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dell’uomo politico: meriti e demeriti

20/10/2012

Ciao a tutti gli amici ed ai lettori occasionali,

   certo non sono uomo né di destra né di centro; sto un poco più in là, in modo democraticamente moderato,  mi infastidiscono gli abusi (tutti) e gli eccessi (tutti anch’essi) finanziari, verbali e non.

   Ciò detto, per un paio di ragioni molto personali, sono moralmente in debito con due uomini che stanno “a destra” e che, se mi conoscessero personalmente, capirebbero, immediatamente, che da me non riceveranno, prossimamente, alcun voto. Trattasi di Albertini, ex sindaco di Milano e Formigoni, attuale Presidente della Regione Lombardia, fuoriuscente dall’incarico, che spero non verrà ricandidato.

Il primo debito è verso Albertini che in prossimità di alcuni Natali or sono ricollocò, di fronte al Castello Sforzesco, una bella e grande fontana (per la forma i milanesi l’avevano soprannominata “la torta degli sposi”) smontata, anni prima, per la costruzione d’una delle reti della metropolitana cittadina. La risistemazione in loco era stata più volte promessa dalle giunte di sinistra degli anni precedenti. Promesse fallaci!

Albertini provvide. La fontana, ben ripulita e bella nel suo candore, venne ricollocata là dove era originariamente ed io ebbi così, in dono, un tuffo nella mia passata e spensierata giovinezza. A quella fontana, in estate, ragazzino, immergevo la testa per rinfrescarmi dopo aver lungamente giocato all’interno del Parco Sempione, alle spalle del castello anzidetto. Rivederla in funzione, in tutto il suo umido fulgore, nel freddo invernale, mi ha molto commosso; ho rivissuto momenti particolari, come quello legato ad una fotografia fatta con mamma e papà che da oltre trent’anni non sono più vicini né a me né ai loro nipoti.

Il secondo debito è verso Formigoni il quale, prescindendo dall’Everest di peccati di vario tipo che, probabilmente, possono essergli attribuiti ha il merito, a Milano, ma credo anche altrove in Lombardia, d’aver dato una spinta all’architettura d’una città non solo assopita, ma profondamente addormentata, rasente il coma. 

Lo svettare di alti palazzi finiti ed in via di completamento, la meraviglia della complessa struttura del sinuoso palazzo della Regione Lombardia (da me visitato sino alla cima), cantieri a raffica ovunque, promesse di altre meraviglie sfavillanti, giardini nuovi ed altri risistemati, portano la certa impronta del Celeste.  E di queste cose e del nuovo skyline di Milano ne sono, come cittadino, orgoglioso. Sento che, nonostante la crisi, Milano ha riacceso i motori, ha ripreso a vivere e tenterà, una volta ancora, di ripartire.

I miei debiti con la destra politica “di casa mia” finiscono qui. Troppo distanti da essa il mio modo di vedere le cose, la mia sete di giustizia, il mio senso morale, il mio ideale di società. Ma tant’è. Questo mi sentivo di dire e questo ho detto.

Viva gli italiani onesti, viva l’Italia. Che Dio ci protegga e protegga questo Paese. A Voi tutti buon fine settimana e buon futuro.

 

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banzai43

 

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