Posts Tagged ‘cittadini’

4 marzo 2018: ci siamo quasi

19/02/2018

Fra pochi giorni saremo nuovamente chiamati alle urne per una o più scelte e, dal mio punto di vista, mai mi son trovato di fronte a tante difficoltà. 

Evaporati i Partiti ideologici o pseudo tali, sono scomparse anche le “scuole di partito” le quali, certamente con molti difetti, tentavano (e spesso riuscivano) di formare quadri politico-amministrativi, con conoscenze di base da affinare, attraverso esperienze locali, per proiettarli poi, se ne avevano il merito, sulla scena nazionale. E spesso non erano laureati o plurilaureati (il che certamente non guastava), ma in genere parlavano un italiano decente, non sgrammaticato, nel rispetto del congiuntivi o dei condizionali. Ogni tempo verbale al suo posto.

A chi non mi crede consiglio la lettura degli Atti parlamentari degli anni ’50, ’60 ed anche ’70.

Ora vi sono assai più problemi che in passato e non per le abbaglianti o rutilanti promesse che arrivano da ogni dove (chi mai è così “sonello” da crederci?), ma per i timori della tenuta democratica del Paese davanti a un risultato che, così sembra, non potrà dare alcuna maggioranza. Quanto è forte la nostra Democrazia? Quanto buon senso hanno i moderni demagoghi? quanto pazienti saranno i mercati? quanti imprenditori non saranno ancor più tentati di delocalizzare? quanti più giovani, esasperati dalla mancanza di lavoro, aumenteranno la fila dei cervelli già espatriati? quanti …?  Cosa … ? etc. etc. 

Tante domande alle quali, credo come gran parte di voi che leggete (a proposito, grazie di leggermi), non sono in grado di rispondere. Nuvole di tempesta sopra il mio ed i vostri capi. Nubi oscure. Ma tant’è. 

La mia unica certezza è che andrò a votare per poter, domani, avere il “diritto di reclamo”, diritto che certamente non avrei qualora me ne fossi stato in casa, al caldo, in pantofole, davanti alla tv.

Vi esorto tutti a fare come me e, come me, cercate di non farvi, una volta ancora, mettere in pentola. Votate per chi volete. Votate con consapevolezza, ma votate.

Viva l’Italia repubblicana: libera, tollerante ma giusta. democratica.

 

 

Annunci

della bandiera e dell’amor patrio

10/10/2016

.

bandiera_italia

.

Sono ormai ultrasettantenne, un’età veneranda secondo alcuni e, fatto salvo qualche piccolo acciacco, in buona salute.

Non così la Nazione, la nostra l’Italia, nonostante lo sforzo di alcuni e le critiche di molti. Per limitarci solo all’autostima accade che stranieri abbiano di noi   maggior stima di quanto gli italiani stimino sé stessi. Ancorché brutto da dire è che noi, parole a parte, non sembriamo essere pieni d’amor patrio. O quanto meno, questo appare se parliamo dei simboli nazionali, uno in particolare: la bandiera, il tricolore italiano.

Per lavoro e/o per diletto ho visitato numerosi Paesi, in Europa e non. E, come credo accada ad ogni viaggiatore, ho sempre fatto confronti  fra la mia patria e le altrui nazioni cercando di cogliere fra le persone che incontravo  anche il sentimento di appartenenza alla comunità, alla sua storia, alle sue aspirazioni verso il futuro.

La bandiera non sempre rappresenta lo Stato come avviene in Italia (negli USA, ad esempio non è così), ma ovunque che io ricordi, le città principali, ma anche piccoli centri, erano un tripudio di bandiere e non solo alzate su luoghi pubblici e sempre, dico sempre, pulite, integre, vivide nei colori. Un piacere guardarle.

In Italia, invece, pochi i tricolori. Sovente sporchi, stinti e presenti, quando ci sono, per ingentilire (si fa per dire) solo palazzi pubblici: caserme (non sempre), case comunali (con la bandiera regionale assai meglio tenuta), scuole, ogni tanto, ed in pochi altri luoghi.

Ma quello che m’addolora non è il fatto che vi siano poche bandiere, ma che siano trascurate così come una moglie disamorata non tiene più in ordine la casa, fatica a cucinare, non stira più con accuratezza le camice, o come quell’uomo che s’attarda in ufficio perché, da tempo, torna a casa con fastidio, non rispetta più la moglie, i figli sono divenuti un peso, un fastidio.

Ecco, bandiere malmesse sono per me indice d’un amor patrio che se ne va o, peggio, che non c’è mai stato.  Al momento ci salva il gran cuore del singolo italiano pronto a dare  che, fortunatamente,  ancora ci sorregge e si fa sentire nei momenti delle tragedie (terremoti ad  esempio). Meglio che niente, ma è poco.

Sogno un tempo a venire quando, anche in Italia, tanti tricolori (in compagnia della bandiera europea), sempre ben tenuti, indicheranno che l’Italia è, finalmente, piena di italiani che intendono dimostrare di essere tali.

W il tricolore, viva gli italiani, viva il bel Paese.

a_caneinviaggio

 

 

 

 

banzai43

Europa: teniamo su la baracca

25/05/2014

Oggi

teniamo su la baracca

.

teniamosulabaeacca

per l’Europa

tutti al voto.

.

Buona domenica.

a_caneinviaggio

banzai43

Qualcosa di nuovo. Finalmente!

08/04/2014

 .  La finanza pubblica deve essere sana

.   Il debito pubblico deve essere ridotto

.   L’arroganza dell’amministrazione deve essere combattuta e controllata

.   La popolazione deve ancora imparare a lavorare invece di vivere di sussidi pubblici

   . L’aiuto ai Paesi stranieri deve essere diminuito per evitare il fallimento di Roma

cicerone

 .

….55 a.C (!!!)

...MARCO TULLIO CICERONE 

 

 

del bosco, della diseguaglianza e della mala politica

01/04/2014

iPhone Monchio 2012 162

Ci sono situazioni di diseguaglianza dove le cose che si alzano sopra le altre si notano perfettamente. 

Un albero, ad esempio, non attira l’attenzione in un bosco dove le piante hanno tutte la stessa altezza.

SENECA

Lui non è Socrate

24/11/2013

atene-acropoli

Lui non è Socrate!

Non esiste anno senza che uno o più avvenimenti meritino di essere tramandati. Fu così, io credo, anche per il 399 avanti Cristo. Ma di quell’anno un unico avvenimento lasciò traccia. Traccia così profonda da relegare ogni altro evento negli oscuri meandri della storia: il processo e la condanna a morte di Socrate.

Ce ne parla Platone in vari scritti (Apologia di Socrate,  Critone, Fedone, Il convito). Ci racconta, con vari dettagli, il processo al quale venne sottoposto il Maestro, le false accuse che gli vennero rivolte, la propria difesa logicamente razionale (in scherno ai socrate2giudici), la condanna a morte che gli venne comminata, il rifiuto di fuggire, la ragione del rifiuto, la rinuncia ad prolungare la propria vita sino al tramonto (come avrebbe potuto chiedere), l’avanzamento della morte, la sua ultima raccomandazione, variamente interpretata a posteriori, fatta all’amico Critone.

Perché parlare di Socrate? mi si chiederà. In realtà a Socrate mi ci ha ricondotto una riflessione su Berlusconi, la cui vita, per taluni aspetti, può considerarsi parallela a quella del filosofo ateniese. Ambedue, infatti:

.operarono nel campo della comunicazione

.lungamente si dedicarono ad importanti ricerche

.furono attorniati da moltitudini

.mostrarono grande interesse verso i giovani

.operarono a livello politico

.furono accusati di corruzione dei giovani

.vennero processati e subirono condanne definitive.

Importanti, peraltro, sono anche le differenze dei loro percorsi all’interno delle loro similitudini.

Socrate comunicava la scoperta dell’anima umana finalizzata a rendere migliori i cittadini, e renderli osservanti della legge, quale che fosse, anteponendo il bene dello Stato alle proprie convenienze ed ai propri egoismi. Berlusconi ha comunicato, in varie circostanze, il diritto all’evasione fiscale sfregiando così la legge e, di conseguenza, lo Stato.

Socrate non mentiva ed era, costantemente, alla ricerca della Verità mettendo in discussione tutto quello che si voleva far credere verità certa. Berlusconi, affermano vari giudici, ha mentito ripetutamente tentando, quindi, di occultare o falsare la  Verità.

Berlusconi, così come Socrate ha avuto ed ha molti discepoli. Il cavaliere, per sua stessa ammissione, ha trasformato molti rospi in principi; Socrate ha tentato di farne uomini onesti.

I giovani che attorniavano Socrate lo rispettavano per la sua sapienza, per la sua capacità -facendoli riflettere ed invitandoli ad argomentare le proprie idee- ad elevarli intellettualmente. I giovani attorno a Berlusconi sono affascinati dalla sua capacità finanziaria e dalla sua oratoria, ma non dialogano. Ascoltano e basta, poiché Lui pensa per tutti e, forse, anche per tutti paga.

Sia Socrate che Berlusconi hanno fatto attività politica. L’ateniese senza aver mai accettato un incarico, ma inducendo alla riflessione, con le sue critiche acute e fastidiose, i tanti politici del tempo. Berlusconi, che di politica ne avrebbe potuta fare moltissima, considerate le maggioranze che ha guidato, poca politica ha portato avanti e piuttosto disastrosa, direi. Ciò che in realtà,Berlusconi1 politicamente, ha fatto assomiglia molto alla prevalente difesa di sé e dei suoi interessi personali giungendo sin anche al condizionamento del Governo ed alla spaccatura delle due Camere componenti il Parlamento.

Quanto alla corruzione della gioventù, Socrate venne accusato di tendere al “rovesciamento delle istituzioni democratiche ed al disgregamento dei valori dell’educazione antica, frequentando soprattutto giovani  e riscuotendo il loro avventato entusiasmo”. Berlusconi, quanto ai giovani, è stato accusato di prostituzione minorile.  

Sia l’uno che l’altro sono stati processati e condannati in via definitiva. Socrate si difese da sé (rifiutando l’aiuto d’un principe del foro), accetta la sentenza ed a chi la definisce ingiusta fa notare che sono gli uomini ad essere ingiusti, non la sentenza. Rifiuta poi la fuga (i carcerieri erano già stati corrotti) perché, disse, ” … è meglio subire un’ingiustizia piuttosto che farla”. Berlusconi s’è avvalso d’una agguerrita squadra d’avvocati. Viene condannato a 7 anni, per prostituzione minorile e concussione per costrizione, ed all’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Non accetta la sentenza e dichiara che, se potesse, se ne andrebbe ad Antigua.

Socrate, circa a 70 anni, è morto bevendo il veleno imposto dai Suoi giudici. Berlusconi, buon per lui è vivo e la pena di morte, che sarebbe comunque eccessiva, in Italia non c’è. Tenuto conto dell’età non rischia neppure la prigione.

Quali saranno le ultime parole del Cavaliere quando sarà il suo momento nessuno le può immaginare. Quanto a Socrate, invece, chiuse la propria vita dicendo ad un caro amico: “O Critone, noi siamo debitori di un gallo ad Asclepio: dateglielo e non  domenticatevene”.

Parole che paiono oscure. Perché mai il sacrificio di un gallo ad Asclepio, dio della salute ritrovata?

Forse ha ragione F. Nietzsche che, nella “La gaia scienza”, suppone che Socrate voglia ringraziare il dio che, con la medicina della morte, gli consente di guarire da quella grave malattia che è la vita.

Dubito che il Cavaliere consideri la vita come una malattia o possa prendere in considerazione il sacrificio d’un gallo.

Gli è che Lui non è Socrate!

a_caneinviaggio

 

 

 

banzai43

di Confucio, della politica e del corretto governare

17/10/2012

.

Disse Confucio:

Uno che non sa governare sé stesso, come saprà governare gli altri?

ed ancora

Il saggio governante è liberale senza essere spendereccio, impiega il popolo senza che esso se ne rammarichi, vuole e non è avido, è grande senza essere superbo, è dignitoso senza essere arcigno.

Al riscontro con la nostra classe politica la differenza è siderale (o abissale se preferite guardare in basso).
Spontanea sorge un’idea. Perché non donare, a tutti i politici nostrani, in occasione del Natale o di fine anno per i non credenti, una scelta delle massime di Confucio?
Forse, presi come sono, non troveranno il tempo di leggerla. Ma se anche solo la sfogliassero, forse non sarebbe male.
Che Dio ci aiuti a salvare il nostro Paese.

banzai43

della politica, del dolore, dell’onesto cittadino che guarda e non capisce

12/10/2012

.

Amici miei carissimi,

    è ormai qualche giorno che non m’affaccio a questa finestra … sulla sporcizia!

Mi ero ripromesso di preparare una sintesi del malaffare più recente, ma il tentativo è fallito. Ora ne annotavo uno, e due emergevano. Per farla breve la progressività del fango è geometrica. Ergo, per il momento sto in silenzio mentre, con enorme disappunto seguo le vicende della mia regione, la Lombardia ove il Presidente (perché chiamarlo Governatore, poi …), il ciellino Formigoni, quand’anche fosse mondo da ogni colpa reale, certo avrebbe la colpa sostanziale di non aver saputo effettuare le scelte assessorili e dirigenziali.Troppi, infatti, gli indagati.  Troppi gli “amici” dubbi.

Non di azzeramento avrebbe dovuto parlare, ma di dimissioni e ritorno alle elezioni. Meglio sarebbe stato, sul piano etico. Nessuno gli avrebbe potuto, poi, vietare di ricandidarsi in modo da “misurarsi con la piazza, fors’anche la Sua piazza ed essere, forse, rieletto.

Ma anche Formigoni ha dimostrato di non essere uno statista, di non poter aspirare a governare l’Italia. Tutto sommato si è rivelato per ciò che spesso appare: un piccolo e verboso politico, attaccato alla poltrona, caratterizzato dalle giacche e dalle camice ricche di colore. Assai poco, direi.

Tornerò in argomento economico-politico quanto sarò di grado di dire qualche cosa di serio. Ora, se aprissi bocca, vi ammorberei tutti con un tanfo da cloaca.

A Voi tutti la mia stima e la mia amicizia. Buona serata e Buon fine settimana.

Che Dio salvi l’Italia. Da soli è dubbio che vi si riesca.

banzai43
PS – Il colore utilizzato è il viola, ossia quello del dolore.

.

 

Pericle. A tutti …

20/02/2012

I potenti della terra decideranno l’avvenire della Grecia. Possono aiutarla a risorgere o condannarla ad un lungo e nuovo periodo oscurantista carico di pericoli per la cultura dell’Occidente e per l’ordinato sviluppo, futuro, dell’Europa e dell’idea che di essa s’è fatta gran parte della popolazione europea. Un più ampio incancrenirsi della situazione potrebbe favorire una nuova dittatura militare, nuovi dolori, nuove sofferenze, nuove privazioni della libertà. Qualcuno ha dimenticato Panagulis?

E quindi bene che, a cominciare dai greci, NESSUNO dimentichi la lezione che venne nel remoto passato dalla stessa Grecia. La ripropongo, con speranza, in duplice forma (la seconda con la leggerezza di un uomo di spettacolo) ai nostri politici ed all’uomo comune (esiste, peraltro, l’uomo comune?).

Con timidezza,

banzai43

Pericle – Discorso agli Ateniesi, 461 a.C.

 

Qui ad Atene noi facciamo così. Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia. Qui ad Atene noi facciamo così. Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza. Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento. Qui ad Atene noi facciamo così. La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo. Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo. Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private. Qui ad Atene noi facciamo così. Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa. E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso. Qui ad Atene noi facciamo così. Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benché in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia. Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore. Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versalità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero. Qui ad Atene noi facciamo così.

 .

.

 .

.