Posts Tagged ‘bicicletta’

… questione di tempo

06/12/2015

Le previsioni per il “ponte” in corso, quanto meno per le città del nord, parlano di “nebbie diffuse”, leggere nelle ore meno fredde delle giornate.

E allora, tutti in bicicletta.

Una pedalata può essere un ritorno alla giovinezza, rimette in moto qualche muscolo dimenticato e, pedalando con lenta scorrevolezza, scoprire viuzze sconosciute, negozietti nascosti, angoli ignoti, paesaggi urbani dimenticati.

Buona biciclettata.

E se la bicicletta non è di vostro gradimento, statevene al caldo e riposatevi.

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RSCN0436

 

Buon futuro a tutti.

banzai43

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della pigrizia, della tecnologia, della fisicità, del lavoro, delle ferie …

08/09/2013

Cari amici,

pigrizia, computer fuso, piccoli problemi di pressione, menisco rotto, novità legislative che hanno modificato il calendario di lavoro e qualche settimana di ferie (in parte zoppicante). Questi ecco gli elementi, affastellati, che mi hanno tenuto lontano dal mio blog e, quindi da Voi.

La pigrizia è in fase calante, il PC è stato sostituito, la pressione è regolare ed il menisco, operato prontamente, è sostanzialmente, a posto (ora cammino bene, in attesa di correre nuovamente), la nuova normativa (fiscale) è stata incamerata mentalmente e le ferie (almeno per il momento) sono terminate. Dichiaro quindi oggi, domenica 8 settembre, per l’Italia giorno della disfatta nazionale, festa della mia personale rinascita, fisica ed informatica.

La mia novità più recente riguarda una delle mie biciclette, la più vecchia (oltre 40 anni), ma la più amata ed utilizzata. Forse perché mi venne rubato e fu da me stesso ritrovata, con l’aiuto della Polizia. 

Poco prima di rompermi il ginocchio decisi che “quella bici”, non poco segnata, si fosse guadagnata il diritto di essere rimessa a nuovo. E così feci. Oggi (con l’eccezione del carter, che ancora non è stato sostituito, ma lo sarà a breve) è stata ridipinta a fuoco di un bellissimo arancione con parafanghi nuovi ed argentati. Arancione, il colore che da ragazzo aveva la mia bici da corsa, fatta su misura ed acquistata col determinante contributo finanziario di mio nonno Luigi, appassionato di ciclismo.  E siccome dalla carrozzeria la bici era uscita senza più alcun riconoscimento (niente più marca) ho pensato bene di sponsorizzare questo mio blog con appositi adesivi.

ciclobanzai3

Da qualche giorno su alcune parti del telaio può leggersi il completo indirizzo del blog (http://banzai43.wordpress.com) in altre parti solo banzai43. E così circolo ora per Milano, quando ho tempo per farlo, a cavalcioni di un’amica che appare nuova di zecca e solo noi sappiamo che non è così (la condivisione dei ricordi è un segreto fra noi). 

Per lo sforzo fatto scrivendo questo post (che fatica dopo tanta inattività!) sono già tutto sudato benché, a Milano, sia oggi una giornata abbastanza fresca.

Quasi strisciando mi accingo quindi a chiudere con le mie banalità promettendoVi un più ravvicinato, molto più ravvicinato, rientro.

A Voi tutti un grande abbraccio ed i migliori auguri di buona salute.

a_caneinviaggio       .. .banzai 43

Un partigiano chiamato Balilla

17/05/2010
Un amico mio, poeta pluripremiato, ex compagno di lavoro e d’una qualche avventura anche politica, da qualche tempo è anche scrittore.
Di Lui, recentemente, ho letto e recensito per conto di una rivista l’ultimo suo lavoro edito non da Mondadori o Rizzoli o Feltrinelli o … , ma da un piccolo editore, sconosciuto ai più.
E’ un bel libro, di grande, grandissima qualità. Questo è il motivo, unico e solo, che mi induce a fornirVi le informazioni perché possiate procurarvelo, leggerlo e farlo leggere. Non sarà tempo perso.

Un partigiano chiamato Balilla

di Adriano Molteni

Ed. Giancarlo Zedde – Torino
http://www.zedde.com/

Eccovi un assaggio:

“Vedi figliolo … non è un miracolo, ma qualcosa di strano si. L’acqua sparisce e poi ricompare e non c’è mezzo di fermarla. Non è come il fuoco che prima o poi si spegne. L’acqua no, non si può fermare. L’acqua fa ciò che vuole.” …

La mamma era tirata e stanca. … Non aveva ancora ventisei anni ed era incinta per la quarta volta: Era una bella donna, pur sfiorita precocemente per le preoccupazioni e le sopportazioni fisiche e morali. …

Gino e Gianni erano ancora bambini ed erano amici. Davano retta alle loro fantasie e assieme, spesso, inseguivano i loro sogni. …

Gino spiegava a Marianna che non era assolutamente vero che la cicogna portava i bambini e sosteneva la sua tesi affermando di non averne mai viste da quelle parti. C’erano invece gli aironi. Quelli si e anche di varie specie. …

I suoi pensieri erano semplici, dettati da ciò che gli era capitato direttamente ed ebbe attimi di sconforto. Così si rifugiò su quel pendio a vedere l’acqua del Soligo scorrere tra i sassi nel largo greto, le piante del granoturco, che si stavano aprendo la via verso il cielo, …

Era adorabile quella creatura. Era semplice e pulita. Era proprio un fiore che abbelliva ogni ambiente. Era la sua Livia: la donna della sua vita. …

… era certo che sarebbe uscita una nuova Italia, diversa, con idee più giuste e maggior giustizia sociale. … Persone che avrebbero fatto leggi giuste, in grado di dare non solo speranze, ma un vero benessere futuro.

“Fai ciò che vuoi, amore. Fai ciò che ti detta il cuore. Chi sono io per spegnere i tuoi sogni? E’ sufficiente essere una moglie per legare un uomo a una vita non voluta e che lo tormenterebbe per sempre?” …

La morte stava altrove e sicuramente dove non esisteva la libertà. …

In Italia i governi si susseguirono promettendo tanto e mantenendo poco.

Tante speranze e tanti sogni rimasero sulle montagne, sepolti assieme a migliaia di giovani.

E’ la storia di un italiano, dall’infanzia all’età della ragione. Un viaggio compiuto in tempi difficili, sempre. Un romanzo breve, di facile lettura. Una piccola perla che non sfigurerebbe fra le letture scolastiche molto consigliate.

Il racconto miscela, con dolcezza e malinconia, uno scampolo di vita-patria d’una Italia che non è più, ma che non deve essere scordata. Un’Italia che nella povertà e nel dolore, ha saputo, con enormi sacrifici ed un grave tributo di sangue, riscattarsi dalle barbarie,  conquistare una nuova libertà, dare maggior valore alla famiglia, alla religione, all’amicizia, all’amore.

Un breve romanzo, dicevo, pensieroso e amabilissimo, dove il desiderio e la necessità di giustizia e di equità sociale traboccano.

Un volumetto da acquistare e leggere per regalarlo poi, magari, ai nostri nipoti perché sappiano anch’essi o semplicemente non dimentichino, che ogni cosa importante ha un suo prezzo, talvolta elevatissimo come la vita.

A tutti gli amici l’augurio di

buona lettura e di

Buon Futuro



banzai43