Archive for the ‘Futurismo 1909/2009’ Category

Futurismo … arrivederci

28/12/2009

Futurismo … arrivederci

Con il prossimo esaurirsi del 2009 si completano le manifestazioni ed i ricordi del primo centenario del “Manifesto del futurismo” pubblicato da Tommaso Marinetti a Parigi nel 1909.

Futurismo, il movimento che voleva “dinamitare” la cultura italiana (ed europea) in ogni campo dell’arte, dalla letteratura alla pittura, dal balletto alla cucina, all’architettura, al cinema al teatro, alla moda e tanto altro ancora.

Un anno veloce, passato rapidamente, sfumato come il fumo d’una sigaretta.

Una sigaretta, appunto, ma futurista anch’essa . . .

Addio mia sigaretta

Fra le labbra questa stella che si fa uccidere per amore; questo fiore
che divora il suo stelo, in cerca dell’anima irraggiungibile; questa
fragilità di vestale che ha per Dio il fuoco; questa macchinetta che
fabbrica sogni nuvolosi.

MARIO CARLI

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lo spalancatore futurista

25/03/2009

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Io sono uno spalancatore di

finestre e di sensi:

ogni colore canta come un

uccello, uno strumento,

una passione:

blu, giallo, verde, cobalto,

vermiglio, nero e rosa tenero;

i miei occhi magnetici attiran le

luci e i ricordi

dai quattro punti del mondo;

addipano l’arcobaleno.

ARDENGO SOFFICI

Atelier

Futurismo: uomini, figli e lussuria

16/03/2009

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Marzo 1912 – Valentine de Saint-Point

dal … Manifesto della donna futurista

Invece di ridurre l’uomo alla schiavitù degli squallidi bisogni sentimentali, spingete i vostri figli e i vostri uomini a superare se stessi. Voi li avete fatti. Voi potete tutto su di loro. All’umanità dovete degli eroi. Dateglieli.

dal … Manifesto della lussuria

Bisogna fare della lussuria un’opera d’arte.

da “Taccuini giovanili”

10/03/2009

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Ho un carattere ne così ne cosà, sono natura fatta da essa e non dagli uomini, per cui vivrò da me certissimo della mia arte che fa palese nella pittura la mia anima.

Giacomo Balla

al di là del futurismo

02/03/2009

futurismo_3Io vedo al di là del Futurismo perché mentre da un lato esalto la macchina … dall’altro ne provo orrore. Perché la meccanizzazione uccide lo spirito.

Ruggero Vasari, lettera a Jannelli, 1931

1909 – FUTURISMO: IL MANIFESTO

27/02/2009

Manifesto del futurismo

“Le Figarò” 20 Febbraio 1909
futurismo_9(Mario Sironi “Il ciclista” 1916)

1-Noi vogliamo cantare l’amor del pericolo, l’abitudine all’energia e alla temerità.

2-Il coraggio, l’audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia.

3-La letteratura esaltò fino ad oggi l’immobilità penosa, l’estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.

4-Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità

5-Noi vogliamo inneggiare all’uomo che tiene il volante, la cui asta attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita.

6-Bisogna che il poeta si prodichi con ardore, sfarzo e magnificenza, per aumentare l’entusiastico fervore degli elementi primordiali.

7-Non vi è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro.

8-Noi siamo sul patrimonio estremo dei secoli poiché abbiamo già creata l’eterna velocità onnipresente.

9-Noi vogliamo glorificare la guerra -sola igiene del mondo- il  militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore

10-Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d’ogni specie e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica o utilitaria

11-Noi canteremo le locomotive dall’ampio petto, il volo scivolante degli areoplani. E’ dall’Italia che lanciamo questo manifesto di violenza travolgente e incendiaria col quale fondiamo oggi il Futurismo.

Queste le parole con cui Filippo Tommaso Marinetti fonda il 20 Febbraio 1909 a Parigi il manifesto futurista.

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(Luigi Russolo “Dinamismo di un treno” 1912)


del futurismo 2008?

21/02/2009

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Ancora attuale?

Siamo nelle mani dei

borghesi,

dei burocratici, degli

accademici,

dei posapiano, dei

piacciconi.

Non basta aprire le

finestre – bisogna sfondar

le porte.

Le riviste non bastano ci

vogliono le pedate.

Giovanni Papini
(Discorso di Roma 1913)