Presidenziali. Siamo agli sgoccioli. Ed io dico la mia

Innanzi tutto un grazie, caloroso, al Presidente uscente Sergio Mazzarella. Ha rappresentato l’Italia in modo degno, attraversato mari tempestosi e affrontato momenti difficili. Ha operato, sempre, in modo cortese, ma fermo facendo sentire la propria voce, sicura, quando lo ha ritenuto necessario. Grazie!

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Posto questa nota oggi, prima che Silvio Berlusconi sciolga la riserva circa la sua candidatura, per poter esprimere il mio pensiero, senza il timore di generare fraintendimenti.
Non amo Silvio Berlusconi e non lo vorrei al Quirinale, ma se diventasse il prossimo Presidente della Repubblica Italiana sarebbe anche il mio Presidente. Sarei, pertanto, pronto, se del caso a rimbrottare chi, italiano o straniero, dovesse criticarlo scioccamente o irriderlo. Sarebbe un comportamento contro l’Italia, e questo non potrei permetterlo.
Quanto a Draghi, preferirei rimanesse dov’è, pur consapevole del prestigio nazionale e internazionale di cui è portatore e dell’autorevolezza e, forse, della stabilità che potrebbe dare all’Italia, in qualità di Presidente della Repubblica, con un settennato al vertice del nostro Paese. Contro di Lui gioca il mio timore di dissolvimento o, peggio, frantumazione del Governo da Lui guidato con buon senso, capacità di mediazione e sicurezza.
Passiamo, ora, alle mie impossibili predilezioni.
Due sono le persone che vorrei potessero vestire i panni del prossimo Presidente della Repubblica italiana (non ho particolari preferenze), ambedue di vasta cultura e con un passato politico non indifferente e, sino a riprova del contrario, scevri d’accuse che ne insozzino l’immagine: Walter Veltroni e Valdo Spini.
Uomini di sinistra, ambedue ex Ministri, romano il primo e fiorentino il secondo.
Veltroni: politico, giornalista, scrittore, regista. Nella mia mente persona seria, sindaco di Roma poco chiacchierato, rispettato dai più.
Spini: uomo di grande cultura, equilibrato, buon mediatore, anch’esso mai chiacchierato. In passato Ministro dell’ambiente (realmente presente e capace), portatore e attivista di varie attività umanitarie eredità, forse, del suo nascere valdese.
Ambedue, a mio giudizio, potrebbero ben rappresentare l’Italia in modo serio, elegante e convincente.
Questo, esposte le mie convinzioni, è tutto.
Sia l’uno che l’altro, è quasi certo, non diverranno Presidente, ma essendo in Democrazia ero libero di dire la mia e così … l’ho fatto!
Al nuovo prossimo Presidente: “Tanti auguri di Buon Lavoro”.

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banzai43

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