Archive for the ‘Dal cuore antico della Grecia’ Category

dei politici e della politica

02/02/2021

A tutti gli amici lettori ecco alcuni frammenti del pensiero di Eraclito, filosofo di Efeso

“Agli uomini sfugge quello che fanno da svegli proprio come dimenticano ciò che sognano dormendo.” 

“Spesso gli uomini odono ma non intendono, come i sordi. Per loro vale il famoso detto: “son qui ma sono via.”

“Il popolo deve battersi per la legge come si batterebbe per la difesa delle mura della sua città.”

“Gli elementi contrastanti si accordano e da ciò che discorda deriva la più bella armonia.”

Disse Socrate (secondo Platone, nel Teeteto) …

24/01/2020

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Sono il figlio di una levatrice, e la mia arte è come quella di mia madre; la sola differenza è che i miei pazienti sono uomini e non donne, e che io mi occupo non del corpo ma dell’anima.

dalla terra all’anima

29/10/2019

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Dalla terra nasce l’acqua, dall’acqua nasce l’anima.

Eraclito di Efeso, filosofo

dell’utilità della ricchezza

22/02/2019

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Pare Platone dicesse …

“Le ricchezze sono di un grande aiuto nella vita e sotto questo aspetto per me sono preziose: esse fanno sì che una gran parte di coloro che le possiedono non siano esposti a ingannare i loro simili e a mentire.”

Estate, vacanze, mare

06/08/2018

E’ nuovamente estate, un’altra stagione da vivere. Viaggi, scoperte (e riscoperte), riposo e stanchezza rilassata delle notti “tirate” sino all’alba, magari in spiaggia a giocare con l’onda ad assaporarne la salinità in attesa del primo sole e, alte all’orizzonte, le prime barche in ritorno col pescato. Pensieri di mare amico, dal rilassante sciabordio verso la riva, musica primeva che culla, che diluisce i pensieri e poi li annulla, che ristora e rilassa. Mare fraterno!

Conrad però scrisse: “The sea has never been friendly” e, forse, gli antichi sarebbero stati d’accordo con lui considerato che già da Omero, “il mare è l’elemento ingovernabile, insondabile e infido per eccellenza, simbolica rappresentanza dell’instabilità e della precarietà dell’esistenza umana.” (Giorgio Ieranò: Arcipelago, Ed. Einaudi).

Ma eccovi cosa scrisse, esattamente, Joseph Conrad a proposito del mare.

“Mai il mare è stato amico dell’uomo, nonostante tutto ciò che si è detto dell’amore che certe nature (a terra) professano di sentire per lui, nonostante tutte le celebrazioni di cui è stato oggetto in prosa e in poesia. Tutt’al più è stato complice dell’umana irrequietezza, e ha svolto la parte di pericoloso istigatore di ambizioni universali. Leale con nessuna razza umana com’è leale la tenera terra, il mare che rifiuta ogni impronta che deriva dal valore, dalla fatica, dall’abnegazione, che non riconosce alcun dominio come definitivo, non ha mai adottato la causa dei suoi padroni come hanno fatto invece quelle terre dove le nazioni vittoriose del genere umano hanno messo radici , dondolando le loro culle e innalzando le loro pietre tombali. Stolto è colui -uomo o popolo- che, confidando nell’amicizia del mare, trascura la forza e l’astuzia della sua mano destra!  Quasi fosse troppo grande, troppo potente per le virtù ordinarie, l’oceano non ha compassione, non fede, non legge, non memoria.”

(J. Conrad, Lo specchio del mare (1906)