del tangentismo, del corretto giudizio (… e dei veti politici, spesso incrociati)

DemosteneIl corretto giudizio è possibile (solo) quando si giudichi senza riguardo agli interessi personali, senza alcun guadagno in relazione alla funzione, in quel momento, di giudice.

A tal proposito, nel 346 a.C., Demostene, celebre oratore, parlando agli ateniesi, disse:

“… Quando invece su uno dei due piatti di una bilancia, si ponga del denaro, questo fa inclinare la bilancia dalla sua parte e trascina con sé il giudizio, e chi ha ricevuto del denaro non può più ragionare rettamente e sanamente su alcuna cosa.”

Son passati 2.360 anni e l’uomo-politico pare immutato; le decisioni “a favore del popolo” continuano a difettare; non così quelle a favore proprio e del proprio “entourage” o del “cerchio magico” di riferimento. Forse è giunto, veramente, il momento di pregare prima che anche le formiche s’incazzino!

Buona domenica.

banzai43

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