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Omar Khayyam: 966 anni or sono

01/06/2014
Tomba di Omar KhayyamA Nishapur, città del Khorasan (Persia nord orientale), il 31 maggio 1048 nasceva Omar Khayyam (letteralmente “fabbricatore di tende”, probabile professione del padre). Fu, forse, condiscepolo di Hasan-e Sabbah, il capo dei famigerati “assassini”, il Vecchio della Montagna, noto in occidente perché citato nei racconti di Marco Polo.
Le più antiche biografie di Omar ne parlano come di uno scienziato, cultore di astronomia, matematica, filosofia e teologia. La sua maggior fama, anche nel suo Paese d’origine, è dovuta però alla sua vena di poeta, in particolare per le sue “quartine” (Roba’iyyat) già, a quel tempo genere letterario adatto ad esprimere, con immediatezza, l’espressione occasionale di un sentimento fugace, pronto a dissolversi come un sogno, con la stessa rapidità con la quale è giunto.
Certamente fu, già in vita, personaggio controverso: razionalista negatore di ogni dogma religioso, scettico, forse anche ateo per alcuni, un mistico per altri, solo uno studioso di grande sensibilità, per taluni, che nella forma sintetica delle quartine cercò di esprimere i risultati sconsolati della propria ricerca poiché  “le azioni sovrane di Dio sono incommensurabili alla saggezza dell’uomo”  (così Alessandro Bausani).
Morì a Nishapur, dove era nato, il 4 dicembre di un anno compreso fra il 1126 ed il 1131. Per ricordarlo nell’anniversario della nascita eccovi, allora, cari amici, quattro dei suoi pensieri.

(Nell’immagine la tomba di Omar Khayyam)

Il Creatore, allorquando plasmò adorne forme e nature,  

Per qual ragione mai le gettò sotto imperio di morte?

Se ben riuscita era l’Opera, perché mandarla in frantumi?

E se mal riuscita era, di chi, dunque la colpa?

…………….

Oltre il vel del Mistero a nessuno è dato passare,

E come agisce la Vita  nessuno conosce;

Nessuna mèta abbiamo eccetto che in seno alla terra.

Bevi vino, bevi, ché storia lunga è questa.

…………….

Ogni granello di terra nascosto in seno alla Terra

Prima di me, prima di te, fu forse Corona e Gioiello.

Da volto gentile dunque la polvere tergi più dolce,

Ché quella polvere, un tempo, fu forse volto gentile.

…………….

Puri venimmo dal Nulla, e ce ne andammo impuri.

Lieti entrammo nel Mondo, e ce ne partimmo tristi.

Ci accese un Fuoco nel cuore l’Acqua degli occhi:

La vita al vento gettammo, e poi ci accolse la Terra.

Khayyam