Archive for the ‘Dei miei poeti preferiti’ Category

dalla Grecia: Costantino Kavafis

17/02/2018

Quanto più puoi

Farla non puoi, la vita,

come vorresti? Almeno questo tenta

quanto più puoi: non la svilire troppo

nell’assiduo contatto della gente,

nell’assiduo gestire e nelle ciance.

Non la svilire a furia di recarla

così sovente in giro, e con l’esporla

alla dissennatezza quotidiana

di commerci e rapporti,

sin che divenga una straniera uggiosa.

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dalla Germania: Hermann Hesse

12/02/2018

Giovinezza, dolce sogno?

Notti e notti la fronte tra le mani
chino, ho vegliato sui libri
ciò che cercavo non l’ho trovato,
ciò che ho trovato l’ho per anni da allora dimenticato.

Per notti e notti, con la bocca ardente
fui zimbello di belle donne
e mi fu svelato il mistero dell’amore
acceso di voluttà e ricco d’onore.

Per notti e notti assorto e solitario
nella notte confusa dal vino e dall’ebbrezza
ora siedo e mi sento sprofondare
e le sue luci ammiccan come spettri.

Sapienza tanto a lungo inseguita
parole, canzoni sono maturate in me,
ma le lascio silenziose e inespresse
ondeggiare verso i tramonti blu.

Hermann Hesse

dall’Austria: Hugo von Hofmannsthal

01/02/2018

Canzone di viaggio

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Le acque precipitano, per ingoiarci,

Crollano i sassi per ammazzarci,

Calano già, con ali robuste,

Su noi uccelli di rapina.

Ma a valle si stende un paese

Che nei laghi senza età

Specchia frutti senza fine.

Fronti di marmo e bordi di fontane

Emergono da campi fioriti,

E soffiano i venti leggeri.

da Santa Lucia (Caraibi): Derek Walcott

27/01/2018

Il pugno

 

Il pugno stretto intorno al mio core

si allenta un poco, e io respiro ansioso

luce; ma già preme

di nuovo. Quando mai non ho amato

la pena dell’amore? Ma questa si è spinta

oltre l’amore fino alla mania. Questa

ha la forte stretta del demente, questa

si aggrappa   alla cornice della non-ragione, prima

di sprofondare urlando nell’abisso.

Tieni duro allora, cuore. Così almeno vivi.

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……….Derek Walcott

(Nobel per la letteratura 1992)

dall’Irlanda: Seamus Heaney (Nobel 1995 per la letteratura)

22/01/2018

Nello Iowa

 

Nello Iowa una volta, tra i Mennoniti

in una fitta tormenta, portato tutto il pomeriggio

attraverso un nevischio che tempestava il parabrezza

e dall’energico andirivieni assolutorio del tergicristallo,

vidi abbandonata nello spazio aperto di un campo

dove lo sfibrato granoturco segnava la neve,

una moto-falciatrice. La neve colmava il sedile di ferro,

accumulava su ogni ruota un grosso sopracciglio bianco

e toglieva smalto al grasso dei neri ingranaggi dentati.

In verità uscii da quella desolazione

come un non battezzato che aveva conosciuto la tenebra

alla terza ora ed il velo squarciato.

Nello Iowa, una volta. Tra la fanghiglia, il fiotto e il fischio

di acque non divise ma in ascesa.

dagli USA: Thomas S. Eliot

19/01/2018

 

IL GATTO MORGAN SI PRESENTA

Una volta ero un pirata e navigavo i sette mari,
Ma ora sono in pensione e ho un posto tranquillo:
Sicché mi troverete a curare i miei affari
E sorvegliare la porta di una piazza di Bloomsbury.

Ho un debole per le pernici, vado pazzo per i fagiani,
E la panna di Devon la bevo in un piattino;
Ma mi accontento di un bicchiere se offre la casa
Con un boccone di pesce quando ho finito il mio giro.

Non ho raffinatezze, i miei modi son rozzi,
Ma la mia giacca è di buon taglio, e so farmi onore;
E poi tutti dicono, e mi sembra che basti:
“Morgan è imbattibile, ha proprio un gran cuore”.

Ho viaggiato parecchio nelle terre di Barberia,
E la mia voce non ha le note dell’organo;
Eppure posso affermare, senza vanteria,
Che le ragazze hanno un debole per Morgan.

Dunque se avete affari con Faber, o Faber,
Vi do questo consiglio per avere successo:
Risparmierete tempo, risparmierete fatica
Se farete amicizia col Gatto all’ingresso.

dal Brasile: Murilo Mendes

17/01/2018
da  I QUATTRO ELEMENTI

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AD UN GABBIANO

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Gabbiano aviatore da quale mondo vieni

verso quale mondo vai?

I demoni a qualunque ora ti prendono

dimmi se hai visto la mia amata nell’eternità

dimmi se la Vergine Maria ti ha accolto

o se la mia amata ha scritto il mio nome

sulla sabbia dell’eternità.

MURILO MENDES
Juiz de Fora (Brasile 1901 - Lisbona (Portogallo) 1975
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dall’Italia: Pietro Metastasio

16/01/2018

 

Più non sembra ardito e fiero

            quel leon che prigioniero

            a soffrir di sua catena

            lungamente s’avvezzò.

 

Ma se un giorno i lacci spezza,

            si ricorda la fierezza

            ed al primo suo ruggito

            vede il volto impallidito

            di chi prima l’insultò.

PIETRO METASTASIO   da  Ariette dai Melodrammi

									

dalla Russia: Iosip Brodskij

10/01/2018
dalle “Strofe veneziane”
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Nessuno ha nulla da fare qui, la notte. Né un’ugola d’oro

né la dolce Duse. Batte un tacco solitario

sopra l’acciottolato.

La vostra ombra, come un tremante carbonaro,

si allontana da voi sotto il fanale

ed espira vapore. Di notte noi si chiacchiera

col nostro stesso eco: il fiato caldo inzacchera

il vetro trasudato di quest’acquario in marmo, vuoto,

      l’ideale

per ogni risonanza.

 

dall’Italia: Giuseppe Ungaretti

10/03/2017

P  e  s  o

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          Quel contadino

si affida alla medaglia

di Sant’Antonio

e va leggero

          Ma ben sola e ben nuda

senza miraggio

porto la mia anima.

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