Archive for the ‘Cenni di politica’ Category

del sangue e dell’amicizia

11/03/2018

“Il sangue potrà essere denso, ma non sarà mai solido quanto l’amicizia” 

VIET THANH NGUYEN, 
dal romanzo "Il simpatizzante"
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dei NON perdenti, dei MANCATI vincitori, dell’importanza dei VINTI

10/03/2018

….

Il ricorso alle urne è avvenuto e già accantonato. Chi ancora parla di politica lo fa per valutarne l’esito a livello nazionale, tralasciando l’ambito regionale perché, obiettivamente, conclusosi con risultati scontati, forse non nelle percentuali, ma certamente nell’esito finale.

A livello Paese, invece, che sconquasso. Ma chi è il vincitore? chi i perdenti?

La cosa che più m’aveva colpito immediatamente prima del voto, facendomi riflettere che sarebbero state elezioni “diverse dal solito”, era il gran numero di  spazi pubblicitari vuoti messi a disposizione dal Comune di Milano. Una cosa inaudita. Mai successa in precedenza.

Circa il risultato elettorale, a ben vedere è impossibile, al momento, dare etichette.

Chi ha vinto, chi ha perso? Dare una risposta, ora, è tutt’altro che facile.

La recente “Legge elettorale” (il famigerato “Rosatellum”) dovrebbe, per volontà di contenuto, favorire le coalizioni  e, quindi, la destra di Salvini-Berlusconi & C. la quale, a conti fatti, ha avuto più consensi di tutti. Ma con quale coraggio definire “vincente” una coalizione il cui risultato numerico, certamente più che eccellente, è insufficiente a governare senza l’aiuto di qualcuno che, al momento, pare non esserci. Ergo, ancorché certamente NON perdente, la coalizione a trazione Lega NON può essere considerata vincente.

Quanto al “Movimento cinque stelle”, pur beneficiato da un risultato elettorale clamoroso, la situazione è poco dissimile ancorché sia il partito in testa ai consensi col numero massimo dei voti raccolti. Certamente NON è perdente, ma NON può dichiararsi vincente, in quanto manca di forze proprie per governare in solitudine. Anch’esso, per formare un Governo, necessita di qualcuno che, al momento, pare non esserci.

Chi appare PERDENTE CERTO ed è difficile negarlo è il Partito Democratico, ma forse, chissà …….

Punito in modo assoluto dal proprio ex elettorato, sanguinante dopo il colpo di maglio elettorale subìto, ancora frastornato per la recente, sciagurata e dolorosa, scissione sopportata (forse non l’ultima, come la disgraziata storia della sinistra insegna), il PD pare poter ancora disporre di un futuro.

Infatti, con qualche “responsabile” rubacchiato qua e là (voltagabbana se ne trovano sempre, basta pagarli) il PD pare essere  la forza politica che più verrà corteggiata perché più che mai necessaria alla formazione di un nuovo Governo italiano la definizione del quale, certamente, i giornali di gran fantasia del Bel Paese non faranno fatica ad inventare.

Un PD come ago della bilancia? e se si a quale prezzo? Dentro il Governo? con sostegno dall’esterno? o all’opposizione dura per favorire, forse, con nuove elezioni, a breve, il proprio attuale e definitivo suicidio politico?

Il PD quindi, nonostante la tragedia che sta vivendo e le nubi di tempesta che gli nascondono  l’orizzonte, potrebbe avere, ancora, un importante ruolo politico, fors’anche primario seppur, ragionevolmente, per una durata che immagino, piuttosto limitata.

Al momento, come tutti, starò alla finestra per vedere quali alleanze si formeranno (o no) per dare nuovi Presidenti alla due Camere del Parlamento per poi, e  non vorrei essere al posto di Mattarella, affidarmi alla lungimiranza (spero) del Presidente della Repubblica che ha il dovere di sbrogliare una matassa assai aggrovigliata. 

Confido nella sua saggezza e in un ritorno del “senso dello Stato” e della “ricerca del bene comune” da parte di tutti i parlamentari, di tutti i partiti, in primis da quelli PD.

Spero sia chiaro a coloro che entreranno in Parlamento che varcandone la soglia, hanno giurato, di fatto, che opereranno per il bene della Nazione salvaguardandone la storia, le tradizioni, i confini, la differenza di genere, la dignità dei singoli, l’accettazione della diversità, il rispetto del principio d’accoglienza e perché no anche il corretto uso della lingua.

Più che mai sono necessarie politiche per un futuro di “sociale garanzia” che altro non è, con altre parole, che affermare la necessità di un lavoro per tutti con una retribuzione, decente, che permetta di vivere.

Viva la Repubblica, viva la democrazia, viva l’Italia.

..

..banzai43 

 

Dal Cile: Metafora politica (H. Rivera Letelier)

03/03/2018

Z O O L I L O Q U I O

Tubai e mi fecero mangiare nella mano

Ragliai e mi alleggerirono il carico

Abbaiai e mi accarezzarono la schiena

Ruggii e fui unto re

Parlai …

e da allora sono solo.

Hernàn Rivera Letelier

della consapevolezza di sé

02/03/2018

Dire di sé meno di quel che si deve dire, è sciocchezza e non modestia; apprezzarsi meno di quel che si vale, è viltà e pusillanimità: nessuna virtù ama il falso.

MONTAIGNE, Essais

Povera Italia: 4 marzo 2018 sempre più vicino

01/03/2018

Senza orizzonte

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Mi manca l’orizzonte,

la speranza,

il calore affettuoso

degli amici,

il marciar

a obiettivi già segnati.

….

Povera Italia.

Vascello senza chiglia

senza prora né poppa,

col timone divelto,

le vele già strappate,

alla deriva.

..

Altre rotte e

timonier diversi

per riprendere il mare

a questa nave.

Altri traguardi.

Nuove forze in gioco.

banzai43

del Governo e del governare

28/02/2018

Il vero governo deve assomigliare a una feconda pioggia estiva che bagna, senza che si oda, l’arida terra. Sono vissuti governanti che facevano muovere la macchina dello Stato con tale fracasso, strepito, trambusto, scricchiolio e impeto, che era da temere da un momento all’altro che essi o la macchina dovessero andare in frantumi.

F. M. KLINGER

Non si deve avere né amore né odio per gli uomini che stanno al governo. Si deve avere per essi lo stesso sentimento che si ha per un cocchiere: conduce bene o conduce male, ecco tutto.

A. DE VIGNY

Gli uomini governano il mondo, e le donne i loro uomini. Che altro vogliono?

B. GOLTZ

Al voto con onesta consapevolezza

25/02/2018

Il peggio assoluto non esiste, così come il meglio assoluto.

Se è vero che la politica è l’arte del possibile, dobbiamo evitare di premiare col voto coloro che attorno a sé non vedono che nemici e non , come dovrebbe essere, degli avversari. In una situazione di tal fatta, come poter fare accordi col nemico? Solo per dissimulare le proprie intenzioni e sbranarsi, poi, alla prima occasione?

L’ingiuriarsi ora rende difficile, poi, ricercare accordi che, ancorché trovati nonostante tutto, risulterebbero incomprensibili a chi ha espresso, andando a votare, un voto consapevole e, a suo giudizio, equilibrato.

Ergo, andiamo tutti a votare, ma non a favore di chi predica anche se in forma edulcorata, la violenza e la sopraffazione come “metodo” per riportare l’ordine o, come talvolta vien detto e scritto, portare ad un “nuovo” ordine.

Dare un voto a qualcuno significa dare un mandato di rappresentanza a chi crediamo possa governare il Paese con serietà, onestà e lungimiranza, in modo da accrescere la nostra credibilità nel mondo; significa dare una delega a chi possa, crediamo ovunque, rappresentare l’Italia come una nazione seria, civile, inclusiva, moderna, laboriosa, in cammino verso una maggiore equità sociale, capace di pensare e realizzare, politiche di sviluppo scolastico e tecnologie che aprano, ai giovani, nuovi orizzonti, nuove prospettive, nuove opportunità.

Questa l’Italia che vorrei e per la quale, il 4 marzo 2018, andrò a votare con timore, ma con tanta speranza.

Buon voto a tutti.

Vita l’Italia: Repubblicana, Libera, Onesta, Democratica.

 

banzai43

 

Verso il 4 Marzo 2018 -Milena Gabbanelli dice …

25/02/2018

Elezioni. Sempre più vicine.

Rinnovo il mio invito perché tutti vadano a votare. A votare per chi vogliono, ma consapevoli che ….

Val la pena di ascoltare … e cercare, poi, di scegliere per il meglio.

banzai43

 

la politica dell’apparenza

24/02/2018

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“Il popolo è un pessimo giudice: nella sua stoltezza per lo più onora chi non lo merita, perché stupidamente crede all’apparenza”

Quinto Orazio Flacco

il 4 Marzo è dietro l’angolo

24/02/2018

Amici miei buondì. Il 4 Marzo 2018 è a due passi da noi, dietro l’angolo come si suol dire.

Come ad ogni tornata elettorale anche questa volta esorto tutti ad andare a votare, perché dopo averlo fatto ed aver dato il voto a chi volete, avrete acquisito un diritto altrimenti non presente fra le vostre possibilità: il “diritto di reclamo” o, se preferite, il “diritto di critica”. Non andare a votare ed essere, eventualmente,  deluso del risultato elettorale equivale ad essersi fatti male con le proprie mani, con la propria assenza dalla vita politica del Paese.

Al riguardo, forse, non è male ricordare questo pensiero di Orazio

“Avere guai per colpa del destino non è la stessa cosa che averne per colpa propria”

Al voto, quindi, tutti al voto.

In amicizia.

 

 

 

 

..banzai43