Posts Tagged ‘amore’

dalla Spagna: Federico Garcìa Lorca

25/10/2020

Vento di notturno

Ho tanta paura
delle foglie morte,
paura dei prati
gonfi di rugiada.
Vado a dormire;
se non mi sveglierai
lascerò al tuo fianco
il mio freddo cuore.

Che cosa suona
così lontano?
Amore. Il vento sulle vetrate,
amor mio!

Ti cinsi collane
con gemme d’aurora.
Perché mi abbandoni
su questo cammino?
Se vai tanto lontana
il mio passero piange
e la vigna verde
non darà il suo vino.

Che cosa suona
così lontano?
Amore. Il vento sulle vetrate,
amor mio!

Non saprai mai
o mia sfinge di neve,
quanto
t’avrei amata
quei mattini
quando a lungo piove
e sul ramo secco
si frantuma il nido.

Che cosa suona
così lontano?
Amore. Il vento sulle vetrate,
amore mio!

alla Madre

10/05/2020

.

Solo una cosa al mondo è più bella e migliore della donna … la madre. (E.Schefer)

La madre rappresenta per il figlio il bene, la provvidenza,la legge, in una parola la Divinità nella sua forma tangibile. (H. F. Amiel)

Soltanto una madre sa cosa vuol dire amare ed essere felice. (A. Von Chamisso)

 

dall’Iraq: Nazik Al-Mala’ika

19/04/2020

INVITO ALLA VITA

Arrabbiati, ti amo arrabbiato e ribelle,

rivoluzione cocente, esplosione.

Ho odiato il fuoco che dorme in te, sii di brace

diventa una vena appassionata, che grida e s’infuria.

Arrabbiati, il tuo spirito non vuole morire 

non essere silenzio innanzi al quale scateno la mia tempesta.

La cenere degli altri mi è sufficiente, tu, invece, sii di brace.

Diventa fuoco ispiratore delle mie poesie.

Arrabbiati, abbandona la dolcezza, non amo ciò che è dolce

il fuoco è il mio patto, non l’inerzia o la tregua con il tempo

non riesco più ad accettare la serietà e i suoi toni gravi e tranquilli.

Ribellati al silenzio umiliante 

non amo la dolcezza 

(more…)

Amore in solitudine

11/04/2020

Quasi Pasqua, il mio regalo a tutti gli innamorati forzatamente, disperatamente lontani, in solitudine; i pensieri ribollenti e la malinconia come sentimento preminente. Coraggio, il vostro amore, grande come il mare, è là che vi aspetta; è costruito sulla roccia ed ha radici forti come le querce. Abbiate fiducia, ripensate ai bei momenti passati in attesa di viverne di nuovi ancora più intensi.  Buona Pasqua.

banzai43

 

 

dell’uomo e della donna

08/02/2020

.

.

” Uno non fu mai ammogliato, e questo è il suo inferno; un altro si, e questa è la sua dannazione.”

BURTON, Anatomy of Melancholy

.

 

dal Brasile: Murilo Mendes (1901-1975)

23/01/2020

Nessuno sogna due volte . . .

Nessuno sogna due volte lo stesso sogno
Nessuno fa il bagno due volte nello stesso fiume
Nessuno ama due volte la stessa donna.
Dio da cui tutto nasce
E il circolo e il movimento infinito.

Ancora non siamo abituati al mondo
Nascere è una cosa molto lunga.

 

 

 

 

 

dalla Germania: C. J. Heinrich Heine

26/11/2019

Non giurare, baciami soltanto…

Non giurare, baciami soltanto,
non credo di donna ai giuramenti!
Le tue sono dolci parole, ma
più dolce è il bacio che t’ho rapito!
Lo possiedo e reputo, inoltre,
la parola futil nebbia e vento.

Giura pur, mia cara, giura sempre,
credo alla tua semplice parola!
Sul petto tuo voglio gettarmi
e credere che sono felice;
io credo, cara, ch’eternamente
e ancora a lungo tu m’amerai.

.

dal Nicaragua: Gioconda Belli

10/08/2019

 

.

Poetessa, scrittrice, politica, rivoluzionaria, donna.

Un consiglio. Leggetela. .Non ve ne pentirete.

 

Io sono la tua indomita gazzella

.

Io sono la tua indomita gazzella,
il tuono che rompe la luce sul tuo petto
Io sono il vento sfrenato sulla montagna
e il fulgore intenso del fuoco dell’ocote.
Io scaldo le tue notti,
accendendo vulcani nelle mie mani,
bagnandoti gli occhi col fumo dei miei crateri.
Io sono arrivata fino a te
vestita di pioggia e di ricordi,
ridendo la risata immutabile degli anni.
Io sono l’inesplorata strada,
la chiarezza che rompe la tenebra.
Io metto stelle tra la tua pelle e la mia
e ti percorro completamente,
sentiero dopo sentiero,
scalzando il mio amore,
denudando la mia paura.
Io sono un nome che canta e si innamora
dall’altro lato della luna,
sono il prolungamento
del tuo sorriso e del tuo corpo.
Io sono qualcosa che cresce,
qualcosa che ride e piange.
Io,
quella che ti ama.

Gioconda Belli 

Dal Cile: Pablo Neruda

08/08/2019

Neruda, allora giovane diplomatico in Birmania, scappò ad un amore locale, troppo possessivo, timoroso per la propria vita. Sulla nave che lo portava altrove scrisse questa poesia che, probabilmente, mai venne letta dalla donna, di lui ferocemente innamorata.

Tango del vedovo

Oh maligna, avrai già trovato la lettera, avrai già pianto con furia

e avrai insultato la memoria di mia madre

chiamandola cagna putrefatta e madre di cani,

avrai già bevuto da sola, in solitudine, il tè della sera

guardando le mie vecchie scarpe vuote per sempre

e non potrai ricordare i miei malanni, il mio dormire, il mio mangiare

senza maledirmi ad alta voce come se io fossi ancora lì

a lagnarmi dei tropici dei coolies corringhis*,

delle febbri velenose che mi hanno rifinito

e dei ripugnanti inglesi che odio ancora.
Maligna, in verità, com’è grande la notte, com’è sola la terra!

Sono tornato di nuovo nelle camere solitarie,

mangio nei ristoranti pietanze raffreddate, e di nuovo

butto per terra i pantaloni e le camicie,

non ho attaccapanni nella stanza né ritratti alle pareti.

Quant’ombra, di quella che albergo in cuore, darei per riaverti

e quanto minacciosi mi sembrano i nomi dei mesi

e che suono di lugubre tamburo ha la parola inverno!

 

Sotterrato vicino al cocco troverai più tardi

il coltello che ho nascosto per timore che tu mi uccidessi,

e ora all’improvviso vorrei fiutare la sua lama da cucina

abituata al peso della tua mano e al fulgore del tuo piede:

sotto l’umidità della terra, tra le sorde radici,

delle umane parole il poveretto non saprà che il tuo nome,

ma la grossa terra non capisce il tuo nome

fatto d’impenetrabili sostanze divine.

 

Come mi angoscia pensare alla sfolgorio delle tue gambe

distese come ferme e dure acque solari,

alla rondine che dorme e vola nei tuoi occhi,

al cane di furia che alberghi nel cuore,

così vedo anche quanta morte c’è tra noi due da quest’ora

e respiro nell’aria cenere e distruzione,

il lungo, solitario spazio che mi circonda per sempre.

 

Darei questo vento del mare smisurato per il tuo brusco respiro,

che ho udito in lunghe notti senza oblio

congiungersi all’aria come la sferza al cavallo.

E per udirti orinare, nel buio, dal fondo della casa,

come versassi un miele sottile, tremulo, argentino, ostinato,

quante volte darei questo coro d’ombre che è mio,

e il rumore d’inutili spade che mi sferraglia nel petto

e la solitaria colomba di sangue che sta sulla mia fronte

a invocare cose scomparse, esseri scomparsi,

sostanze stranamente inseparabili e perdute.

Pablo Neruda

* Uomini di fatica locali

del tramonto d’un amore

08/07/2019

Due giovani amiche in tram. L’una all’altra “… sai, non l’amo più; si, non l’amo più. E non so cosa fare. Credo che lo lascerò.”

Davanti a loro, ascoltavo e mi son chiesto come stesse lui. Della mia immaginazione eccone il frutto.

 

Amore al tramonto

Per la prima volta

Amore mio,

mio splendido fiore,

ho vissuto le tue spine.

.

La notte

Amore mio dolcissimo,

il tuo corpo accanto,

mi scaldano i ricordi.

.

Il mattino,

dalle tue labbra ardenti, un bacio,

Amore mio lontano.

Freddo.

     banzai43