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dall’Uruguay: Mario Benedetti

02/01/2019

E P I L O G O 

Prima della sua immeritata fine

Luz aprì gli occhi per l’ultima volta

e il suo sguardo diventò un addio

non potrò mai dimenticare

quegli occhi così miei

riassumendo una vita

dando un amore ultimo

più o meno consapevole

del tremore delle mie mani

d’ora in poi 

nel condividere il tempo con gli amici

quelli miei di sempre

anche se domando o rispondo o perfino rido

la mia anima sarà sola nel suo covo

con una rassegnazione involontaria

circondata da incancellabili ricordi

e dell’insonnia pervasa da tristezza

così una notte arriverò in silenzio

sulla sponda del mio ultimo destino.

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Mario Benedetti (da “Canzoni di chi non canta”)

PS – La Luz della poesia era Luz Lòpez, moglie del poeta.

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del dire e del tacere

01/07/2018

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Su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere.

Ludwig Wittgenstein

della Natura e dell’umana condizione

12/03/2016

… molti sono i pericoli nella vita dell’uomo. Per terra e per mare, dentro e fuori di sé.

A tal proposito, fra i ricordi delle mie passate letture …

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naufragio

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… Un uomo, quando comincia a capire che per la natura egli non è altro che una creatura insignificante e che, sottraendogli la vita, non si mutila l’universo, vorrebbe inizialmente scagliare pietre contro i templi; e il fatto che non ci siano né pietre né templi lo esaspera nel profondo. Colpirebbe con la sua ira qualunque simulacro della natura.

Poi, non trovando nulla di tangibile contro cui scagliarsi, proverebbe a mettersi dinnanzi a una personificazione e a pregarla in ginocchio, con le mani giunte, dicendo: “Si, ma io amo me stesso!”

Una stella lontana nel freddo cielo invernale è l’unica risposta che egli trova alle sue suppliche; è così che egli raggiunge la piena consapevolezza della drammaticità della propria condizione.  …

Tratto da “La scialuppa” racconto di Stephen Crane

Buona domenica a tutti

banzai43