Archive for the ‘Della crisi economica’ Category

delle ristrettezze economiche (… o della povertà)

17/09/2014

L’alito velenoso della miseria distrugge molta felicità, specialmente quella della vita familiare.

ANONIMO

monchio7

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del tangentismo, del corretto giudizio (… e dei veti politici, spesso incrociati)

13/09/2014

DemosteneIl corretto giudizio è possibile (solo) quando si giudichi senza riguardo agli interessi personali, senza alcun guadagno in relazione alla funzione, in quel momento, di giudice.

A tal proposito, nel 346 a.C., Demostene, celebre oratore, parlando agli ateniesi, disse:

“… Quando invece su uno dei due piatti di una bilancia, si ponga del denaro, questo fa inclinare la bilancia dalla sua parte e trascina con sé il giudizio, e chi ha ricevuto del denaro non può più ragionare rettamente e sanamente su alcuna cosa.”

Son passati 2.360 anni e l’uomo-politico pare immutato; le decisioni “a favore del popolo” continuano a difettare; non così quelle a favore proprio e del proprio “entourage” o del “cerchio magico” di riferimento. Forse è giunto, veramente, il momento di pregare prima che anche le formiche s’incazzino!

Buona domenica.

banzai43

della politica, della finanza e … d’altro

11/09/2014

edward-hopper-risacca

 

“Anche le zampette delle formiche consumano le pietre”

“Chi è nudo non può essere spogliato neanche da mille briganti”

“Quando parla il denaro, tutte le lingue tacciono”

“Fa del male agli onesti chi risparmia i malvagi”

 

romero-britto-l-abbraccio

di una rinnovata curiosità

16/03/2014

Mai ho giudicato le persone in base all’età.

Nel corso della mia vita ormai lunga, dopo insegnanti naturalmente più anziani di me, ho avuto colleghi di lavoro ed anche amici di ogni età e da tutti, maggiori o minori di me, qualche cosa ho appreso: dai loro insegnamenti o dalle loro esperienze.

Ne consegue che non sono né sorpreso né angustiato se Matteo Renzi, attuale Segretario del PD, abbia “solo” 39 anni e presieda un Governo. In altri termini non crea in me alcun timore così come non m’impensierisce, la sua presunta inesperienza. Posto che chi ha governato, in passato, una Provincia non facile o una città, certamente complessa  come Firenze, possa definirsi “senza esperienza”.matteo-renzi1

Sono, invece, un poco infastidito da alcuni suoi atteggiamenti guasconi, ma non posso pretendere di aver il Presidente del Consiglio dei Ministri “su misura”. Quel che m’importa, invece, è che lui abbia idee vincenti, ne sappia imporre l’accettazione al Paese salvaguardando le minoranze più deboli, abbia la capacità di gestire con mano sicura e convincente, l’intera compagine di Governo. Il “Suo” Governo. Quello da Lui fortemente voluto “non per cambiare il Governo”, come ha detto, ma “per cambiare l’Italia”.

Certo di “movimento” ne ha già fatto molto pur se, al momento, i risultati appaiano modesti e poco visibili al di là delle tante parole. E’ però altrettanto vero che “ha appena cominciato” e l’apparato della burocrazia statale, attraverso i suoi vertici apicali, non concede sconti ad alcuno, men che meno a lui, temuto dai burocrati, che lo percepiscono (così io credo) come un “tornado”, forse in grado di far cadere parte dei loro privilegi (non tutti, suvvia, ci mancherebbe!) semplificando numerose procedure, riducendo assai l’impianto burocratico esistente e, conseguentemente, comprimendo il loro, attuale, immenso potere capace di condizionare/bloccare le reali novità, quando a loro sgradite, presentate dagli Esecutivi italiani tutti, quello di Renzi incluso così come sempre è avvenuto in passato. E come, certamente, sperimenterà anche Matteo Renzi se già non lo ha verificato sulla propria pelle.

Di Renzi mi piace l’italianità ovvero quel parlare al mondo (all’Europa in particolare) riconoscendo il dovere dell’Italia di mantenere gli impegni presi senza, per questo, sentirsi lo studente che, con fastidio malcelato, fa i compiti e si reca poi, timidamente, cappello in mano, dai professori nella speranza di un buon voto. In Renzi c’è un orgoglio italiano che forse il Paese (per i trascorsi e le magagne che mostra giornalmente) non dovrebbe provare, ma che consente, almeno a me, di sentirmi moralmente più attivo e meglio rappresentato nei confronti dei Paesi terzi.

Per chiudere. Lasciamo che Renzi lavori con tutto l’impegno di cui è capace e facciamo tutti il tifo per lui. Non dobbiamo pensare alla nostra appartenenza (destra, centro o sinistra che sia) come abbiamo fatto in altri momenti.

Si tratta invece dell’Italia, un Paese da rilanciare economicamente aprendo agli investimenti stranieri (eliminando, contemporaneamente ed il più possibile, il puzzo del marciume esistente), rilanciando i consumi e creando le condizioni per nuovi posti di lavoro e nuovi investimenti. Un compito da far tremare i polsi con rischi politici che Renzi ha accettato di correre.

Come dicevo lasciamo, ora, che Renzi, lavori. Tornerò in argomento, diciamo fra 6 mesi, per fare il punto della situazione. Allora, forse, potremo stabilire se il fiorentino Matteo è uno statista, un buffone o un parolaio senza costrutto.

Dovessi trovarlo molto simile a Berlusconi mi infastidirebbe non poco.

Buona domenica e buon futuro a tutti (con tanta speranza).

a_caneinviaggio

banzai43

Uno, due, tre: incarichi plurimi

02/02/2014

Cari amici buongiorno,

mai come in questi tempi è facile criticare la politica italiana. Sia quella della maggioranza delle intese (ampie, strette, minuscole, possibili, impossibili ma presenti etc.) sia quella delle opposizioni (distruttive, offensive, verbose, schiamazzanti, aggressive, maleducate, grillanti, incattivite, aculturate, faziose etc.).

Antique pen and inkwellPassa quasi la voglia di parlarne, data la semplicità con la quale possono trovarsi le argomentazioni da utilizzare per un discorso di critica negativa, sempre possibile.

Questo il motivo della rarefazione dei miei post aventi per oggetto la politica. Comunque sia, oggi ho deciso di fare un’eccezione. Una breve e sintetica eccezione. Intendo trattare dei cosiddetti “incarichi multipli” più volte, in passato, richiamati da quotidiani e settimanali.

Tratteggerò il può recente dei fatti. Il personaggio è Antonio Mastrapasqua, presidente dell’INPS (da ieri dimissionario) e, contemporaneamente, con molti altri incarichi, pare addirittura oltre 25. Insomma un uomo eccezionale, con il dono dell’ubiquità, attributo, un tempo, esclusivo del Padreterno.

Solo per curiosità vediamone alcuni di questi incarichi (ovviamente tutti retribuiti, forse con piccole eccezioni): “Presidente dell’INPS”, “Vice Presidente esecutivo di Equitalia spa”, “Procuratore generale dell’Ospedale Israelitico di Roma”, “Commissario Unico della Super-Inps”, “Presidente dell’immobiliare Idea-Fimit” la più grande società immobiliare italiana, “Consulente di una struttura bancaria”, “Sindaco del Consiglio d’Amministrazione di Autostrade”, “Amministratore Delegato di Italia Previdenza” nonché di “Sispi spa” e di “Litorale spa” e titolare dello studio Mastropasqua di Roma. Ho escluso, volutamente, le Sue molte altre presenze in collegi sindacali (quale Presidente o Sindaco effettivo) di Società sia a capitale pubblico che a capitale privato.

Di questi giorni, per quanto , lo riguarda,  è l’emergere di uno dei molti casi di possibile “conflitto d’interessi”. A solo titolo d’esempio quello di rimborsi non dovuti , da parte dell’INPS , all’Ospedale Israelitico, ospedale che a quanto si dice dovesse all’INPS ingenti somme  per contributi pregressi, dall’Inps non sollecitati. In ambedue le strutture il “dominus” era il Mastrapasqua!

Sta di fatto che dopo anni di “politica del salame sugli occhi” il nostro Esecutivo (Governo Enrico Letta per intendersi) ha approvato un disegno di legge “per disciplinare l’incompatibilità per tutte le posizioni di vertice degli enti pubblici nazionali, prevedendo per quelli di particolare rilevanza, un regime di esclusività volta a prevenire  situazioni di conflitto di interesse.”

Vivaddio, la politica s’è accorta che qualche cosa non andava: Ma non è detto che tale situazione vergognosa venga sanata rapidamente. A ben vedere si tratta di un disegno di legge, non ancora legge la quale, peraltro, se già esistesse avrebbe bisogno di Regolamento o Regolamenti attuativi. Quindi chi vuole sperare, speri e chi vuol dubitare dubiti.

Tralascerò altresì di approfondire le molte altre questioni che il Mastrapasqua riguardano o hanno riguardato; un solo accenno:

   – segnalato alla Corte dei Conti per rischio crediti inesigibili, rimborsi gonfiati e fatture false con possibile danno erariale ai danni dello Stato;

   – indagato dalla Procura della Repubblica di  Roma per presunte cartelle cliniche truccate;

   – oggetto di due esposti alla procura di Roma da parte di Adusbef (associazione dei consumatori): la prima ancora legata alla vicenda dei rimborsi all’Ospedale Israelitico, la seconda per la vendita dell’appartamento a Roma sede di Intesa San Paolo da parte di Idea-Fimit, già accusata di essere stata al centro di molteplici scandali immobiliari.

E potrei andare avanti almeno per un altro poco per concludere poi con parole al vetriolo, ovvero nell’unico modo apparentemente possibile.

Preferisco, invece fare due conti.

Il Dr. Mastrapasqua, come anzidetto, ha non meno di 25 attività retribuite. Quanto al Suo reddito annuo, pare essere di circa € 1.200.000 (unmilioneduecentomila euro). Così le notizia attingibili da stampa e “rete”, ovvero le mie uniche fonti a tutti disponibili.

Ora qualche considerazione: i giorni lavorativi di un anno (tenendo conto anche delle ferie) sono, generalmente, considerati pari a 220.= Il che significa che il Mastrapasqua:

     . dedica a ciascuno dei propri impieghi una media di giorni 8,8 all’anno!

     . ha una giornata lavorativa retribuita mediamente con € 5.454,5 (cinquemilaquattrocentocinquantaquattro euro e 50 centesimi) !!

     . ha un reddito annuo equivalente a quello di non meno di 153 pensionati (e ve ne sono molti) la cui pensione mensile è di circa € 600,00.= !!!

     . ha un reddito annuo equivalente a quello ben 115 fortunatissimi giovani che, contro-tendenza, hanno trovato un lavoro ad 800,00 euro al mese !!!!

Potrei andare avanti, ma mi fermo qua. Direi che le premesse per essere infastiditi, disamorati, incazzati, ci sono tutte.

Una rivoluzione (morale innanzi tutto), ovviamente senza sangue e violenze, e nel rispetto della democrazia e dell’ovvio ordine, senza degenerazioni, è più che necessaria, più che urgente, serve subito. ADESSO! Ma come frenare il popolo se dovesse, realmente, scatenare la propria comprensibile ira ?

Confesso che ero ed ancora sono innamorato dell’Italia, della sua storia, della sua ricchezza culturale, delle sue eccellenze. Poi leggo della rete idrica chebandiera perde quasi il 50% dell’acqua che vi scorre, delle mazzette che anziché sparire continuano con ritmi incrementali, dei politici di malaffare che si riempiono le tasche, dei vigili del fuoco e dei poliziotti con autopompe ed auto ferme perché mancano i soldi per il carburante, dei tribunali dove manca la carta su cui scrivere, dei richiami dell’Europa per l’esiguità delle pensioni minime, eccetera, eccetera, eccetera.

Allora, in quel momento, vorrei poter fare come davanti alla disperazione, allo sfacelo, facevano gli antichi. Mettermi in un angolo, coprirmi il capo col mantello e piangere.

Buona domenica a tutti.

a_caneinviaggio

banzai43

Sono lì lì per arrivare …

05/01/2014

 

6 gennaio 2014

RM4

Viva i Magi

speriamo bene!

Ci risiamo

21/12/2013

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Ci risiamo.

Eccoci ad un altro Natale. Ad esso seguirà un nuovo Capodanno.

Chiunque abbia coscienza sociale non potrà essere felice sino in fondo. 

Se portato a guardare in casa propria (l’Italia) per le difficoltà del nostro Paese immerso in una povertà che avanza, stanco di promesse mancate e con tanta voglia di normalità. Che strano parlare di “normalità” quasi fosse un dono e non un diritto.

Se con l’occhio rivolto al mondo: per gli ammazzamenti perpetrati in molte Nazioni, per le mancate promesse di democrazia, lo sfruttamento  generalizzato con particolarità per quello minorile, le violenze sull’altra metà del cielo, le nuove tensioni internazionali e …… tante altre tristissime situazioni.

Che tipo di auguri fare, allora? Nessun augurio. Sappiate coltivare, come anch’io farò, la speranza di tempi migliori. E’ tutto.

Affettuosamente Vostro

banzai43

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politica: dell’amore e del disamore

26/01/2013

“Se i cittadini continuano a rinchiudersi sempre più strettamente nella cerchia dei piccoli interessi domestici,  ….  si può temere che essi finiscano per diventare quasi inaccessibili alle grandi e potenti A. de Tocquevillepassioni politiche, che turbano i popoli, ma che li sviluppano e li rinnovano.  …. Io temo, lo confesso, che essi si lascino, infine, dominare da un fiacco amore per i beni presenti, che l’interesse per il loro avvenire e per quello dei loro discendenti scompaia e che preferiscano seguire pigramente il corso del loro destino più che fare, all’occorrenza, uno sforzo energico e improvviso per rimetterlo sulla giusta via” 

Alexis de Tocqueville

Cos’altro potremmo aggiungere?

Buon fine settimana a tutti gli amici.

a_caneinviaggio.

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banzai43 

Rivivere il futuro

29/12/2012

RIVIVERE IL FUTURO

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a_caneinviaggioRivivere il futuro! E’ un’affermazione che appare assurda ed è effettivamente tale se considerata in relazione alla grammatica, alla logica ed al fluire del tempo.

Ma il titolo di questo post non è un errore, non è casuale.

Ciò che voglio significare è che dobbiamo fare come altri italiani, uomini “degni”, hanno fatto in passato. Diventare come loro e sforzarci ad immaginare il nostro futuro (prossimo o lontano che sia), programmarlo e realizzarlo con caparbietà, fatica, immaginazione, spirito di fraterna solidarietà, moralità, tolleranza sociale, etica.

Rivivere il futuro prendendo nuovo esempio da ciò che seppero fare i nostri nonni, i nostri padri, capaci di immaginare la possibilità di un futuro migliore e concretizzarlo.

Per rialzarsi occorre prima cadere”. E la caduta, per noi italiani, come per altri popoli, è già avvenuta, è in corso. E’ giunta l’ora, quindi, di rialzarci, di “rivivere il futuro già sognato”, riscrivere e rivivere “il nostro futuro”.

Le future elezioni, la prossima possibilità di voto, sarà temporalmente la prima delle leve in mano a chi, come noi, vuole scrivere pagine nuove per poterle vivere in pace, con dignità, con un lavoro, con la famiglia vicino, con la saggezza dei nonni e lo stupito sorriso dei bimbi.

Rimaniamo uniti, manteniamoci vicini, siamo sereni. Imperativo è non perdere la fiducia in noi stessi.

Al momento del voto scegliamo con discernimento, diamo agli eletti la forza per operare senza perdere la possibilità ed il diritto di controllarli. Rifuggiamo dall’illusionismo, dalla false promesse, dalla demagogia.

Diamoci tutti, idealmente, una mano e salviamo. insiemel’Italia, il nostro Bel Paese, dal malaffare, dalla disgregazione fisica e morale, dall’affanno.

A tutti gli amici ed a tutti i lettori occasionali,

BUON 2013,

buon futuro.

     Affettuosamente Vostro,

banzai43

Referendum2bandiera

 

22/12/2012

W le Feste

 

In attesa di scoprire il Futuro

a Voi tutti un caldissimo ed affettuoso augurio

di Buon(issim)e   Feste

a_caneinviaggio

banzai43