Archive for the ‘Politica ed Economia’ Category

Parole di galantuomo: Luigi Einaudi (Economista e II° Presidente della Repubblica italiana)

30/09/2019

E’ indubbio che la nostra comunità, il nostro Paese, non viva attualmente uno dei suoi momenti migliori.

In tali circostanze, forse, non è male ricordare alcune frasi che Luigi Einaudi, uomo probo e preparato, pronunciò o lasciò nei propri scritti.

“La libertà economica è la condizione necessaria della libertà politica.”

“Il denaro dei contribuenti deve essere sacro.”

“Non le lotte o le discussioni devono impaurire, ma la concordia ignava e l’unanimità dei consensi.”

“Giustizia non esiste là ove non vi è libertà.”

“Garantire la persona umana contro l’onnipotenza dello Stato e la prepotenza dei privati.”

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Pensieri fiorentini: dell’ozio, … Machiavelli insegna

17/03/2019

Nell’ozio sogliono generarsi assai mali contro i costumi perché i giovani sciolti più che l’usitato in vestire, in conviti, in altre simili lascivie soprammodo spendono, ed essendo oziosi, in giuochi e in femmine il tempo e le sostanze consumano.

del valore del lavoro

14/02/2019

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Proverbio cinese

della società degli umani e d’un pensiero filosofico

14/01/2019

E’ assurdo parlare di ragione e di torto di per sé. Offesa, violazione, sfruttamento, distruzione non possono aver torto, in quanto la vita è essenzialmente offesa, violazione, sfruttamento, distruzione.

Friedrich Nietzsche

i governanti talvolta dimenticano che …

01/10/2018

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La riconoscenza è come la buona fede dei mercanti: serve a mantenere il commercio; e noi non paghiamo perché è giusto pagare, ma per trovare più facilmente gente che ci dia a prestito.

La Rochefoucauld, Maximes

4 marzo 2018: ci siamo quasi

19/02/2018

Fra pochi giorni saremo nuovamente chiamati alle urne per una o più scelte e, dal mio punto di vista, mai mi son trovato di fronte a tante difficoltà. 

Evaporati i Partiti ideologici o pseudo tali, sono scomparse anche le “scuole di partito” le quali, certamente con molti difetti, tentavano (e spesso riuscivano) di formare quadri politico-amministrativi, con conoscenze di base da affinare, attraverso esperienze locali, per proiettarli poi, se ne avevano il merito, sulla scena nazionale. E spesso non erano laureati o plurilaureati (il che certamente non guastava), ma in genere parlavano un italiano decente, non sgrammaticato, nel rispetto del congiuntivi o dei condizionali. Ogni tempo verbale al suo posto.

A chi non mi crede consiglio la lettura degli Atti parlamentari degli anni ’50, ’60 ed anche ’70.

Ora vi sono assai più problemi che in passato e non per le abbaglianti o rutilanti promesse che arrivano da ogni dove (chi mai è così “sonello” da crederci?), ma per i timori della tenuta democratica del Paese davanti a un risultato che, così sembra, non potrà dare alcuna maggioranza. Quanto è forte la nostra Democrazia? Quanto buon senso hanno i moderni demagoghi? quanto pazienti saranno i mercati? quanti imprenditori non saranno ancor più tentati di delocalizzare? quanti più giovani, esasperati dalla mancanza di lavoro, aumenteranno la fila dei cervelli già espatriati? quanti …?  Cosa … ? etc. etc. 

Tante domande alle quali, credo come gran parte di voi che leggete (a proposito, grazie di leggermi), non sono in grado di rispondere. Nuvole di tempesta sopra il mio ed i vostri capi. Nubi oscure. Ma tant’è. 

La mia unica certezza è che andrò a votare per poter, domani, avere il “diritto di reclamo”, diritto che certamente non avrei qualora me ne fossi stato in casa, al caldo, in pantofole, davanti alla tv.

Vi esorto tutti a fare come me e, come me, cercate di non farvi, una volta ancora, mettere in pentola. Votate per chi volete. Votate con consapevolezza, ma votate.

Viva l’Italia repubblicana: libera, tollerante ma giusta. democratica.

 

 

Malessere USA: a proposito di Trump

14/11/2016

Un’amica romana, blogger anch’essa (e di indubbia qualità), discettando su “Born in the U.S.A”, la famosa canzone del “Boss”,  introduceva, sotto traccia, il risultato principale delle recenti elezioni statunitensi: la vittoria di Trump.  Da parte mia, a commento del Suo bel post, scrivevo:

“Trump ?  Staremo a vedere. Direi che la presidenza gli viene dalla paura dei Repubblicani a confrontarsi con Hillary (da loro già datatrump per vincente) che non hanno voluto “bruciare” quelli fra loro migliori; I Democratici, invece, anch’essi certi della vittoria di Hillary ,
hanno azzoppato Sanders che, forte dell’appoggio dei giovani trascinati dalla sua oratoria vibrante e ricca di temi sociali, avrebbe, ragionevolmente potuto vincere.

Così il popolo statunitense s’è beccato Trump. Speriamo bene. Ma molte vignette USA mostrano la Statua della Libertà assai triste.”

Riflettendo ho pensato che è necessario aggiungere qualche cosa riconoscendo, da parte mia, gli errori di valutazione politica riguardo ad una “campagna” che avevo seguito con malcelato interesse.

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La mia cantonata è stata quella di credere alla vittoria della Clinton in Florida. Quando mai! Associando i cubani, là presenti, ai “latinos” spersi in quell’immenso Paese, che in larga misura ai seggi hanno votato la Clinton, ho commesso l’Errore degli errori. Non avevo riflettuto sul fatto che i cubani di Florida, geograficamente a due passi dal Paese dove hanno lasciato l’anima (e spesso grandi interessi e proprietà terriere e immobiliari) avrebbero fatto pagare ad Hillary (democratica) l’apertura di Obama (democratico anch’esso) a nuove relazioni con Cuba. I cubani (gli ancor vivi fra coloro che decenni or sono scapparono dall’isola ed i loro figli e nipoti) non volevano, nei confronti di Cuba alcun riavvicinamento. Erano sicuri che il regime castrista, alla lunga, di fronte alla durezza USA ed all’ormai disinteresse della Russia, sarebbe caduto permettendo a loro di ritornare a L’Avana in pompa magna. Hanno fatto così il gioco di Trump.

Avevo invece azzeccato la debolezza democratica negli Stati industriali (anche se non nella misura accertata), Stati, in passato, a prevalenza democratica. Numerosi di essi, ad urne chiuse, si sono scoperti Repubblicani. I “blue collar” (senza distinzione di pelle) colpiti dalla crisi industriale, senza più un posto di lavoro e nel dubbio di poterne trovare uno a breve termine, avevano cambiato cavallo favorendo Trump nella speranza che le sue promesse (rilancio industriale, dazi nuovi alle importazioni, riapertura delle fabbriche, etc.) non siano parole al vento.

Così gli Stati Uniti d’America si scoprono e si mostrano come un Paese frastornato. Due  metà che non riescono a fare un’unità. Il compito di un Presidente deve essere quello di riunificare la Nazione. Ne sarà in grado Trump ?

Il “sentire” attuale del partito della Clinton e della Clinton stessa non collima con buona parte degli americani e questo a prescindere dal fatto che in Europa Hillary sarebbe stata Presidente perché con più voti individuali ricevuti rispetto a Trump.

Gli è, a mio avviso, che anche il partito Repubblicano non è allineato con i propri elettori. Trump, invece, lo è … con circa la metà del Paese. 

La maggioranza repubblicana a Camera e Senato non è la vittoria del partito Repubblicano. E’ l’esito dell’effetto di trascinamento di Trump a favore del Suo partito. Trump, in altri termini, ha fatto da locomotiva ad un partito che, in larga misura sino a ieri, non l’amava. Gli assicureranno sempre e comunque i voti per governare a modo suo? Saprà Trumps adeguarsi al gioco di squadra?

Quale sarà il “Trump pensiero” nei rapporti internazionali? Chi ne ha seguito la “campagna” crede forse di saperlo, ma si è mai visto un politico che, vinte le elezioni, realizza totalmente le sue promesse? Dubito che Trump sia il primo.

Certo è che creerà tensioni col Messico, riavvicinamento alla Russia (ridisegnando le reciproche sfere d’influenza), minor impegno statunitense in Asia (e la Cina ne trarrà, politicamente, vantaggio) ed in altre zone calde del Pianeta, sfilacciamento con l’Europa già assai provata dalla propria incapacità ad evolversi e pronta ad abbandonare definitivamente il sogno continentale a dispetto dei tanti giovani che ancora lo sognano.

E chissà cos’altro ci si potrà aspettare. Certo, se è vero che quando a Trump chiesero cosa pensasse del Belgio la risposta fu “E’ una bella citta’”, beh permettetemi di non aggiungere altro. Almeno per un po’.

In perfetta amicizia.

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Brexit: Gran Bretagna, Europa e Vincenzo Monti

06/11/2016

Di questi tempi si parla molto di Brexit. Della fuoriuscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. Dell’indicazione da parte della Suprema Corte Londinese del Parlamento e non del Governo di Sua Maestà, quale Organo decisore ultimo circa tempi e modalità della separazione. Si tocca con mano il fastidio e l’irritazionevincenzo-monti di molti Governi. Di quello tedesco in particolare. Storico è l’odio-amore dei francesi per i dirimpettai inglesi. E l’Italia?

Non so bene quali siano, se ve ne sono, precedenti storici di antipatia fra britannici ed italiani. Certo è che qualche cosa deve esserci o, quanto meno esserci stato per il “nostro” Vincenzo Monti se, in un passato poco prossimo (siamo nel 1802) ebbe a scrivere:

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All’Inghilterra

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Luce ti nieghi il sole, erba la terra.

Malvagia che dall’alga e dallo scoglio

Per la via de’ latron salisti al soglio

E con l’arma di Giuda esci alla guerra.

Fucina di delitti, in cui si serra

Tutto d’Europa il danno ed il cordoglio,

Tempo verrà che abbasserai l’orgoglio

Se stanco alfin pur Dio non ti sotterra.

La man che tempra dei Latini il fato

Ti scomporrà le trecce, e fia che chiuda

Questo di sangue umano empio mercato.

Pace avrà il mondo, e tu, feroce e cruda

Nel mar tiranno, all’amo abbandonato

Farai ritorno, pescatrice, ignuda.

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parole di navigatore

17/01/2016

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Cristoforo Colombo

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… Porto meco uomini di quest’isola e delle altre da me visitate i quali faranno testimonianza di ciò che dissi.

Io prometto: che a’ nostri invittissimi Re, sol che m’accordino un po’ d’aiuto, io sarò per dare tant’oro quanto sarà lor necessario (…..) e tanti servi idolatri, quanti ne vogliano le loro Maestà (…..) esulti Cristo in terra come in cielo, perché volle che fossero salvate le anime di tanti popoli prima perdute.

Cristoforo Colombo

… Pinocchio: non ti fidare

11/01/2016

soldiNon ti fidare, ragazzo mio, di quelli che promettono di farti ricco dalla mattina alla sera. Per solito, o sono matti o imbroglioni.

Carlo Collodi