Archive for the ‘Della crisi economica’ Category

Natale 2022, come un Valletto

24/12/2022

_cappellino   Eccoci, una volta ancora a vivere il Natale che come un Valletto, prepara l’ingresso di Sua Maestà, l’anno 2023, che porta con sé speranze e timori legati indissolubilmente fra loro.

Si chiude quindi il 2022 che all’Italia ha regalato un’unica nota veramente positiva: una buona ripresa del turismo inframmezzata dall’usuale dissesto idrogeologico,  da crolli, siccità, smottamenti, ghiacciai assassini, trombe d’aria nemiche dei siti balneari, frane dirompenti e così via. Mamma mia che annata!

Quanto alla vita di tutti i giorni ancora importanti, nel 2022, sono stati i negativi effetti rivenienti dalla pandemia di Covid 19 sempre presente anche se meno mortifera. Il virus è più vivo che mai attraverso le nuove varianti nonostante i continui aggiornamenti dei vaccini disponibili ed una campagna vaccinale tuttora in corso.

Politicamente, un nuovo Governo è finalmente emerso da un voto, purtroppo scarso nell’affluenza, ma democratico e popolare. Un Governo al quale, piaccia a no, si deve riconoscere scarsità di mezzi disponibili e tempi irrisori per approntare una Legge di Bilancio in parte già disegnata dai bisogni reali della popolazione tutta (aziende e privati) e vincolata (non poteva essere altrimenti), all’obbligo morale di contribuire in qualche modo  a moderare gli aumenti di gas ed elettricità (e non solo) che stanno strangolando famiglie e numerose aziende con l’eccezione di quelle che (petrolifere e farmaceutiche a solo titolo d’esempio) hanno potuto trarre e ancora traggono larghi vantaggi dall’avanzare del Covid e dall’aggressione russa all’Ucraina.

Un anno difficile da eliminare dal calendario della Storia. Un anno che ancora lascia, senza soluzione, le frizioni dell’Italia verso altri Paesi (Francia in testa) soprattutto per la ricollocazione, in Europa, dei migranti che, giornalmente, sbarcano sulle nostre coste.

E a proposito d’Europa eccoci presenti, impelagati anche con le regalie-tangenti del Quatar. Potevamo forse mancare? Nossignori.

Circa i fatti interni, grande è la confusione. Chi in precedenza, non ha saputo fare maggioranza organica ed esprimere un proprio Presidente del Consiglio, ha prima sostenuto il Governo Draghi (scelto del Presidente della Repubblica e non del Parlamento!) per farlo cadere, poi, senza rilevanti ragioni politiche spinto da interessi di bottega. Costoro vorrebbero ora dettare l’Agenda alla nuova maggioranza (piuttosto litigiosa direi), dare consigli. Allo stato trattasi di una opposizione confusa, frastagliata e inconcludente, incapace di pensare e concretizzare una linea comune armonica, coerente, metodica, rispettosa e professionale nel fissare obiettivi, modalità di spesa e relativi controlli non burocratici e rapidamente operativi.

Ciò che si autodefiniva “sinistra”  sembra non esistere più. Non si intravvedono nuovi ideali. Solo macerie con militanti del PD alla ricerca di un nuovo Segretario, forse da silurare appena eletto, capace di riproporre una nuova anima, nuove parole guida, nuove sensazioni d’appartenenza, di speranza, di fratellanza, di legame generazionale.

Credo manchino le “scuole di partito”. Là si imparava a pensare, a confrontarsi, a dibattere, ad apprendere i rudimenti per l’amministrazione di strutture pubbliche via via sempre più complesse da ascendere. Scuole di partito il cui obiettivo formativo finale era racchiuso, sempre, in una frase simile a questa: “Ricorda. Il politico è al servizio della comunità, del cittadino, del popolo più debole e deve operare con onestà, correttezza, flessibilità, studio dei problemi, confronto.”

Quale l’origine politica, oggi, di gran parte dei politici nostrani ? Da dove vengono? Hanno un sogno per il Paese? Cosa sanno realmente della politica e della lingua italiana? Che libri hanno letto per istruirsi; come si documentano; con chi e per cosa si sono confrontati negli anni? Sono capaci, se necessario, di raccogliere ed interpretare dati, di mediare? O forse si limitano, di tanto in tanto, a cercare citazioni o frase fatte, in “rete” che, forse, mal comprendono, mal utilizzano o mal traducono coi traduttori automatici (facendo figuracce)  ed essere poi irrisi da qualche giornalista più dotto che, divertito, li prende sapientemente in castagna.

Credo sia meglio ch’io smetta anche se molte sono ancora le frivolezze che potrei riportare.

Mi sono lasciato prendere la mano. Scusatemi.

Obiettivo di questo poster era solo quello di augurare a Voi tutti Buone Feste: per Natale, Capodanno, Befana e per qualche compleanno che, forse, cade fra queste festività.

Per qualche giorno, almeno, tentiamo di essere lieti; avvolti dal calore di chi ci vuol bene ed a cui vogliamo bene e dal ricordo di chi questo calore non ce lo può più dare, ma la cui presenza per noi è sempre viva.

Tanti auguri amici miei, tanti cari auguri di serenità e di buona salute. A Voi tutti un forte abbraccio e la speranza di un futuro migliore.

a_caneinviaggio                   

 

banzai43

Sacra famiglia 2


			

Natale 2021

25/12/2021

Amici miei carissimi, anche quest’anno con non poche tribolazioni, siamo giunti a Natale.

Non tutti siamo felici. Alcuni, per colpa della pandemia, hanno perso familiari o amici; altri soffrono per l’aumentata povertà, altri ancora per la perdita del lavoro. E tutto ciò sottacendo i problemi di sempre che la pandemia non ha certo eliminato, ma sicuramente aggravato.

E non è finita. Una nuova stagione politica è alle porte: Draghi starà dov’è? Ed ancora, Presidente della Repubblica uscente, Presidente della Repubblica entrante, chi sarà? L’importante è che sia una persona equilibrata, con la schiena dritta, stimato o stimabile dall’Europa e che abbia veramente a cuore il futuro dell’Italia e degli italiani.

Quanto a noi, di questi tempi, cerchiamo di continuare a vivere seguendo le regole. Cosa possiamo fare di più? e riposiamoci in famiglia, vicino agli affetti più cari. Vacciniamoci, portiamo la mascherina, ma non rinunciamo ad essere curiosi, a sorridere, a leggere, a sentir musica, a frequentare cinema e teatri, insomma a continuare a vivere. Questo l’augurio di banzai 43 a tutti Voi, forse diversi per razza, sesso, credenza religiosa e colore dei capelli, ma abitanti tutti di questa palla che volteggia nel cielo e che dobbiamo cercare di salvare da noi stessi. Buon Natale a tutti.

banzai 43

alberellodinatale

Pasqua 2021 – Pasqua di speranza

03/04/2021

Eccoci pronti a festeggiare un’altra Pasqua. E spero che il termine usato: “speranza” abbia un senso. Che il “Piano vaccini” funzioni, che gli obiettivi indicati siano raggiunti, che i poco propensi a seguire le regole siano minoranza, che i “ristori” non siano briciole e che arrivino prontamente nelle tasche dei beneficiari, che le persone in terapia intensiva si riprendano prontamente, che l’umana solidarietà rimanga tale, che …, che …, che …

Insomma,

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Buona Pasqua a tutti

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banzai43

 

delle tasse

04/03/2021

E’ cosa conveniente aver pietà dei poveri e dei miserabili, perciò nel riscuoter le tasse si deve aver loro compassione, perché è cosa dura voler trarre donde non si può. (Machiavelli, Pensieri)

dell’Ambizione, del Governo e delle maggioranze parlamentari

22/01/2021

Giuseppe Conte, anche in Senato, ha trovato una maggioranza e può continuare a governare. Ma non si tratta di maggioranza assoluta tant’è che se non riuscirà ad allargare il perimetro del consenso non avrà i numeri per far approvare le Leggi che, per il bene dell’Italia, Lui e il Suo Governo riterranno necessarie. E nelle tante Commissioni, vitali alla funzione del Governo, l’attuale maggioranza avrà vita ancor più dura. Verificheremo nei prossimi giorni.

Non è però delle traversie del Governo del Presidente del Consiglio che intendo parlare o delle vicende, talune apparentemente discutibili, che lo hanno visto attore precedentemente e successivamente al Suo incarico. A chi ne è interessato consiglio una visita all’indirizzo https://www.ilcorrieredelgiorno.it/la-doppia-faccia-di-giuseppe-conte/ 

La spinta a questo post è un “ricordo flash” di quanto avevo letto, forse, un paio d’anni or sono.  Nicola, padre di Giuseppe Conte ed ex segretario del Comune di Volturara Apula (Foggia), in una intervista, a proposito del figlio disse: “È troppo ambizioso”.

L’ambizione è cosa buona? è cosa sbagliata? Difficile dare una risposta!

M’affido, allora, a quanto detto da alcuni pensatori. Da parte Vostra, miei cari lettori, ed io con Voi, auguriamoci che la “troppa ambizione” di Giuseppe Conte lo induca, finalmente, a prendere decisioni che siano rapide e ragionate cosa che sin dal Suo primo Governo, parere in tal caso totalmente mio, non ho visto con la frequenza sperata. 

Eccovi le parole dei “saggi”

 

“Si sa bene che l’ambizione può strisciare o volare” (BURKE)

“L’ambizione s’attacca più facilmente alle anime piccole che alle grandi, come il fuoco s’appiglia più facilmente alla paglia e alle capanne che ai palazzi” (CHAMFORT)

“Lo schiavo ha un sol padrone; l’ambizioso ne ha tanti, quante sono le persone  che possono giovare alla sua fortuna” (LA BRUYERE)

“L’ambizione dovrebbe essere fatta di stoffa più solida” (SHAKESPEARE)

“L’ambizione non s’accorda affatto con la bontà: s’accorda con l’orgoglio, con l’astuzia, con la crudeltà” (TOLSTOI)

 

 

 

 

banzai43

 

Politica italiana: Liberi e Responsabili

14/01/2021

L’attualità politica italiana, al momento, appare assai confusa. Governo dimissionario o no? Difficile pensare ad una soluzione drastica come una tornata elettorale, ma altrettanto difficile è pensare che gli italiani possano accettare un nuovo Esecutivo nel quale sia cambiato poco o nulla, magari con il medesimo Presidente del Consiglio dei Ministri. Una compagine sorretta, chissà, da un gruppetto di “Responsabili” (di sinistra, di destra, di centro, con idee e culture diverse, ma tutti egualmente Responsabili. Tutti individui LIBERI, ovviamente, uomini o donne che siano, senza alcun interesse o convenienza personale. tutti in grado di operare, immediatamente, per il bene del Paese). 

In questa situazione provo un forte senso di disagio. Che bella cosa poter dire “sono un uomo libero”.  Pochi gli esempi immediatamente a disposizione. Mi rifugio allora nel “Cyrano” di Edmond Rostand il quale nel famoso monologo “No, grazie” ci rammenta a cosa si deve rinunciare per essere LIBERI.


“Orsù che dovrei fare?….
Cercarmi un protettore, eleggermi un signore,
e come l’edera, che dell’olmo tutore
accarezza il gran tronco e ne lecca la scorza,
arrampicarmi, invece di salire per forza?
No, Grazie!

Dedicare, com’usa ogni ghiottone,
dei versi ai finanzieri? Far l’arte del buffone
pur di vedere alfine le labbra di un potente,
schiudersi ad un sorriso benigno e promettente?
No, Grazie!

Saziarsi di rospi? Digerire
lo stomaco per forza dell’andare e venire?
Consumar le ginocchia? Misurar le altrui scale?
Far continui prodigi di agilità dorsale?
No, grazie!

Accarezzare con mano abile e scaltra la capra,
e intanto il cavolo innaffiare con l’altra?
E aver sempre il turibolo sotto dell’altrui mento,
per la divina gioia del mutuo incensamento?
No, grazie! (more…)

2021: Propositi per il Nuovo anno

31/12/2020

Il 2020 è agli sgoccioli e ciascuno di noi, io credo, lo vuole dimenticare al più presto.

Un anno pesante, doloroso, opprimente, pieno di paure, di lacrime, di chiusure d’aziende, di precarietà diffuse, d’instabilità familiari, di compressione dei redditi, di lontananza degli affetti e di tant’altro ancora.

Ma l’amore, nella più ampia accezione del termine, pur nelle tante limitazioni c’è ancora, motore insostituibile del sopravvivere, del vivere, dello sperare nel futuro prossimo della nostra esistenza.

Ed all’anno nascente, ed a Voi tutti, amici lettori, dedico una poesia dell’amore più classico. Una poesia scritta da un anonimo tzigano per la sua donna, il suo grande amore al quale garantisce attraverso lo scorrere dei mesi l’incessante fluire dei suoi sentimenti, del suo Amore.

 

Propositi d’amore per l’anno nuovo 

Di gennaio vi amerò per la vostra fronte,
bianca e ampia come una chiostra di montagne.

Di febbraio vi amerò per le vostre ciglia,
leggere e morbide come il pelo del capriolo.

Di marzo vi amerò per le vostre labbra,
tenere e rosse come la scorza del sole alto nel cielo.

D’aprile vi amerò per il vostro seno,
che è rotondo e dolce come la mela selvatica.

Di maggio vi amerò per il vostro ventre,
che è morbido e sinuoso come un anfratto tra le colline.

Di giugno vi amerò per le vostre gambe,
che sono alte e flessuose come le colonne tortili del portico.

Di luglio vi amerò per i vostri piedi,
bianchi e timidi come le ninfee socchiuse sullo stagno.

Di agosto vi amerò per la vostra voce,
roca e fonda come l’acqua ribollente dei torrenti.

Di settembre vi amerò per il vostro sorriso,
misterioso e sfuggente come il ventaglio delle nostre madri.

D’ottobre vi amerò per i vostri genitori,
che mi hanno fatto il regalo di mettervi al mondo.

Di novembre vi amerò per la vostra promessa,
che mi sposerete al calare della terza luna.

Di dicembre vi amerò per la vostra fedeltà,
perché amerete me, soltanto me, sino alla fine dei giorni.

Anonimo tzigano  

 

 

Stiamo per girare l’angolo. Il 2021 ci aspetta. E noi … ?

24/12/2020

Amici cari, eccomi tornato dopo un’assenza non breve. Assenza non dipesa da me. Ai primi di novembre son caduto in bicicletta: frattura del polso (ingessato) rottura del femore (operato). Ora son quasi a posto. Cammino da qualche giorno con una sola stampella e le cose stanno andando per il meglio. Qualche giorno ancora e sarò come nuovo.

Spiegato il ritardo passiamo agli eventi.

Anche questo anno (da carcerati) sta per finire. Il Natale si preannuncia scialbo, i parenti confinati, gli amici lontani, le città imbavagliate, le giornate fotocopie l’una dell’altra, … e le persone non cantano più dai balconi. Anche i tricolori sono sempre meno numerosi, spesso slavati e talvolta con strappi, risultato delle intemperie e dall’incuria di chi li aveva esposti con risorgimentale sicurezza. Insomma, una tristezza!

Nonostante tutto, però, in un remoto angolo dell’anima, la speranza non smette di pensare che, prima o poi, riproverà (e se necessario lo farà più volte) a fiorire nuovamente.

E allora, cari amici, Buone Feste, a Voi tutti nell’attesa di un nuovo anno meno faticoso, meno pericoloso, meno tedioso ed apprensivo di quello che stiamo per mettere alla porta.

Idealmente, gettiamo tutti la mascher(in)a e con un abbraccio (rigorosamente virtuale) promettiamo di rivederci e risentirci, al più presto ed in perfetta salute.

 

  banzai43

 

 

 

Buona Pasqua

11/04/2020

 

della saggezza e dell’errore

15/03/2020

Noi apprendiamo la saggezza più dall’insuccesso che dal successo. Spesso scopriamo ciò che andrà bene trovando ciò che non andrà bene, e probabilmente chi non commise mai un errore non scoprirà mai nulla.

SMILES, Self-Help

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