste più. I politici … beh lasciamo perdere: Ora, se gli imprenditori sono questi …

Che dire? Che le Nazioni hanno i politici, ma anche gli imprenditori che si meritano?

Giuro. Non ne posso più. Lasciateci in pace

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da Libero-news.it

dell’11.3.2010

La “cricca” di Angelo Balducci, Mauro Della Giovampaola e Fabio De Santis avevano a disposizione 350 escort, che gli imprenditori “amici” offrivano loro come “compenso” per gli appalti ottenuti. Secondo quanto sta emergendo dall’inchiesta sugli appalti del G8 della Maddalena, la “cricca” aveva a disposizione queste centinaia di escort, sparse in ogni posto d’Italia.

Le escort venivano contattate via Internet, oppure reclutate negli ambienti della Roma bene, e poi offerte ai principali funzionari pubblici arrestati nell’ambito dell’inchiesta. Solo Balducci non usufruiva dei “favori” delle escort, ma di quelli degli uomini, soprattutto di colore, che gli erano offerti da un corista del Vaticano. Quando la storia venne allo scoperto, il corista fu allontanato.
Le escort erano soprattutto italiane, ma anche russe, centroamericane, cubane e brasiliane: il tariffario preciso oscillava tra i 500 ei 700 euro a incontro. Ma in alcuni casi si è arrivato anche a cifre superiori: l’ingaggio di due escort russe a Venezia costò a Diego Anemone 5 mila euro. Le due ragazze erano “destinate” a De Santis e Della Giovampaola, che erano arrivati a Venezia per il Festival del Cinema.

Gli incontri erano organizzati via sms (“Due zoccole per Venezia si rimediano”) e telefonicamente. Si discute sulla qualità delle lucciole – “Aho, quella è ‘na robetta da tangenziale”, ma anche: “Una è una topa da paura… C’avrà 22-23 anni… è una russa… occhi azzurri, capelli biondi. Una non è la Schiffer però è una che col cavolo… cioè hai capito… Poi parlano poco perché comunque son russe sono sono…. non sono tipe che sbroccano e fanno casino” – che soprattutto non devono dare nell’occhio: “Mi raccomando, vestite normali”. Rossetti chiede con precisione: “Ok, calcola che a me ne servono due… Io le faccio dormire al Gran Palace di Venezia, costa 1.500 euro al giorno solo la stanza poi in più si beccano 1.500 cadauno”.

A pagare le ragazze era soprattutto Diego Anemone, ma non solo. Le squillo, infatti, venivano infatti assoldate anche da altri imprenditori vicinissimi a Balducci. Al filone delle escort si è giunti attraversi De Santis: secondo le intercettazioni, il funzionario avrebbe avuto incontri con almeno 150 ragazze. Proprio De Santis è stato al centro di un incontro piccante, che viene ricostruito da una telefonata. L’imprenditore Guido Ballari gli aveva organizzato un incontro “a luci rosse” in un appartamento romano. L’indomani i due si sentirono telefonicamente e commentarono divertiti quanto successo. Ad un certo punto Ballari rivelò a De Santis che erano «statifortunati»: «Fabio, cinque minuti dopo che sei uscito da quella casa è rientrato il marito». La donna infatti si prostituiva all’insaputa del coniuge. Le squillo di lusso venivano portate ovunque: ai ricevimenti, alle serate ufficiali, alle inaugurazioni e ai sopralluoghi dei lavori del G8 tra Sardegna, Lazio e Toscana.

11/03/2010