Archive for the ‘Lacrime e dolore’ Category

Pasqua 2021 – Pasqua di speranza

03/04/2021

Eccoci pronti a festeggiare un’altra Pasqua. E spero che il termine usato: “speranza” abbia un senso. Che il “Piano vaccini” funzioni, che gli obiettivi indicati siano raggiunti, che i poco propensi a seguire le regole siano minoranza, che i “ristori” non siano briciole e che arrivino prontamente nelle tasche dei beneficiari, che le persone in terapia intensiva si riprendano prontamente, che l’umana solidarietà rimanga tale, che …, che …, che …

Insomma,

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Buona Pasqua a tutti

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banzai43

 

2021: Propositi per il Nuovo anno

31/12/2020

Il 2020 è agli sgoccioli e ciascuno di noi, io credo, lo vuole dimenticare al più presto.

Un anno pesante, doloroso, opprimente, pieno di paure, di lacrime, di chiusure d’aziende, di precarietà diffuse, d’instabilità familiari, di compressione dei redditi, di lontananza degli affetti e di tant’altro ancora.

Ma l’amore, nella più ampia accezione del termine, pur nelle tante limitazioni c’è ancora, motore insostituibile del sopravvivere, del vivere, dello sperare nel futuro prossimo della nostra esistenza.

Ed all’anno nascente, ed a Voi tutti, amici lettori, dedico una poesia dell’amore più classico. Una poesia scritta da un anonimo tzigano per la sua donna, il suo grande amore al quale garantisce attraverso lo scorrere dei mesi l’incessante fluire dei suoi sentimenti, del suo Amore.

 

Propositi d’amore per l’anno nuovo 

Di gennaio vi amerò per la vostra fronte,
bianca e ampia come una chiostra di montagne.

Di febbraio vi amerò per le vostre ciglia,
leggere e morbide come il pelo del capriolo.

Di marzo vi amerò per le vostre labbra,
tenere e rosse come la scorza del sole alto nel cielo.

D’aprile vi amerò per il vostro seno,
che è rotondo e dolce come la mela selvatica.

Di maggio vi amerò per il vostro ventre,
che è morbido e sinuoso come un anfratto tra le colline.

Di giugno vi amerò per le vostre gambe,
che sono alte e flessuose come le colonne tortili del portico.

Di luglio vi amerò per i vostri piedi,
bianchi e timidi come le ninfee socchiuse sullo stagno.

Di agosto vi amerò per la vostra voce,
roca e fonda come l’acqua ribollente dei torrenti.

Di settembre vi amerò per il vostro sorriso,
misterioso e sfuggente come il ventaglio delle nostre madri.

D’ottobre vi amerò per i vostri genitori,
che mi hanno fatto il regalo di mettervi al mondo.

Di novembre vi amerò per la vostra promessa,
che mi sposerete al calare della terza luna.

Di dicembre vi amerò per la vostra fedeltà,
perché amerete me, soltanto me, sino alla fine dei giorni.

Anonimo tzigano  

 

 

Stiamo per girare l’angolo. Il 2021 ci aspetta. E noi … ?

24/12/2020

Amici cari, eccomi tornato dopo un’assenza non breve. Assenza non dipesa da me. Ai primi di novembre son caduto in bicicletta: frattura del polso (ingessato) rottura del femore (operato). Ora son quasi a posto. Cammino da qualche giorno con una sola stampella e le cose stanno andando per il meglio. Qualche giorno ancora e sarò come nuovo.

Spiegato il ritardo passiamo agli eventi.

Anche questo anno (da carcerati) sta per finire. Il Natale si preannuncia scialbo, i parenti confinati, gli amici lontani, le città imbavagliate, le giornate fotocopie l’una dell’altra, … e le persone non cantano più dai balconi. Anche i tricolori sono sempre meno numerosi, spesso slavati e talvolta con strappi, risultato delle intemperie e dall’incuria di chi li aveva esposti con risorgimentale sicurezza. Insomma, una tristezza!

Nonostante tutto, però, in un remoto angolo dell’anima, la speranza non smette di pensare che, prima o poi, riproverà (e se necessario lo farà più volte) a fiorire nuovamente.

E allora, cari amici, Buone Feste, a Voi tutti nell’attesa di un nuovo anno meno faticoso, meno pericoloso, meno tedioso ed apprensivo di quello che stiamo per mettere alla porta.

Idealmente, gettiamo tutti la mascher(in)a e con un abbraccio (rigorosamente virtuale) promettiamo di rivederci e risentirci, al più presto ed in perfetta salute.

 

  banzai43

 

 

 

Amore in solitudine

11/04/2020

Quasi Pasqua, il mio regalo a tutti gli innamorati forzatamente, disperatamente lontani, in solitudine; i pensieri ribollenti e la malinconia come sentimento preminente. Coraggio, il vostro amore, grande come il mare, è là che vi aspetta; è costruito sulla roccia ed ha radici forti come le querce. Abbiate fiducia, ripensate ai bei momenti passati in attesa di viverne di nuovi ancora più intensi.  Buona Pasqua.

banzai43

 

 

della saggezza e dell’errore

15/03/2020

Noi apprendiamo la saggezza più dall’insuccesso che dal successo. Spesso scopriamo ciò che andrà bene trovando ciò che non andrà bene, e probabilmente chi non commise mai un errore non scoprirà mai nulla.

SMILES, Self-Help

.

 

 

Il Cosmo e noi

10/03/2020

Buondì amici,

   forse taluni di Voi avranno già letto le riflessioni che seguono. A me le ha girate un amico romano via WhatsApp. Le ha scritte, così mi vien detto, una psicologa di nome Francesca Morelli sino a ieri a me sconosciuta.

Ciò che scrive è interessante e ne faccio dono a tutti Voi. I tempi attuali sono quelli che sono, le nostre vite e quelle delle persone a cui vogliamo bene stanno sperimentando fastidiose, timorose, pericolose novità a cui adeguarsi è difficile, pesante, fastidioso. Ma è la realtà attuale a cui è d’obbligo partecipare. Ribellarsi è inutile e dannoso ad un tempo per la comunità e per noi stessi. Collaboriamo, quindi, e aiutiamoci l’un l’altro pensando come poter orientare il nostro futuro.

Un abbraccio a Voi tutti. Su con la vita!

 

 

 

 

…..banzai43

EccoVi il testo promesso.

———————-

“Credo che il cosmo abbia il suo modo di riequilibrare le cose e le sue leggi, quando queste vengono stravolte.
Il momento che stiamo vivendo, pieno di anomalie e paradossi, fa pensare…
In una fase in cui il cambiamento climatico causato dai disastri ambientali è arrivato a livelli preoccupanti, la Cina in primis e tanti paesi a seguire, sono costretti al blocco; l’economia collassa, ma l’inquinamento scende in maniera considerevole. L’aria migliora; si usa la mascherina, ma si respira…

In un momento storico in cui certe ideologie e politiche discriminatorie, con forti richiami ad un passato meschino, si stanno riattivando in tutto il mondo, arriva un virus che ci fa sperimentare che, in un attimo, possiamo diventare i discriminati, i segregati, quelli bloccati alla frontiera, quelli che portano le malattie. Anche se non ne abbiamo colpa. Anche se siamo bianchi, occidentali e viaggiamo in business class.

In una società fondata sulla produttività e sul consumo, in cui tutti corriamo 14 ore al giorno dietro a non si sa bene cosa, senza sabati nè domeniche, senza più rossi del calendario, da un momento all’altro, arriva lo stop.
Fermi, a casa, giorni e giorni. A fare i conti con  un tempo di cui abbiamo perso il valore, se non è misurabile in compenso, in denaro.
Sappiamo ancora cosa farcene?

In una fase in cui la crescita dei propri figli è, per forza di cose, delegata spesso a figure ed istituzioni altre, il virus chiude le scuole e costringe a trovare soluzioni alternative, a rimettere insieme mamme e papà con i propri bimbi. Ci costringe a rifare famiglia.

In una dimensione in cui le relazioni, la comunicazione, la socialità sono giocate prevalentemente nel “non-spazio” del virtuale, del social network, dandoci l’illusione della vicinanza, il virus ci toglie quella vera di vicinanza, quella reale: che nessuno si tocchi, niente baci, niente abbracci, a distanza, nel freddo del non-contatto.
Quanto abbiamo dato per scontato questi gesti ed il loro significato?

In una fase sociale in cui pensare al proprio orto è diventata la regola, il virus ci manda un messaggio chiaro: l’unico modo per uscirne è la reciprocità, il senso di appartenenza, la comunità, il sentire di essere parte di qualcosa di più grande di cui prendersi cura e che si può prendere cura di noi. La responsabilità condivisa, il sentire che dalle tue azioni dipendono le sorti non solo tue, ma di tutti quelli che ti circondano. E che tu dipendi da loro.

Allora, se smettiamo di fare la caccia alle streghe, di domandarci di chi è la colpa o perché è accaduto tutto questo, ma ci domandiamo cosa possiamo imparare da questo, credo che abbiamo tutti molto su cui riflettere ed impegnarci.
Perchè col cosmo e le sue leggi, evidentemente, siamo in debito spinto.
Ce lo sta spiegando il virus, a caro prezzo.”

(F. MORELLI)

8 Marzo 2020: le donne più che mai sulle barricate

07/03/2020

Ecco un  nuovo 8 Marzo, diverso dai più recenti, simile a quelli dei tanti anni di sofferenza seguiti alla fine della più recente guerra mondiale quando le donne, più che mai, sono state il fulcro della rinascita nazionale, il collante delle famiglie, la voce della speranza.

E nuovamente cosi, oggi, con la serpeggiante paura della malattia sconosciuta, si presenta la donna. Garante dell’unità morale, portatrice di speranza ed armonia, amministratrice saggia dei problemi domestici, ma pure  campionessa nel lavoro dove in nulla è seconda all’uomo che spesso sopravanza.

Riprendendo, da parte mia, quanto riportato da un volantino sindacale, nell’unico giorno dell’anno dichiaratamente ad Essa dedicato, si ricordi la donna e la si celebri, con le parole dell’immortale bardo britannico che ben sapeva, sin da allora, cos’era ed è una donna e cosa essa affronta ogni giorno per starci vicino ed aiutarci a vivere.

.

Per tutte le violenze consumate su di Lei,

per tutte le umiliazioni che ha subito,

per il suo corpo che avete sfruttato,

per la sua intelligenza che avete calpestato,

per l’ignoranza in cui l’avete lasciata,

per la libertà che le avete negato,

per la bocca che le avete tappato,

per le ali che le avete tagliato

per tutto questo:

in piedi, Signori, davanti ad una Donna.

.

William Shakespeare

dell’onore e della forza

12/01/2020

“Non cavarmi senza ragione, non sguainarmi senza onore”

(Scritta su un pugnale)

Roberto Vecchioni ci parla del dolore

30/10/2019

Il dolore. Un ladro in agguato, nella nostra vita, che raramente si riesce ad evitare.

Ecco come, con parole che a me danno brividi ed emozioni, ce ne parla Vecchioni.

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da Sam, soldato-poeta vietnamita

17/10/2019

Vivere senza l’amore

Vivere senza l’amore

è come vivere in un deserto,

è come morire di fame, di sete,

come soffrire mille volte di più.

E’ come piangere soli nel buio,

come ignorare perché siamo nati,

amare in fondo vuol dire ragionare.

Amico, lo sai, ci sono tanti amori.

C’e’ l’amore per la democrazia

l’amore per i tuoi

l’amore per la giovane moglie, per i figli

l’amore per i compagni in arme

e tutti questi amori son belli

perché nascono dall’idea dell’amore.

Perché si ama per affrontar la battaglia,

per far rifiorire i fiori, per continuare la vita

insieme ai nostri bambini.

Però, amico non dimenticar di combattere

per pensare troppo all’amore.

O non ci sara’ più amore su questa terra.

 

Poesia “raccolta” da Oriana Fallaci

Copiata in “rete”.