Archive for the ‘Della crisi economica’ Category

della fiducia

10/12/2012

pig pen

Se gli uomini fossero così cattivi come qualcuno li crede e li dipinge, non si potrebbe con loro assolutamente vivere; se fossero così buoni come qualcuno vuole che siano, la vita stagnerebbe. Così noi veleggiamo o bordeggiamo nel mezzo, se non con completa fiducia, con l’apparenza della fiducia: gli altri fanno lo stesso verso di noi, e la vita procede. 

F.M. Klinger

... e poi c'è il Cavaliere ed anche noi (a remare!)

 

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Un triste ritorno

08/12/2012

italiaSon tempi tristi un po’ per tutti ed il ritorno del “Cavaliere” li intristisce ancor più.

Certo, il Cavaliere, troverà chi, come in passato, lo voterà purtroppo nuovamente. Speriamo siano pochi, ma vi saranno.
Come m’accennava un amico, ieri, votarlo sarebbe come affidare la propria salute al medico che, in precedenza, t’ha fatto ammalare. E’ deprimente!
Farà (il Cavaliere), una volta ancora, vacue promesse (abolizione dell’IMU, aumento delle pensioni, accuse all’Europa, alla Germania, in particolare), critiche terribili al governo Monti (che certamente errori ha commesso, ma anche cose dolorosamente necessarie) di ogni nefandezza, del diffondersi dell’influenza, della mancanza di viveri nel Sud-Sudan perché tutti sanno che è la fame là che ingigantisce la crisi qua, nel non aver saputo bloccare la tromba d’aria a Taranto …. Tutte cose che ci fosse stato Lui non sarebbero accadute o sarebbero state annullate. L’unto del Signore avrebbe operato, capito, risolto, perdonato, sorriso, e così via. Terribile.iPhone Monchio 2012 168
Speriamo che gli italiani, chiamati al voto abbiano appreso la lezione. Speriamolo.
Che Dio, Napolitano e gli uomini onesti che ancora vi sono ci salvino.
Viva la Repubblica. Viva l’Italia.
Agli splendidi lettori ed ai corsari di passaggio, buona domenica e buon inizio settimana.

….. banzai43

dell’ingiustizia

25/11/2012

Corrono tempi nei quali l’ingiustizia regna sovrana: in politica, nel sociale, nel lavoro, nella riscossione delle imposte, fors’anche nell’amore. Fermiamoci. Facciamo un respiro profondo e ascoltiamo chi, dal passato, ci trasmette qualche scritto per consolarci.

L’uomo non è mai più profondamente afflitto di quando, invece di trovare l’amore e la benevolenza che s’attende, non incontra neanche la più semplice giustizia e deve sottomettersi a un ingiusto trattamento.

C. v. Hartmann

Lascia le sante parabole, lascia le pie ipotesi, cerca di risolvere senza ambagi questi maledetti problemi. Perché si trascina sanguinante, misero, sotto il peso della croce il Giusto, mentre felice come un vincitore trotta su un alto destriero il malvagio? Dov’è la colpa? Forse nostro Signore non è onnipotente? O vuole egli stesso questo assurdo? Ah, sarebbe una bassezza. Così continuiamo in queste domande finché non ci si chiuda la bocca con una manata di terra. Ma è questa una risposta?

Heinrich Heine

 

Il tempo, gli impegni, i doveri. E altro

17/11/2012
Un saluto a tutti. La mia blog-voce tace da circa due settimane, ma pur presissimo per quanto sto per dirvi, non ho dimenticato chi come Voi mi segue un po’ e nei ritagli di tempo continuo ad informarmi, a leggere, a dispiacermi per certi andazzi, ad infastidirmi per altri, ad emozionarmi per i fatti della vita, a rimpiangere le amicizie scomparse, a contattare via skype mio figlio attualmente in Thailandia, ad ascoltare musica quando posso, a … tante altre cose che non elenco per evitare di tediarVi ancor più.
Gli è che il passato più recente mi ha “rubato tempo”. Quello utilizzato per aiutare mia figlia a districarsi nella burocrazia, a comprendere il contenuto di scartoffie, a visitare uffici pubblici, ad ottemperare a normative. Il tutto finalizzato all’apertura di una propria attività, quale artigiana, che darà lavoro ad un paio di giovani che con Lei collaboreranno. Garantisco che non è poi così vera la, spesso, riaffermata semplificazione burocratica!
   Ora, comunque, pare proprio sia alla partenza. L’impresa, la Sua piccola impresa, a Dio piacendo ed a Notaio vigilante e mi auguro consenziente, muoverà il primo passo da mercoledì 20 novembre. Evviva. La mia famiglia avrà dalla sua anche una (piccola) imprenditrice. Speriamo bene.
   Tornando a noi. Nel marasma del mondo, gli ultimi 15 giorni hanno visto la riconferma di Obama, una nuova leadership cinese, la crisi economica lambire anche la Germania, nuovi venti di guerra (non solo venti, ma anche morti) nel teatro di confronto israelo-palestinese, il principe Carlo e Camilla ballare in Nuova Zelanda, parte d’Italia soffocare nel fango, l’Europa prima negare poi confermare l’aiuto a favore dei terremotati dell’Emilia, il PD italiano mettere in dubbio l’esigenza delle primarie, Berlusconi bisticciare con Alfano, ma dichiarare che quel ragazzo è per lui come un figlio e, immediatamente dopo attaccare Monti ed il nostro attuale Governo. In Lombardia si registra il “tupicc” (modo milanese per dire “l’inciampo”) del “celeste” Formigoni che, per la vergogna, si è dimesso; l’annullo delle passate elezioni regionali in Molise, la strenua resistenza della Polverini in Lazio  e così via, via, via, ….. Potrei continuare, ma non ne posso più. Sono stremato.
Una sola, piccola, ultima chicca. I parlamentari (tanti ex consiglieri regionali) che con un piccolo codicillo (inventato al momento? una svista? un errore NON voluto?) hanno mantenuto importanti privilegi, a favore delle pensioni/prebende varie dei Consiglieri Regionali, passati e presenti, che il disegno di legge del Governo Monti voleva loro togliere. DISGUSTOSO! La “casta” non si smentisce e male fa a non temere l’ira popolare.
Nel contempo la legge di stabilità fatica ad avanzare. In chiusura temo sarà assai dissimile (senza motivazioni che siano chiare e motivate se non dall’interesse personale) dall’ipotesi originaria. Quanto poi ad una nuova legge per l’andata alle urne pare esservi nebbia più fitta di quella che, decenni or sono era, per spessore, famosa nella pianura padana o che, ai tempi dell’antica Roma, consentiva alle tribù nordiche di sorprendere le Legioni e sparire, d’incanto, immediatamente dopo.

Bene. Per ora è tutto. Desideravo solo che non mi consideraste defunto, estinto. Prima o poi (meglio poi) succederà anche questo. Per ora un saluto ed un abbraccio a tutti.
Buona domenica e buon inizio settimana.

banzai43

 

di Confucio, della politica e del corretto governare

17/10/2012

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Disse Confucio:

Uno che non sa governare sé stesso, come saprà governare gli altri?

ed ancora

Il saggio governante è liberale senza essere spendereccio, impiega il popolo senza che esso se ne rammarichi, vuole e non è avido, è grande senza essere superbo, è dignitoso senza essere arcigno.

Al riscontro con la nostra classe politica la differenza è siderale (o abissale se preferite guardare in basso).
Spontanea sorge un’idea. Perché non donare, a tutti i politici nostrani, in occasione del Natale o di fine anno per i non credenti, una scelta delle massime di Confucio?
Forse, presi come sono, non troveranno il tempo di leggerla. Ma se anche solo la sfogliassero, forse non sarebbe male.
Che Dio ci aiuti a salvare il nostro Paese.

banzai43

degli USA dell’UE delle debolezze e degli egoismi

28/08/2012

2008. Cronache di un fallimento (le difficoltà e gli egoismi delle unioni)

(Vignette ricavate da copertine di passati numeri della rivista Internazionale)

La crisi attuale, prodotto malsano della finanza USA, nacque nel 2007, ma venne correttamente percepita nel 2008 quando prese ad imperversare avvelenando gran parte del mondo economico; quello europeo, innanzitutto, con effetti devastanti vista la forte interdipendenza dei mercati finanziari primari e la sorpresa incapacità di una Europa lenta, politicamente impreparata a superare, d’un balzo, i singoli egoismi nazionali.

Come bottegai privi di “visione futura”,  i  politici dell’Unione, che troppo frettolosamente hanno delegato ai propri tecnici, si sono mostrati incapaci di fare fronte comune lasciando incancrenire, con i loro tentennamenti, problemi relativamente modesti, ora veri Moloch di difficile governabilità e costi, soprattutto sociali, elevatissimi.

E la speculazione fece la Storia alimentando un susseguirsi di “crisi”: Irlanda e Portogallo e Grecia, madre della nostra civiltà, ancora nella bufera. Non fu risparmiata la Spagna, che ancora vede buio, né l’Italia alle prese con “tagli lineari” prima , aumenti dei prezzi  e tagli ovunque poi.

Se la Politica non si dà una mossa si corre il rischio che tutto finisca in tragedia ed in rivolte. Già vi sono famiglie che hanno finito i buchi nella cinture. Cosa potrà accadere quando nuovi buchi mancheranno a minoranze sempre più vaste?

Preferisco non pensarci. Auguriamoci di non arrivare sin là e confidiamo in scelte ragionevolmente oculate, quelle di un “buon padre di famiglia”, come si diceva in passato. L’importante è  “sentire” l’Europa. A questo proposito riporto lo stralcio di un articolo di Martin Walser, giornalista del “Frankfurter Allgemeine Zeitung, ripreso dal Corriere della Sera lo scorso 23 agosto 2012:

“… Non dobbiamo lasciare il comando alla pusillanimità travestita da competenza. Un passo indietro ora getterebbe per un numero inimmaginabile di anni  la giusta Europa nella discarica della Storia. E poi per molto tempo l’Europa non sarebbe più pensabile. Ma è proprio quello che deve rimanere: pensabile!”

Mi sono fatto prendere un po’ la mano, ma non è di questo che intendevo specificamente scrivere. L’argomento era la “cupidigia”, il “senso di onnipotenza”, il “menefreghismo”, la “speculazione finanziaria di ritorno”, la “truffa concettuale”, la “impunità”, la “recidivia”, le “trappole statistiche” ed altro ancora.

Fra poco saremo al 15 settembre, un anniversario molto triste pensando alla stessa data del 2008.

Scatoloni in braccio, le proprie cose dentro, molte persone uscivano dall’ufficio per non tornarvi. Le immagini, riprese anche dai notiziari televisivi fecero il giro del mondo, (le ricordate?).  A Wall Street  era crollata la Lehman Brothers, forse la più celebre e riverita banca d’investimento. Ed il “sistema” finanziario internazionale andò in tilt.  

Al comprensibile panico dei risparmiatori s’aggiunse quello di banche, banchieri e finanzieri. La sfiducia generò il blocco assoluto dei mercati, dell’operatività e del sentire finanziario. Le banche cessarono di prestarsi denaro vicendevolmente. Fiducia azzerata. Nessuno si fidava più di nessuno. Fu il cosiddetto “collasso sistemico”.

Ora le cose sono migliorate. La maggiore presenza statale nell’economia dei singoli Paesi ha prodotto effetti frenanti ed il mondo, almeno in parte, non è più quello di allora. Ma non per tutti. A ben guardare per taluni nulla è cambiato. I vertici finanziari non hanno certo  riscoperto o scoperto frugalità dei consumi, senso del risparmio, disponibilità al reciproco sostegno.

Federico Rampini, giornalista da me già richiamato in un post precedente, nell’interessante volume “Slow Economy”, ci ricorda alcuni fatti che sintetizzo per Voi:

. nel 2009, ad un anno dal “crac” Lehman Brothers l’anniversario, fu festeggiato da una top manager della Wells Fargo con un suntuoso party in California;

. il nuovo amministratore di AIG, nello stesso anno, si è assegnato 7 milioni di dollari di stipendio annuo dimentico che AIG  (colosso assicurativo statunitense), venne salvata dal fallimento con 182 miliardi di dollari di denaro pubblico, quindi dei cittadini;

. la legge dell’Amministrazione Obama per la limitazione dei  premi di fine anno (bonus) è stata aggirata con l’aumento degli stipendi manageriali mensili;

. la speculazione ad alto rischio ha ripreso a crescere in modo aggressivo;

. i prodotti finanziari “esotici” come quelli che hanno messo a rischio l’economia planetaria vengono nuovamente riproposti con forza;

. nella sola America sono fallite oltre 100 banche dopo che, nel recente passato, erano fallite, a catena, molte Casse di Risparmio locali, E i dipendenti bancari senza lavoro sono decine di migliaia;

. nel 2009 i titoli derivati ad alto rischio nel portafogli delle banche americane hanno contabilizzato poco meno del triplo rispetto al 2006, posizionandosi a 14.600 miliardi di dollari. Si è così riaperta l’autostrada a nuove speculazioni, nuovi azzardi, in assenza di precise regole di informazione, contabilizzazione, garanzia e controllo a tutela del pubblico sottoscrittore-risparmiatore.

. passata la paura le cinque più importanti banche di Wall Street, nel 2009,  hanno assegnato ai propri manager e trader gratifiche pro-capite nuovamente in crescita superando quelle del 2007 quando era stato raggiunto il livello massimo.

“ Lo spettacolo indegno dei banchieri impuniti e recidivi deve insospettirci e metterci in guardia.  … L’esplosione del debito pubblico americano dovuta ai salvataggi bancari ed alle nazionalizzazioni porterà a nuove tasse ed esporterà inflazione nel resto del mondo, sarà un peso che ci trascineremo per anni. Nessun ”elogio della lentezza” potrà consolare i giovani alle prese con scarse opportunità di lavoro.  

 Cos’altro aggiungere? Solo che dobbiamo restare vigili è quando potremo votare farlo, non evitare l’urna, non andare in vacanza e scegliere con saggezza.

Nel frattempo, forse, una preghiera ci può pure stare. Anche per chi non crede. Non si sa mai.

E bene peraltro ricordare che siamo tutti nella stessa barca, pur se è vero che taluni sono ospitati in cabine di lusso ed altri, invece, sono schiavizzati ai remi.

Con affetto ed amicizia.

banzai43

degli effetti della crisi economica

31/07/2012

Cari amici,

non vi voglio certo tediare spiegandovi il perché della crisi in atto, di chi le colpe, quali le soluzioni. Pochi, forse nessuno sa esattamente cosa fare per risolverla. Così non fosse, probabilmente, accordi sarebbero già stati raggiunti forzando finanche e con una certa pressione i Paesi più virtuosi e, ragionevolmente anche per questo, i più egoisti o, se preferiamo, i meno propensi ad aiutare cicale che molte difficoltà hanno a trasformarsi in formiche.

Con questo post, invece, Vi propongo una parte della Introduzione a “Slow Economy – Rinascere con saggezza” un interessante saggio pubblicato da Mondadori, scritto da Federico Rampini, giornalista di grande qualità, editorialista, capace di ficcanti analisi economiche già autore, fra l’altro di “Il secolo cinese” e di “L’impero di Cindia”, lavori, anch’essi, di grande interesse. L’analisi parte dall’economia americana, ma allargare l’orizzonte ad un lettore attento non costituisce certo un ostacolo.

EccoVi il testo:

” …..
Gli scenari più realistici ormai situano una vera ripresa dell’occupazione americana attorno al 2014. Prima di allora ci attende solo la jobless recovery, cioè la ripresa senza assunzioni. Crescita asfittica e mercato del lavoro immobile. 2014? Cinque anni sono un periodo interminabile. Soprattutto per chi ha perso il lavoro, o ha dovuto ripiegare su impieghi indesiderati e meno pagati, infine per i giovani che concludono gli studi e si presentano sul mercato. La jobless recovery comporta una immensa distruzione di capitale umano. Per i ventenni una attesa così prolungata crea un vuoto incolmabile di esperienza nei primi anni di contatto con la realtà, quelli che dovrebbero essere i più formativi all’uscita dalla scuola e dall’università. Genera un’insicurezza che si traduce in perdita di autostima. Per i cinquantenni un mercato del lavoro congelato fa svanire rapidamente ogni residua speranza di agganciare un’attività. S’infoltiscono le schiere dei prepensionati, o dei “precari maturi” che si arrangiano in attesa della pensione. Anche questo è un fenomeno distruttivo: peggiora gli equilibri del sistema previdenziale; depaupera il mondo delle aziende di una generazione che in passato era portatrice di esperienza e contribuiva alla formazione dei giovani neoassunti. La disoccupazione è tutte queste cose e altro ancora. Lo stress psicologico si diffonde in tanti rivoli, crea milioni di depressi, conflitti familiari, malattie. E’ per questo che i dati sul mercato del lavoro dovrebbero diventare i più seguiti, i più analizzati, ben più importanti di quell’astrazione che è il PIL (Prodotto Interno Lordo).
….. “

La lettura dei quotidiani, di questi tempi non aiuta. La cronaca “sociale” sembra “cronaca nera”. Ed è bene non andare oltre per non deprimerVi ancor più nel massimo momento vacanziero (per chi può!) dell’anno.

…Da parte mia mi assenterò nuovamente da Milano e mi riproporrò a Voi, quando possibile, tramite wi-fi di fortuna.

Un abbraccio.

banzai43

Italiani, grande popolo

03/07/2012

Ciao a tutti,

   torno dopo una lunga assenza durante la quale è accaduto un poco di tutto:

la Grecia quasi raddrizzata, con un nuovo Governo forse ostaggio delle diverse anime che cercano di convivere  nella coalizione; ancora la Grecia con una nuova dimostrazione di infedeltà politica verso l’Europa, ma di fedeltà sociale verso statali licenziati con la destra e riassunti con la sinistra, Obama che ottiene l’OK per una riforma sanitaria che in Europa farebbe gridare allo scandalo per la pochezza e che negli USA ha già innestato venti di guerra da parte repubblicana, Monti, premier italico che picchia felpati pugni sul tavolo europeo e qualche cosa pare ottenere dalla Merkel (alla quale suoi stessi sostenitori non sono avari di critiche), ma non dalla Finlandia e dall’Olanda che tendono a boicottare gli accordi piu’ recenti tanto faticosamente raggiunti, il ministro Fornero che, ultima bravata, dimentica della Costituzione sancisce che, forse, il lavoro bisogna conquistarselo (ergo, non è un diritto), il Cavaliere che, in un soprassalto di delirio d’onnipotenza, minaccia di tornare, forse solo come ministro, a mettere a posto tutte le cose perché Lui sa come fare. Nel frattempo il terremoto in Emilia, la visita di Scipione l’Africano con colonnina di mercurio al rialzo, l’Italia del pallone, giudiziario e magistrato (non magistrale) dimentica la rogna che corrode quel mondo di stravizi, e con la faccia pulita di Cesare Prandelli, impazzisce (io pure non lo nego) per i successi di una squadra Azzurra inizialmente da tutti snobbata. Che in finale ha perso, vabbé, con la Spagna che pensavamo di poter battere, vabbé, ma che per consolarci ricordiamo che economicamente sta peggio di noi, molto peggio, con un sistema bancario da ricapitalizzare (sanno tutti cosa significa e quanto costerà?) a carico dell’intera Europa. In ultimo, ma chissà quante cose dimentico, la donna di Balotelli gli darà un figlio. Lui, felicissimo, parte per le ferie da solo, stacca il cellulare e chiede la prova del DNA. Ecco un amore destinato, forse, a durare in eterno. Nel frattempo Scipione è fuggito e Caronte è arrivato.

Italiani, grande popolo è il titolo che ho scelto oggi. Vi sintetizzo perché.

La mia lunga assenza è dovuta soprattutto ad impegni di lavoro. Da qualche anno mi interesso di problemi fiscali e gli ultimi due mesi sono stati gravosi e carichi di impegni con scadenze ravvicinate. Dal guano stò uscendo solo ora grazie alla squadra, formidabile, con la quale opero.

Rispetto al passato quando mi sentivo dire: “Dottore, mi insegni come non pagare le tasse” oppure “Dottore, delle imposte ne ho piene le tasche. Cosa posso non dichiarare?” mi si dice ora “Dottore, mi faccia pagare il giusto! Non un centesimo in piu’. Questo Stato arraffone non si meriterebbe neppure questo”. Il progresso rispetto al passato è enorme, e c’è di piu’.

Questi dialoghi non si sono limitati alle scadenze del 730/2012 (Dichiarazione dei redditi), hanno tracimato nell’IMU, certamente odiata, ma compresa dai piu’. L’IMU ha creato paure, tensioni, incomprensioni errori. E’ una imposta per talune parti raffazzonata, iniqua, ancora da modellare o rimodellare … ecc. colpisce la casa sogno, speranza e credo dell’italiano medio. “Un tetto sopra la testa e poi, anche riso e latte, caffelatte tutti i giorni…”

Ed allora, impensabile, c’è stata la corsa al pagamento, la volontà di non sforare la scadenza, un fai da Te in passato inconcepibile, un’approccio molto, molto pragmatico ai problemi del Paese. La gente VOLEVA pagare e voleva farlo subito.

Italiani gran popolo, ho detto. Non così i Suoi parlamentari, i Suoi amministratori locali, incapaci di qualsivoglia sacrificio, di mantenere promesse fatte (es. devolvere ai terremotati emiliani la metà di quanto ai loro partiti spettante e di prossima erogazione) spesso eticamente impresentabili, nulla facenti, poco acculturati, poco italianizzati linguisticamente, ladri a Milano come a Roma come sotto i vulcani. Pronti a far pagare al servizio sanitario il quadruplo del costo di garze, disinfettanti, siringe (senza profitti in proprio? stupidi o disonesti?). Talvolta persone insulse spinte in alto a calci nel deretano di qualcuno che preferisce avere pupi da far ballare con i fili nelle proprie mani.

   Caso a sé c’è poi Claudio Napolitano, il nostro Presidente della Repubblica. Ecco una buona scelta, una persona equilibrata verso la fine del proprio mandato. Un vero peccato. Non sarebbe male che l’Italia se lo tenesse ancora un poco.

Italiani gran popolo. Lo penso! Dei politici, salvo le consuete possibili eccezioni, meglio non parlarne. Meriteremmo tutti di meglio.

W la Libertà, il tricolore, la Repubblica, l’Inno di Mameli anche se non piace a tutti, l’Italia.

Caramente Vostro

 

banzai43

 

delle parole di Governo, dei sogni e delle illusioni

14/05/2012

Le belle parole e i discorsi speciosi sono la rovina degli Stati. Non si deve piacere agli orecchi: si devono dire cose.

EURIPIDE

Eccovi, amici, un’apparente banalità. A riflettere, peraltro, come non pensare ai tanti venditori di sogni e d’illusioni, anche recenti, in Italia e non ed al prezzo, pagato oggi, per nulla riscuotere a fronte dell’irrealizzabilità di tanti vaneggiamenti, di tante speranze.

Con una sola, fievole speranza, buongiorno a tutti e buona giornata.

banzai43

Pericle. A tutti …

20/02/2012

I potenti della terra decideranno l’avvenire della Grecia. Possono aiutarla a risorgere o condannarla ad un lungo e nuovo periodo oscurantista carico di pericoli per la cultura dell’Occidente e per l’ordinato sviluppo, futuro, dell’Europa e dell’idea che di essa s’è fatta gran parte della popolazione europea. Un più ampio incancrenirsi della situazione potrebbe favorire una nuova dittatura militare, nuovi dolori, nuove sofferenze, nuove privazioni della libertà. Qualcuno ha dimenticato Panagulis?

E quindi bene che, a cominciare dai greci, NESSUNO dimentichi la lezione che venne nel remoto passato dalla stessa Grecia. La ripropongo, con speranza, in duplice forma (la seconda con la leggerezza di un uomo di spettacolo) ai nostri politici ed all’uomo comune (esiste, peraltro, l’uomo comune?).

Con timidezza,

banzai43

Pericle – Discorso agli Ateniesi, 461 a.C.

 

Qui ad Atene noi facciamo così. Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia. Qui ad Atene noi facciamo così. Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza. Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento. Qui ad Atene noi facciamo così. La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo. Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo. Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private. Qui ad Atene noi facciamo così. Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa. E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso. Qui ad Atene noi facciamo così. Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benché in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia. Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore. Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versalità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero. Qui ad Atene noi facciamo così.

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