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della splendida solitudine

13/03/2018

“La solitudine non dipende dalla presenza o assenza di persone; al contrario, io odio chi ruba la mia solitudine senza, in cambio, offrirmi una vera compagnia.”

F. Nietzsche

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del disegno di Dio

15/01/2018

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Non bisogna giudicare il buon Dio da questo mondo perché è uno schizzo che gli è venuto male.

Vincent Van Gogh 

dall’Italia: Gabriele d’Annunzio

13/10/2016

Il Cavaliere della Morte

In un’antica stampa de ‘l Durero

va contro maghi e draghi a la battaglia

tutto chiuso ne l’arme un Cavaliero

su ‘l gran cavallo coperto di scaglia:

a ‘ l fianco l’accompagna  da scudiero

la Morte senza piastra e senza maglia,

dietro la segue da valletto il nero

Peccato; e fosca innanzi è la boscaglia.

Io così, nuovamente a la conquista

de l’Arte e de l’Amor, salgo la vita;

ma il mio bieco scudier non mi rattrista,

ma il valletto ridendo alto m’incita

ed incanto non v’ha che mi resista,

poi che già in groppa, o Bella, io t’ho rapita.

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il-cavaliere-la-morte-il-diavolo

 

dall’Iran: Abbad Kiarostami

02/02/2016


La poetica di Kiarostami è stata definita, talvolta, “delle piccole cose”. Piccole perle orientali che sposano appieno il mio intendere la poesia, tutta la poesia, da me definita più volte “racconti in pillole”.

Kiarostami, regista, fotografo, poeta, vincitore della Palma d’oro a Cannes, del Gran premio della giuria alla Mostra d’Arte di Venezia, etc., mostra uno straordinario talento nel creare istanti di grande suggestione.

Porto all’attenzione di tutti gli amici lettori quelli che definisco tre piccoli gioielli, tratti dalla raccolta “Un lupo in agguato”.

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Kiarostami

Nel deserto della mia solitudine

sono cresciuti

migliaia di alberi solitari.

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Dalla mia lingua è uscito

ciò che non bisognava dire,

i miei piedi si sono spinti

dove non bisognava andare.

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Mi appare in sogno 

un amico come fosse un nemico

e la mia giornata

si fa nera.

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alberi

dalla Francia: Charles Baudelaire

17/01/2015

da “I fiori del male”

dittamo2IL RITRATTO

La Malattia e la Morte fanno cenere

di tutto il fuoco che per noi fiammeggiò.

Di quei grandi occhi così fervidi e teneri,

di quella bocca dove il mio cuore annegò

di quei baci possenti come un dìttamo,

di quei trasporti più vivi di raggi di sole,

che rimane? Anima mia, è terribile!

Null’altro che un pastello pallido, a tre colori,

che come me, se ne muore in solitudine

e che il tempo continua, ingiurioso vegliardo,

a sfiorare ogni giorno con la sua ala rude …

Nero assassino della Vita e dell’Arte,

non riuscirai ad uccidere dentro la mia memoria

colei che fu il mio piacere e la mia gloria!