dall’Italia: Giovanni Pascoli

Momento attuale difficile per la nostra Nazione per la Nostra Patria. Ricordiamoci, allora, delle nostre glorie: Pascoli, una di esse.

……  ALEXANDROS

.

.

.

.

.

..

.

..

.

.

– Giungemmo: è il Fine. O sacro Araldo, squilla!
Non altra terra se non là, nell’aria,
quella che in mezzo del brocchier vi brilla,

o Pezetèri: errante e solitaria
terra, inaccessa. Dall’ultima sponda
vedete là, mistofori di Caria,

l’ultimo fiume Oceano senz’onda.
O venuti dall’Haemo e dal Carmelo,
ecco, la terra sfuma e si profonda

dentro la notte fulgida del cielo.

Fiumane che passai! voi la foresta
immota nella chiara acqua portate,
portate il cupo mormorìo, che resta.

Montagne che varcai! dopo varcate,
sì grande spazio di su voi non pare,
che maggior prima non lo invidïate.

Azzurri, come il cielo, come il mare,
o monti! o fiumi! era miglior pensiero
ristare, non guardare oltre, sognare:

il sogno è l’infinita ombra del Vero.

Oh! più felice, quanto più cammino
m’era d’innanzi; quanto più cimenti,
quanto più dubbi, quanto più destino!

Ad Isso, quando divampava ai vènti
notturno il campo, con le mille schiere,
e i carri oscuri e gl’infiniti armenti.

A Pella! quando nelle lunghe sere
inseguivamo, o mio Capo di toro,
il sole; il sole che tra selve nere,

sempre più lungi, ardea come un tesoro.

Figlio d’Amynta!  io non sapea di meta
allor che mossi. Un nomo di tra le are
intonava Timotheo, l’auleta:

soffio possente d’un fatale andare,
oltre la morte; e m’è nel cuor, presente
come in conchiglia murmure di mare.

O squillo acuto, o spirito possente,
che passi in alto e gridi, che ti segua!
ma questo è il Fine, è l’Oceano, il Niente…

e il canto passa ed oltre noi dilegua. –

E così, piange, poi che giunse anelo:
piange dall’occhio nero come morte;
piange dall’occhio azzurro come cielo.

Ché si fa sempre (tale è la sua sorte)
nell’occhio nero lo sperar, più vano;
nell’occhio azzurro il desiar,  più forte.

Egli ode belve fremere lontano,
egli ode forze incognite, incessanti,
passargli a fronte nell’immenso piano,

come trotto di mandre d’elefanti.

In tanto nell’Epiro aspra e montana
filano le sue vergini sorelle
pel dolce Assente la milesia lana.

A tarda notte, tra le industri ancelle,
torcono il fuso con le ceree dita;
e il vento passa e passano le stelle.

Olympiàs in un sogno smarrita
ascolta il lungo favellìo d’un fonte,
ascolta nella cava ombra infinita

le grandi quercie bisbigliar sul monte.

3 Risposte to “dall’Italia: Giovanni Pascoli”

  1. Caterina Milanesio Says:

    Momento difficile davvero, per la nostra salute e per l’economia mondiale. Ci vorrà molto tempo per ritornare come prima. Speriamo nella medicina, facciamo attenzione e speriamo anche in un po’ di fortuna. Un abbraccio!

    https://viracconto1.blogspot.com

  2. banzai43 Says:

    Ciao Kat, spero che Tu e la Tua famiglia siate in buona salute. Sù con la vita. Ricambio l’abbraccio. banzai43

  3. Caterina Milanesio Says:

    Sì, per ora stiamo tutti bene. Comunque il Covid ha colpito un cugino di mio marito che se l’è vista abbastanza brutta ( ora è in convalescenza, per fortuna) e questo ha reso la situazione di pericolo molto più reale. Sembra sempre che certi mali siano lontani da noi, invece..
    Tu e la tua famiglia state bene? Lombardia e Piemonte sono regioni fortemente a rischio…possiamo darci la mano!
    Speriamo in bene, mettiamocela tutta a stare attenti e speriamo anche in un po’ di fortuna!
    Un abbraccio!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: