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della vecchiezza

13/04/2017

“Con il progredire della sua carriera Shakespeare spostò l’obiettivo dei suoi drammi dall’ardore di giovani uomini e donne impazienti di andare avanti con la propria vita alla generazione più vecchia”

Così, con chiarezza, si esprime Stephen Greenblatt nel bel volume “SHAKESPEARE, Una vita nel teatro” che ipotizza l’esistenza, per il bardo, di un brutto sogno, quello del “rischio della dipendenza che la vecchiaia comportava” 

Ma con quali accenti il drammaturgo richiama la vecchiaia? Vediamolo in due dei molti, possibili, passaggi:

Da “Macbeth”:

Il sentiero della mia vita scende alla terra vizza, la foglia gialla, e quanto dovrebbe andare con la vecchiaia, come rispetto, affetto, ubbidienza, amici attorno non devo sperarlo.

e da “I due nobili cugini”

Il crampo della vecchiaia gli aveva messo un piede fuori posto, la gotta gli aveva saldato le dita in nodi, atroci spasmi dall’orbite sporgenti avevan quasi spinto fuori i globi, sì che quanto di vita era in lui sembrava tormento.

Non vi sembra, amici miei, di vedere la vecchiezza che avanza con altri occhi ?

Grande Shakespeare, GRANDE !

Buona Pasqua a tutti. Ai giovani come ai vecchi.

 

 

 

banzai43

 

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Sonetto23

31/03/2010

Sonetto 23

WILLIAM SHAKESPEARE 

Come un pessimo attore in scena
colto da paura dimentica il suo ruolo,
oppur come una furia stracarica di rabbia
strema il proprio cuore per impeto eccessivo,
anch’io, sentendomi insicuro, non trovo le parole
per la giusta apoteosi del ritual d’amore,
e nel colmo del mio amor mi par mancare
schiacciato sotto il peso della sua potenza.
Sian dunque i versi miei, unica eloquenza
e muti messaggeri della voce del mio cuore,
a supplicare amore e attender ricompensa
ben più di quella lingua che più e piu’ parlò.
Ti prego, impara a leggere il silenzio del mio cuore
è intelletto sottil d’amore intendere con gli occhi.