dell’Albania: Anilda Ibrahimi

dell’esilio e della poesia

… Non porto la poesia con me da sempre, ma mi capita di incontrarla così per caso, qualche volta.
Dicono che scrivo poesia “dell’esilio”, ma ciò che mi preoccupa è proprio la temporalità di questo esilio.
Ho sempre pensato che tutti siamo in esilio; mi sono sentita in esilio con gli altri, tra gli altri.
Si può fuggire il tempo, fuggire verso la temporalità senza tempo, dove il passato, il presente, il futuro possono coesistere … in esilio.
Sono costretta a creare una soggettività attraverso la quale cerco di raggiungere i miei sogni.
Il ripensamento del passato mi costringe in un non luogo senza suoni, colori, giorni.
E’ necessario raggiungere i luoghi del passato dentro se stessi.
Crearli forse, in un movimento continuo fuori dal tempo, come la poesia.

Anilda Ibrahimi

Scrittrice albanese. Vive in Italia.
Ha pubblicato per i tipi di Einaudi

 

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