Archive for the ‘Verso le elezioni 2018’ Category

Dal Cile: Metafora politica (H. Rivera Letelier)

03/03/2018

Z O O L I L O Q U I O

Tubai e mi fecero mangiare nella mano

Ragliai e mi alleggerirono il carico

Abbaiai e mi accarezzarono la schiena

Ruggii e fui unto re

Parlai …

e da allora sono solo.

Hernàn Rivera Letelier

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Povera Italia: 4 marzo 2018 sempre più vicino

01/03/2018

Senza orizzonte

..

Mi manca l’orizzonte,

la speranza,

il calore affettuoso

degli amici,

il marciar

a obiettivi già segnati.

….

Povera Italia.

Vascello senza chiglia

senza prora né poppa,

col timone divelto,

le vele già strappate,

alla deriva.

..

Altre rotte e

timonier diversi

per riprendere il mare

a questa nave.

Altri traguardi.

Nuove forze in gioco.

banzai43

del Governo e del governare

28/02/2018

Il vero governo deve assomigliare a una feconda pioggia estiva che bagna, senza che si oda, l’arida terra. Sono vissuti governanti che facevano muovere la macchina dello Stato con tale fracasso, strepito, trambusto, scricchiolio e impeto, che era da temere da un momento all’altro che essi o la macchina dovessero andare in frantumi.

F. M. KLINGER

Non si deve avere né amore né odio per gli uomini che stanno al governo. Si deve avere per essi lo stesso sentimento che si ha per un cocchiere: conduce bene o conduce male, ecco tutto.

A. DE VIGNY

Gli uomini governano il mondo, e le donne i loro uomini. Che altro vogliono?

B. GOLTZ

Al voto con onesta consapevolezza

25/02/2018

Il peggio assoluto non esiste, così come il meglio assoluto.

Se è vero che la politica è l’arte del possibile, dobbiamo evitare di premiare col voto coloro che attorno a sé non vedono che nemici e non , come dovrebbe essere, degli avversari. In una situazione di tal fatta, come poter fare accordi col nemico? Solo per dissimulare le proprie intenzioni e sbranarsi, poi, alla prima occasione?

L’ingiuriarsi ora rende difficile, poi, ricercare accordi che, ancorché trovati nonostante tutto, risulterebbero incomprensibili a chi ha espresso, andando a votare, un voto consapevole e, a suo giudizio, equilibrato.

Ergo, andiamo tutti a votare, ma non a favore di chi predica anche se in forma edulcorata, la violenza e la sopraffazione come “metodo” per riportare l’ordine o, come talvolta vien detto e scritto, portare ad un “nuovo” ordine.

Dare un voto a qualcuno significa dare un mandato di rappresentanza a chi crediamo possa governare il Paese con serietà, onestà e lungimiranza, in modo da accrescere la nostra credibilità nel mondo; significa dare una delega a chi possa, crediamo ovunque, rappresentare l’Italia come una nazione seria, civile, inclusiva, moderna, laboriosa, in cammino verso una maggiore equità sociale, capace di pensare e realizzare, politiche di sviluppo scolastico e tecnologie che aprano, ai giovani, nuovi orizzonti, nuove prospettive, nuove opportunità.

Questa l’Italia che vorrei e per la quale, il 4 marzo 2018, andrò a votare con timore, ma con tanta speranza.

Buon voto a tutti.

Vita l’Italia: Repubblicana, Libera, Onesta, Democratica.

 

banzai43

 

Verso il 4 Marzo 2018 -Milena Gabbanelli dice …

25/02/2018

Elezioni. Sempre più vicine.

Rinnovo il mio invito perché tutti vadano a votare. A votare per chi vogliono, ma consapevoli che ….

Val la pena di ascoltare … e cercare, poi, di scegliere per il meglio.

banzai43

 

la politica dell’apparenza

24/02/2018

..

..

“Il popolo è un pessimo giudice: nella sua stoltezza per lo più onora chi non lo merita, perché stupidamente crede all’apparenza”

Quinto Orazio Flacco

il 4 Marzo è dietro l’angolo

24/02/2018

Amici miei buondì. Il 4 Marzo 2018 è a due passi da noi, dietro l’angolo come si suol dire.

Come ad ogni tornata elettorale anche questa volta esorto tutti ad andare a votare, perché dopo averlo fatto ed aver dato il voto a chi volete, avrete acquisito un diritto altrimenti non presente fra le vostre possibilità: il “diritto di reclamo” o, se preferite, il “diritto di critica”. Non andare a votare ed essere, eventualmente,  deluso del risultato elettorale equivale ad essersi fatti male con le proprie mani, con la propria assenza dalla vita politica del Paese.

Al riguardo, forse, non è male ricordare questo pensiero di Orazio

“Avere guai per colpa del destino non è la stessa cosa che averne per colpa propria”

Al voto, quindi, tutti al voto.

In amicizia.

 

 

 

 

..banzai43

Attrezzo politico: la parola

21/02/2018

“Le sciocchezze che si fanno, possono essere, talvolta, rimediate; quelle che si dicono sono irrimediabili.”

A. BERTHET

“Badate al senso e le parole andranno a posto per conto proprio”

L. CARROLL

“I chiacchieroni sono i più discreti di tutti gli uomini: parlano, parlano, e non dicono niente”.

D'HOUDETOT

“Restringiti nel discorso e in poche parole dì molto, e sii simile a uno che sa, eppure tace.”

BIBBIA, Siracida

“Chi molto dice, pensa poco.”

C. DOSSI

 

4 marzo 2018: ci siamo quasi

19/02/2018

Fra pochi giorni saremo nuovamente chiamati alle urne per una o più scelte e, dal mio punto di vista, mai mi son trovato di fronte a tante difficoltà. 

Evaporati i Partiti ideologici o pseudo tali, sono scomparse anche le “scuole di partito” le quali, certamente con molti difetti, tentavano (e spesso riuscivano) di formare quadri politico-amministrativi, con conoscenze di base da affinare, attraverso esperienze locali, per proiettarli poi, se ne avevano il merito, sulla scena nazionale. E spesso non erano laureati o plurilaureati (il che certamente non guastava), ma in genere parlavano un italiano decente, non sgrammaticato, nel rispetto del congiuntivi o dei condizionali. Ogni tempo verbale al suo posto.

A chi non mi crede consiglio la lettura degli Atti parlamentari degli anni ’50, ’60 ed anche ’70.

Ora vi sono assai più problemi che in passato e non per le abbaglianti o rutilanti promesse che arrivano da ogni dove (chi mai è così “sonello” da crederci?), ma per i timori della tenuta democratica del Paese davanti a un risultato che, così sembra, non potrà dare alcuna maggioranza. Quanto è forte la nostra Democrazia? Quanto buon senso hanno i moderni demagoghi? quanto pazienti saranno i mercati? quanti imprenditori non saranno ancor più tentati di delocalizzare? quanti più giovani, esasperati dalla mancanza di lavoro, aumenteranno la fila dei cervelli già espatriati? quanti …?  Cosa … ? etc. etc. 

Tante domande alle quali, credo come gran parte di voi che leggete (a proposito, grazie di leggermi), non sono in grado di rispondere. Nuvole di tempesta sopra il mio ed i vostri capi. Nubi oscure. Ma tant’è. 

La mia unica certezza è che andrò a votare per poter, domani, avere il “diritto di reclamo”, diritto che certamente non avrei qualora me ne fossi stato in casa, al caldo, in pantofole, davanti alla tv.

Vi esorto tutti a fare come me e, come me, cercate di non farvi, una volta ancora, mettere in pentola. Votate per chi volete. Votate con consapevolezza, ma votate.

Viva l’Italia repubblicana: libera, tollerante ma giusta. democratica.

 

 

dalla Grecia: Costantino Kavafis

17/02/2018

Quanto più puoi

Farla non puoi, la vita,

come vorresti? Almeno questo tenta

quanto più puoi: non la svilire troppo

nell’assiduo contatto della gente,

nell’assiduo gestire e nelle ciance.

Non la svilire a furia di recarla

così sovente in giro, e con l’esporla

alla dissennatezza quotidiana

di commerci e rapporti,

sin che divenga una straniera uggiosa.