Archive for the ‘Terremoto’ Category

Ricominciamo dalle scuole

06/01/2017

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Il tempo, gli impegni, i doveri. E altro

17/11/2012
Un saluto a tutti. La mia blog-voce tace da circa due settimane, ma pur presissimo per quanto sto per dirvi, non ho dimenticato chi come Voi mi segue un po’ e nei ritagli di tempo continuo ad informarmi, a leggere, a dispiacermi per certi andazzi, ad infastidirmi per altri, ad emozionarmi per i fatti della vita, a rimpiangere le amicizie scomparse, a contattare via skype mio figlio attualmente in Thailandia, ad ascoltare musica quando posso, a … tante altre cose che non elenco per evitare di tediarVi ancor più.
Gli è che il passato più recente mi ha “rubato tempo”. Quello utilizzato per aiutare mia figlia a districarsi nella burocrazia, a comprendere il contenuto di scartoffie, a visitare uffici pubblici, ad ottemperare a normative. Il tutto finalizzato all’apertura di una propria attività, quale artigiana, che darà lavoro ad un paio di giovani che con Lei collaboreranno. Garantisco che non è poi così vera la, spesso, riaffermata semplificazione burocratica!
   Ora, comunque, pare proprio sia alla partenza. L’impresa, la Sua piccola impresa, a Dio piacendo ed a Notaio vigilante e mi auguro consenziente, muoverà il primo passo da mercoledì 20 novembre. Evviva. La mia famiglia avrà dalla sua anche una (piccola) imprenditrice. Speriamo bene.
   Tornando a noi. Nel marasma del mondo, gli ultimi 15 giorni hanno visto la riconferma di Obama, una nuova leadership cinese, la crisi economica lambire anche la Germania, nuovi venti di guerra (non solo venti, ma anche morti) nel teatro di confronto israelo-palestinese, il principe Carlo e Camilla ballare in Nuova Zelanda, parte d’Italia soffocare nel fango, l’Europa prima negare poi confermare l’aiuto a favore dei terremotati dell’Emilia, il PD italiano mettere in dubbio l’esigenza delle primarie, Berlusconi bisticciare con Alfano, ma dichiarare che quel ragazzo è per lui come un figlio e, immediatamente dopo attaccare Monti ed il nostro attuale Governo. In Lombardia si registra il “tupicc” (modo milanese per dire “l’inciampo”) del “celeste” Formigoni che, per la vergogna, si è dimesso; l’annullo delle passate elezioni regionali in Molise, la strenua resistenza della Polverini in Lazio  e così via, via, via, ….. Potrei continuare, ma non ne posso più. Sono stremato.
Una sola, piccola, ultima chicca. I parlamentari (tanti ex consiglieri regionali) che con un piccolo codicillo (inventato al momento? una svista? un errore NON voluto?) hanno mantenuto importanti privilegi, a favore delle pensioni/prebende varie dei Consiglieri Regionali, passati e presenti, che il disegno di legge del Governo Monti voleva loro togliere. DISGUSTOSO! La “casta” non si smentisce e male fa a non temere l’ira popolare.
Nel contempo la legge di stabilità fatica ad avanzare. In chiusura temo sarà assai dissimile (senza motivazioni che siano chiare e motivate se non dall’interesse personale) dall’ipotesi originaria. Quanto poi ad una nuova legge per l’andata alle urne pare esservi nebbia più fitta di quella che, decenni or sono era, per spessore, famosa nella pianura padana o che, ai tempi dell’antica Roma, consentiva alle tribù nordiche di sorprendere le Legioni e sparire, d’incanto, immediatamente dopo.

Bene. Per ora è tutto. Desideravo solo che non mi consideraste defunto, estinto. Prima o poi (meglio poi) succederà anche questo. Per ora un saluto ed un abbraccio a tutti.
Buona domenica e buon inizio settimana.

banzai43

 

della politica, del dolore, dell’onesto cittadino che guarda e non capisce

12/10/2012

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Amici miei carissimi,

    è ormai qualche giorno che non m’affaccio a questa finestra … sulla sporcizia!

Mi ero ripromesso di preparare una sintesi del malaffare più recente, ma il tentativo è fallito. Ora ne annotavo uno, e due emergevano. Per farla breve la progressività del fango è geometrica. Ergo, per il momento sto in silenzio mentre, con enorme disappunto seguo le vicende della mia regione, la Lombardia ove il Presidente (perché chiamarlo Governatore, poi …), il ciellino Formigoni, quand’anche fosse mondo da ogni colpa reale, certo avrebbe la colpa sostanziale di non aver saputo effettuare le scelte assessorili e dirigenziali.Troppi, infatti, gli indagati.  Troppi gli “amici” dubbi.

Non di azzeramento avrebbe dovuto parlare, ma di dimissioni e ritorno alle elezioni. Meglio sarebbe stato, sul piano etico. Nessuno gli avrebbe potuto, poi, vietare di ricandidarsi in modo da “misurarsi con la piazza, fors’anche la Sua piazza ed essere, forse, rieletto.

Ma anche Formigoni ha dimostrato di non essere uno statista, di non poter aspirare a governare l’Italia. Tutto sommato si è rivelato per ciò che spesso appare: un piccolo e verboso politico, attaccato alla poltrona, caratterizzato dalle giacche e dalle camice ricche di colore. Assai poco, direi.

Tornerò in argomento economico-politico quanto sarò di grado di dire qualche cosa di serio. Ora, se aprissi bocca, vi ammorberei tutti con un tanfo da cloaca.

A Voi tutti la mia stima e la mia amicizia. Buona serata e Buon fine settimana.

Che Dio salvi l’Italia. Da soli è dubbio che vi si riesca.

banzai43
PS – Il colore utilizzato è il viola, ossia quello del dolore.

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Terremoto, lacrime, dolore e poesia

06/04/2009

Le prime del mattino sono state notizie di morte. Il terremoto ha distrutto parte dell’Abruzzo e precipitato l’Italia nella paura e nello sconforto. E già vi sono le prime polemiche. Ma non n’è questo il tempo. Uno solo è il verbo attuale: fare, fare ed ancora fare. Oggi, in particolare, quando pare vi sia un unico vincente: la Morte. Vediamo di sconfiggerla. Con i ricordi.

Fra i miei quelli dei versi di Antonio Machado (1875-1939),  poeta modernista-simbolista, che da tempo non rileggevo. Castigliano, protagonista certo del rinnovamento della lirica spagnola d’inizio secolo ebbe con la Morte, che gli aveva sottratto la giovanissima moglie Leonor, una insanabile contesa. A tutti coloro che hanno sofferto ed ancora soffrono, dedico queste due liriche.

In amicizia, banzai43


terrore

…..ANTONIO MACHADO

Era una notte d’estate

 Era una notte d’estate.
Il balcone era aperto;
anche la porta di casa;
in casa la morte entrò.
Al suo letto s’avvicina;
passando non mi guardò;
poi con le dita delicate
qualcosa di tenue ruppe.
Taciturna, senza sguardo,
la morte passò di nuovo
davanti a me. Che hai fatto?
La morte non mi rispose.
La mia bambina tranquilla,
restò dolente il mio cuore.
Ahi quel che ha rotto la morte
era un filo fra noi due!


regala-una-rosa


Sognai che tu mi guidavi

Sognai che tu mi guidavi
per un candido sentiero,
in mezzo ai campi verdi,
verso le sierre azzurre,
verso l’azzurro dei monti,
una mattina serena.
 La tua mano sentii nella mia, 
la tua mano di compagna, 
la tua voce di bimba al mio udito, 
come una campana nuova, 
come una campana vergine 
d’un’alba di primavera.
Erano così vere, in sogno,
la tua voce e la tua mano!…
Vivi, speranza, chissà
quel che la terra inghiottisce!